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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 17/04/2014

Corte Europea dei Diritti dell'Uomo 5 - facciata 2

Oggi – Giovedì 17 Aprile – la Corte europea dei  Diritti dell’Uomo ha deciso 12 casi.

Un primo caso coinvolge la Germania: la Corte decreta  la violazione della libertà di espressione nei confronti di un cittadino tedesco che aveva  diffuso, durante la campagna elettorale nella sua città,  un volantino a detta del candidato sindaco offensivo, condannato sì dal Giudice tedesco, ma garantito nel suo diritto dal giudice di Strasburgo. Notiamo come la Russia, dopo le due pronunce odierne, non potrà più concedere l’estradizione perché gli estradati subirebbero trattamenti inumani e degradanti, rispettivamente in Uzbekistan ed in Kirghizistan. La Corte non accorda invece la violazione del diritto alla vita, del divieto di trattamenti inumani e degradanti, e del rispetto della vita privata e familiare,  ad un cittadino che vive in Belgio che , stando alla pronuncia della Corte Edu, ritornerà nel suo paese d’origine, la Georgia, senza subire violazione alcuna.

Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 15 Aprile  2014, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of –: la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level ;
  • Descrizione  : una breve esposizione dei fatti del caso, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Petitum  : le richieste dei ricorrenti, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo, come risultante dalla sentenza pubblicata dalla Corte.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte EDU: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_EN e  http://hudoc.echr.coe.int .

Case of -
N.ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Paposhvili v. BelgiumPaposhvili v. Belgium 41738/102Il Signor Paposhvili è un cittadino Georgiano, vive a Bruxelles. Nell’agosto del 2007 gli viene notificato un ordine di espulsione da parte del Ministero dell’Interno. Paposhvili infatti tra il 1998 ed il 2007 era finito più volte in prigione per vari reati, tra cui rapina e partecipazione ad un’organizzazione criminale. Il 7 luglio gli arriva l’ultimatum dall’Ufficio Stranieri, e pochi giorni dopo Paposhvili presenta una domanda ex art.39 del regolamento della Corte, che viene accolta. Egli è malato di leucemia linfatica cronica e ricorre al Giudice di Strasburgo per denunciare il fatto che qualora rientrasse in Georgia subirebbe la violazione dell’art 2, diritto alla vita e dell’art , divieto di tortura. Il suo trasferimento comporterebbe, a suo avviso, anche la violazione del diritto alla vita privata e familiare. Sua moglie ed i suoi figli hanno ottenuto infatti un permesso illimitato a rimanere in Belgio.Articolo 2
Articolo 3
Articolo 8
Articolo 35

Guerdner and Others v. France68780/102I ricorrenti sono I parenti di Giuseppe Guerdner, cittadino ucciso da un gendarme mentre tentava la fuga. Guerdner, infatti, era detenuto in custodia nella stazione di polizia di Brignoles, perché ritenuto colpevole del reato di rapina a mano armata, sequestro di persona, falso imprigionamento. Viene ucciso, nel tentativo di scappare, da un gendarme. I giudici francesi hanno assolto il poliziotto, ma la famiglia del dell’uomo propone ricorso in Corte Edu denunciando la violazione del diritto alla vita.Articolo 2
Articolo 41
Brosa v. Germany5709/09
2Elezioni comunali di Amöneburg, il signor Ulrich Brosa distribuice un volantino di cui è autore, in cui boicotta l’elezione di un particolare candidato sindaco affine, riguardo a linea di pensiero, ad alcune organizzazioni neo-naziste della città. I giudici tedeschi hanno deliberato la violazione, circa i diritti della personalità, del candidato sindaco. Oggi colui che è stato condannato in Germania denuncia in Corte Edu di aver subito la lesione del suo diritto alla libertà di espressione.Articolo 10
Articolo 35
Articolo 41
Schatschaschwili v. Germany9154/102Schatschaschwili cittadino di origine georgiana, nel 2008 viene condannato, in Germania, per il reato di rapina aggravata ed estorsione aggravata. Il suo ricorso in Corte Edu chiama in causa l’art. 6, ossia il giusto processo. Schatschaschwili sostiene infatti che durante il processo nessuna parte aveva potuto ascoltare, come testimoni, le vittime. Alcune di queste infatti hanno abbandonato il paese, le altre hanno invece rifiutato categoricamente di testimoniare in giudizio, poiché ancora troppo scosse. La Corte Europea deciderà oggi se per la condanna del ricorrente era necessario ascoltare i testimoni, per altro gli unici, dei fatti di reato.Articolo 6
Articolo 35
Adamantidis v. Greece10587/103Il signor Adamantidis viene tenuto in custodia cautelare nella stazione di polizia di Lefkos Pyrgos per circa un mese, successivamente viene trasferito a Salonicco. Secondo il ricorrente in entrambe le prigioni non sono stati rispettati gli standard di cui all’art. 3 della Convenzione. Per questi motivi denuncia in Corte Edu di aver subito trattamenti inumani e degradanti.Articolo 3
Kavouris and Others v. Greece 73237/123I ricorrenti, sette cittadini greci, un bulgaro ed uno rumeno, ricorrono in Corte Edu per denunciare le condizioni inumane e degradanti, e dunque la violazione ex art.3, subite nel carcere di Salonicco, luogo in cui erano detenuti. Vi è però un altro motivo di ricorso che concerne la totale inesistenza di un ricorso effettivo rispetto alle loro doglianze. Articolo 3
Articolo 13
Lici v. Greece69881/123Il Signor Lici di nazionalità albanese, è stato arrestato e posto in custodia cautelare il 24 aprile del 2012, veniva accusato di far parte di un’organizzazione criminale e di aver commesso dei furti per conto della medesima. Dopo quasi un anno di detenzione chiede ed ottiene il trasferimento in un carcere a causa delle condizioni degradanti della prigione annessa alla caserma di Salonicco. Denuncia innanzi alla Corte Edu di aver subito trattamenti inumani e degradanti e di non aver avuto accesso ad un ricorso effettivo in Grecia.Articolo 3
Articolo 13
Gayratbek Saliyev v. Russia39093/133Gayratbek è un cittadino chirghiso, ora vive a Mosca. Era ricercato ne suo paese per aver commesso gravi reati, ed è per questo che viene arrestato dalla polizia russa nel 2012. Il suo paese chiede l’estradizione , gi viene accordata i un secondo momento ma Gayratbek invoca l’art.39 del regolamento della Corte Edu la sua richiesta viene accolta. Egli ricorre oggi invocando la violazione dell’art.3 in quanto la sua estradizione lo esporrebbe a trattamenti inumani e degradanti in Kirghizistan e per giunta non avrebbe alcuna possibilità di ricorso, di qui anche la denuncia ex art.13 della convenzione.Articolo 3
Articolo 5
Ismailov v. Russia20110/133Ismailov all’età di trentuno anni decide di recarsi in Russia per cercare lavoro, in patria però era considerato dalle Autorità un presunto terrorista estremista, per questo motivo viene arrestato dalla polizia Russa nel settembre del 2012. Come procedura vuole vengono avviate le pratiche per l’estradizione, sospese successivamente ex art.39 del regolamento della Corte sulle misure cautelari. Il ricorrente denuncia al giudice di Strasburgo i trattamenti inumani e degradanti che subirebbe in Uzbekistan qualora venisse estradato, mancherebbero inoltre i presupposti per un ricorso effettivo. Rammenta poi nel suo ricorso che la detenzione, sin dal suo arresto, non ha alcun fondamento di legalità, in quanto non ha avuto la possibilità concreta intraprendere una procedura valida a contrastare la privazione della sua libertà.Articolo 3
Articolo 5
Stetsenko v. Russia26216/073Stetsenko è un cittadino russo veterano di guerra disabile, attende è per più di quindici anni l’esecuzione di una sentenza del 1995 che imponeva all’Amministrazione comunale di Voronezh, di assegnare al ricorrente una casa popolare. Denuncia in Corte Europea la violazione del diritto ad un processo equo, la privazione del suo diritto alla proprietà,in quanto gli è stata assegnata un’abitazione meno capiente di quella accordata dal giudici nella sentenza.Articolo 6

Mladina d.d. Ljubljana v. Slovenia
20981/102La società Mladina con se de a Lubiana è l’editore della testata giornalistica Mladina. Il giornale nel giugno del 2005 pubblica un articolo riguardo dichiarazioni offensive rilasciate da un parlamentare nei confronti degli omosessuali. Quest’ultimo ha proposto ricorso citando l’editore, dunque la società, per avergli causato dei danni. Il Giudice sloveno ha condannato l’editore ad un risarcimento, lo stesso che ora propone ricorso In Corte Edu ex art. 10 pretendendo il rispetto della sua libertà di espressione.Articolo 10
Articolo 41

About Aurora Licci

Studio Giurisprudenza a Piacenza, da quattro anni. Le mie origini sono qualche passo più in là, a S. Maria di Leuca, ultimo scoglio in una terra bagnata da due mari. Un giorno spero di ritornarvi con una barca a vela piena di libri, ma ancora non ho deciso per quale Mare andrò.

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