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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 18/12/2014

Corte Europea dei diritti dell'uomoNote alla rassegna

Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Giovedì  18 Dicembre 2014, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level ;
  • Descrizione  : una breve esposizione dei fatti del caso, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Petitum  : le richieste dei ricorrenti, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo, come risultante dalla sentenza pubblicata dalla Corte.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte EDU: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

Case of -
N.ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Efendiyev v. Azerbaijan27304/073Natig Islam oglu Efendiyev è un ex commissario di polizia già condannato all’ergastolo nel 2001 con una condanna emessa – secondo un rapporto del Consiglio d’Europa – per motivi politici. Nel 2005 riceve il perdono presidenziale ed è liberato, ma pochi mesi dopo è nuovamente arrestato e processato per detenzione illegale di armi e cospirazione contro lo Stato. Le prove decisive a suo carico sono assunte in sua assenza: l’ispezione del suo appartamento avviene senza di lui e senza alcuna registrazione video, mentre il testimone chiave del processo – che lo accusava di un movente eversivo – non è sentito in processo, acquisendosi piuttosto – in assenza dell’imputato - la sua dichiarazione resa agli investigatori. Oggi il Sign. Efendiyev, che da sempre si dichiara innocente e grida al caso “fabbricato” dall’autorità, lamenta l’ingiusta acquisizione delle prove decisive nel secondo processo perché in difetto di contradditorio.Articolo 6Violazione dell'Articolo 6 + 6-3-d - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo) (Articolo 6 - Diritto a un equo processo; Articolo 6-3-d - Audizione di testimoni)
Scholer v. Germany14212/103Christoph Scholer è un cittadino tedesco condannato per reati di droga; gli è valsa la condanna il rapporto di un agente infiltrato, che in tre occasioni gli avrebbe venduto anfetamine, e di un coimputato. Oggi si rivolge alla Corte europea contestando una condanna ingiusta: da un lato sarebbe stato “provocato” a delinquere dall’agente infiltrato, dall’altro non avrebbe potuto difendersi in processo contro le accuse di lui; non ha potuto infatti né controinterrogare l’agente infiltrato né conoscerne l’identità, che è stata segretata per evitare ritorsioni proprio dal Sign. Scholer.Articolo 6Nessuna violazione dell'Articolo 6 + 6-3-d - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo; Processo in contraddittorio) (Articolo 6 - Diritto a un equo processo; Articolo 6-3-d - Audizione di testimoni)
Nessuna violazione dell'Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo)
N.A. v. Norway27473/112N.A. è una madre norvegese accusata di aver picchiato, insieme all’ex marito, i suoi due figli di età inferiore ai tre anni: in particolare, alla più piccola avrebbe causato danni cerebrali permanenti per i quali avrebbe anche rischiato la vita. Il processo penale, dopo una prima condanna, si conclude in appello con l’assoluzione dei coniugi ma con la contestuale condanna al pagamento di un risarcimento ai figli di circa 53.500 €. Contro la condanna civile la Sign.ra N.A. si oppone in Corte europea: la decisione del Giudice norvegese sarebbe stata insufficientemente motivata e violerebbe la presunzione di innocenza, poiché le imporrebbe un risarcimento civile per un fatto del quale non è colpevole penalmente. Tuttavia il responso del Giudice europeo non accoglierà la sua ricostruzione.Articolo 6Nessuna violazione dell'Articolo 6 - Diritto a un equo processo (articolo 6-2 - accusa di un reato penale)
Nessuna violazione dell'Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - Processo equo)
Belenko v. Russia25435/06Tatyana Belenko ha perso la figlia nel Dicembre del 2003, a causa di un edema cerebrale aggravato da polmonite. La figlia era stata ricoverata nell’Agosto dello stesso anno, in diversi ospedali psichiatrici, contraendo medio tempore sia la polmonite che una setticemia. La madre incolpa della morte i medici che l’avevano in cura in quei mesi, ma le indagini vengono archiviate e riaperte più volte senza mai giungere ad un processo. Oggi la Sign.ra Belenko si richiama alla negligenza di quei medici, che l’avrebbero uccisa senza fornirle cure mediche adeguate, e degli investigatori, alla luce della scomparsa di campioni e referti relativi a sua figlia utili nelle indagini.Articolo 2
Articolo 3
Nessuna violazione dell'Articolo 2 (diritto alla vita)
Violazione_dell'Articolo_2 (Procedura)
[Non ancora pubblicata su HUDOC]

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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