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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 22/09/2015

Note alla rassegna

Della rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Martedì 22 settembre 2015, si è riproposto, per ciascuna di esse:Corte Europea dei diritti dell'uomo 13

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int
  • N.ricorso  : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione  : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum  : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte europea: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_EN e  http://hudoc.echr.coe.int .

 

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Koutsoliontos e Pantazis c. Grecia54608/09, 54590/093Il signor Koutsoliontos e il signor Pantazis, il primo direttore e proprietario del giornale Locale “Proins Logos” ed il secondo, direttore del Dipartimento di monumenti storici di Ioannina, in Grecia, vengono citati in giudizio e poi condannati per diffamazione. La causa è da ricercarsi in un articolo, secondo i giudici, diffamatorio ed offensivo nei confronti del signor FF ex politico locale.
I ricorrenti, dopo la condanna al pagamento di 15.000 euro si rivolgono in Corte edu, invocano l’art.10 CEDU (libertà di espressione) ed ottengono oggi giustizia a Strasburgo.
Articolo 10Violazione dell'articolo 10 - Libertà di espressione - {} generale (articolo 10-1 - Libertà di espressione)
Rokas c. Grecia55081/093Il signor Rokas denuncia in Corte edu in quanto egli si ritiene vittima dell’inerzia del sistema giudiziario greco.
Assolto dal reato di falso nel 2008 in un processo che vedeva la società “LA” in qualità di attore, egli decide di denunciare i rappresentanti della LA per diffamazione e false accuse. Nonostante la denuncia del signor Rokas rientrasse ancora entro i termini prescrittivi, l’inerzia del Giudice greco, consegna alla prescrizione il diritto di Rokas. In Corte edu invoca il diritto ad un processo equo entro un termine ragionevole.
Articolo 6Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale
Articolo 6-1 - Accesso al tribunale)
Nabil e Altri c. Ungheria62116/122I ricorrenti, tre cittadini somali, nel 2011 passando dal confine serbo, entrano in Ungheria senza documenti. Una volta arrestati, viene sì disposta la loro espulsione in Serbia, ma nel frattempo Ahmad Mohamed Nabil, Saleh Ali Isse, e Mohamud Addow Shini rimangono in carcere. L’immediata richiesta di asilo risalente al 9 novembre del 2011 viene poi respinta il 19 marzo dell’anno successivo, ma i ricorrenti vengono rilasciati solo il 24 marzo. Oggi denuncino il diritto alla libertà e alla sicurezza, così come sancito all’art.5 della Convenzione.Articolo 5Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto Articolo 5-1-f - Espulsione)
Danno morale - assegnato (articolo 41 - non patrimoniale danni Equa soddisfazione)
Bordenciu c. Romania36059/123Il ricorso, ex art.3 CEDU (trattamenti inumani e deradanti) presentato in Corte eurpea dal signor Bordenciu, ha ad oggetto le condizioni di detenzione nel carcere di Târgu Jiu, in Romania. Egli infatti denuncia celle sovraffollate e buie, pessime condizioni igieniche, fattori che avrebbero predisposto il suo corpo alla contrazione di numerose malattie.Articolo 3Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante) (aspetto sostanziale)
Niţulescu c. Romania16184/063Gabriela Nitulescu impiegata presso il consiglio comunale a Moreni in Romania, viene denunciata nel 2002 dal suo collega il signor RCA, per aver chiesto del danaro in cambio di una segnalazione al sindaco del paese, per un posto di lavoro a tempo indeterminato. Gli elementi determinanti per la condanna si ritrovano in alcune intercettazioni, tuttavia queste registrazioni audio non sono mai state autorizzate dall’autorità giudiziaria rumena. Oggi la Corte edu, a seguito del ricorso presentato ex art.6 CEDU (diritto ad un processo equo) propende per la violazione di tale norma.Articolo 6Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale
Articolo 6-1 - Processo equo)
Abdurakhmanova e Abdulgamidova c. Russia41437/103Abdurakhman Abdurakhmanov, cittadino russo, viene rapito il 25 giugno del 2010 a Kaspiysk in Daghestan (Russia) da alcuni uomini a volto coperto; lo stesso giorno la polizia giudiziaria bussa alla porta delle ricorrenti con un mandato di arresto nei confronti proprio di Abdurakhman, perché sospettato di terrorismo. Azha Abdurakhmanova e Sabina Abdulgamidova rispettivamente la madre e la moglie, presentano immediatamente una denuncia sia al Procuratore sia al Ministero dell’Interno del Daghestan. L’inchiesta penale aperta il 28 luglio del 2010, viene tuttavia sospesa e poi successivamente ripresa, ma rimane effettivamente in una situazione di stallo. Le ricorrenti ottengono giustizia in data odierna in quanto la Corte condanna la Russia per la violazione del diritto alla vita (art.2 CEDU), per trattamenti inumani e degradanti (art.3 CEDU); inoltre ammonisce il Cremlino anche sotto l’aspetto del diritto alla libertà e alla sicurezza (art.5 CEDU).Articolo 2
Articolo 3
Articolo 5
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - La vita) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante
Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - Libertà della persona sicurezza della persona)
Violazione dell'articolo 13 + 2-1 - Diritto a un ricorso effettivo (Articolo 13 - rimedio effettivo) (Articolo 2 - Diritto alla vita Articolo 2-1 - Vita)
Ilkin c. Russia12436/113Il signor Ilkin viene accusato di estorsione per il periodo in cui egli prestava sevizio nel corpo di Polizia. Dal momento del suo arresto, il luglio del 2010 al tempo della condanna, occorsa un anno dopo, il ricorrente è soggetto ad un regime ad intermittenza di reclusione: infatti egli continua a viaggiare tra il carcere e la sua abitazione durante la custodia cautelare. Denuncia in Corte edu i trattamenti inumani e degradanti che avrebbe subito a causa di autobus sovraffollati; propone perciò ricorso ex art. 3 CEDU, inoltre, in forza di una detenzione preventiva irragionevolmente lunga, invoca l’art.5 CEDU.Articolo 3
Articolo 5
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante
Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-3 - Lunghezza della custodia cautelare
Ragionevolezza della custodia cautelare)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 - Celerità nella revisione)
Dedecan e Ok c. Turchia22685/09 e 39472/093Il signor Dedecan ed il signor Ok sono due insegnanti turchi e membri del sindacato Eğitim, nel 2005 sono i destinatari di una sanzione disciplinare per aver partecipato ad una manifestazione, secondo i Tribunali, non autorizzata, organizzata da un partito politico. Di seguito questi vennero trasferiti in altre città e venne sospeso loro, per un anno, ogni avanzamento di grado. Oggi denunciano, a buon diritto, la violazione della libertà di riunione e di associazione, così come tutelato dall’art.11 della Convenzione; invocano anche il diritto ad un equo processo ex art.6 CEDU.Articolo 11Violazione dell'articolo 11 - Libertà di riunione e di associazione (articolo 11-1 - Libertà di riunione pacifica)
Lavrentiadis c. Grecia29896/13)2Il ricorrente Lavrentiadis accusato di appartenere ad una associazione a delinquere, diviene detenuto dal 14 dicembre del 2012, poi il mese successivo, portato d’urgenza in un ospedale psichiatrico a causa delle sue gravi condizioni di salute. Lavrentiadis necessita di un’assistenza costante perché non autosufficiente. Nonostante le richieste non gli viene affidato un compagno di cella che potesse aiutarlo a muoversi. Successivamente le sue condizioni di salute si aggravano. Oggi denuncia sia ex art.5 CEDU l’ingiustizia dovuta ad un’attesa di 87 giorni prima che il tribunale si pronunciasse sulla legittimità della sua detenzione, sia ex art.3 CEDU i trattamenti inumani e degradanti subiti in carcere.Articolo 3
Articolo 5
Articolo 13
Articolo 35
Articolo 41
Eccezione preliminare unita al merito respinto (articolo 35-1 - Esaurimento dei ricorsi interni)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 - revisione della legalità della detenzione
Celerità nella della revisione)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 - Garanzie procedurali della revisione
Rassegna di legalità della detenzione)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante)
Violazione dell'articolo 13 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo)
Danno morale - assegnato (articolo 41 - danno non patrimoniale
Equa soddisfazione)

About Aurora Licci

Studio Giurisprudenza a Piacenza, da quattro anni. Le mie origini sono qualche passo più in là, a S. Maria di Leuca, ultimo scoglio in una terra bagnata da due mari. Un giorno spero di ritornarvi con una barca a vela piena di libri, ma ancora non ho deciso per quale Mare andrò.

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