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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 28/05/2015

Corte Europea dei Diritti dell'Uomo 7 - Court room 2

Oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo ha accertato le responsabilità della Slovenia in un caso di violenza sessuale su minori: nel caso Y c. Slovenia il Giudice dei diritti umani ha condannato la Repubblica slovena per l’eccessiva durata del procedimento penale, tale da compromettere un’indagine efficace sui fatti denunciati, e per non aver protetto la ricorrente, particolarmente vulnerabile quale vittima di violenze sessuali, durante il processo; in particolare, sarebbe stata costretta a sottoporsi ad un umiliante e traumatico esame incrociato.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Moreno Diaz Peña e altri c. Portogallo44262/10I ricorrenti sono sei cittadini spagnoli i quali hanno ereditato dai propri genitori terreni per 24,375 m² presso Oeiras, città nel distretto di Lisbona. Inizialmente, nel 1962 il Comune di Oerias stipulò col padre dei ricorrenti e la sua società “Habitat” un contratto per lo sviluppo della vallata in cui si trovano i terreni. Tuttavia nel 1980 è stata avviata la procedura di espropriazione dei terreni. L’indennizzo di esproprio è variato sensibilmente nel corso dei procedimenti: nel 1982 un collegio arbitrale aveva previsto un indennizzo di 4.863,00 € di in ragione della destinazione agricola dei terreni; nel 1992 una prima sentenza aveva incrementato l’indennizzo fino a ben quasi quindici milioni di euro; infine, nel 2010, i ricorrente hanno ricevuto 2.700.741,00 sulla base della decisione finale.
Oggi i cittadini spagnoli lamentano l’eccessiva durata del procedimento di espropriazione – iniziato negli anni ’80 e conclusosi solo nel 2010 – e l’assenza di uno strumento interno per ottenere un risarcimento per quei ritardi; infine chiedono una indennità di esproprio maggiore di quella ricevuta.
Articolo 6
Articolo 1 Prot. 1
Non ancora pubblicata
Y. c. Slovenia41107/101La ricorrente Y. è una cittadina slovena, nata in Ucraina, vittima di violenze sessuali quando aveva 14 anni. Con una denuncia del 2002, sua madre accusò di tali violenze un amico di famiglia, un cinquantacinquenne che la aiutava a preparare la figlia ai concorsi di bellezza. Da allora ci vollero ben sette anni perché si addivenisse ad una sentenza, che tuttavia assolse definitivamente l’imputato. In tale periodo la figlia fu sottoposta a molteplici atti di indagine: fu interrogata più volte sulle violenze subite (che negava) e controesaminata in due udienze dal difensore dell’imputato; fu visitata da due ginecologi, che non riuscirono né a confermare né ad escludere che potesse aver subito violenze sessuali; infine, all’esame di uno psichiatra le vennero riconosciuti tutti i sintomi propri delle vittime di abusi sessuali, mentre un ortopedico dimostrò che in ragione di una disabilità al braccio sinistro l’imputato non poteva aver commesso le violenze così come erano ricostruite dalla vittima.
Oggi la ricorrente Y. denuncia l’eccessiva durata e l’ineffettività delle indagini svolte sul suo caso, nelle quali sarebbe stata discriminata perché ucraina; inoltre sostiene che l’attività investigativa e processuale – e in particolare l’essere interrogata in udienza dalla controparte – le abbia provocato un forte trauma alla sua integrità personale.
La Corte europea ha accertato le responsabilità della Slovenia per l’eccessiva durata del procedimento penale, tale da compromettere un’indagine efficace sui fatti denunciati, e per non aver protetto la ricorrente, particolarmente vulnerabile quale vittima di violenze sessuali, durante il processo, che piuttosto è stata sottoposta tra l’altro ad traumatico esame incrociato.
Articolo 3
Articolo 8
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8 - obblighi positivi; Articolo 8-1 - Il rispetto della vita privata)
Danno non patrimoniale - aggiudicato (articolo 41 - Equa soddisfazione)

Note alla rassegna

Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Giovedì  28 maggio 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione  : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum  : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte europea: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

 

 

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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