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Turchia: nove anni di detenzione non sono poi un tempo irragionevole!

Ingiusta detenzione – Sentenza Sarar v. Turchia, 27 marzo 2012

Ci sono delle vicende in cui oltre al danno, purtroppo c’è anche la beffa. E’ la storia di Mehmet Saras, detenuto per nove anni in un carcere turco, che si è visto rifiutare ben tre richieste di scarcerazione, senza avere alcuna informazione relativa al suo caso, ma sentendosi dire che..tutto sommato, 9 anni per il suo procedimento non sono troppi!

IL CASOMehmet Sarar  è un cittadino turco, nato nel 1970 e residente  a Tekirdag, in Turchia.

Il 5 aprile 2001, viene fermato da alcuni agenti di polizia in servizio per un pattugliamento volto a prevenire atti di terrorismo e successivamente viene portato in carcere e detenuto in custodia cautelare in attesa di giudizio.

Una settimana dopo, il 12 aprile, durante la prima udienza, Sarar viene interrogato dal giudice competente e, su ordine di quest’ultimo viene immediatamente arrestato con l’accusa di aver tentato di sovvertire l’ordine pubblico.

Anche durante le successive udienze che si sono svolte nel corso del procedimento giudiziario a suo carico, i giudici gli hanno confermato la detenzione motivando il tutto con la particolare natura e gravità del reato compiuto. Sarar infatti ha presentato nel corso del procedimento, tre richieste di scarcerazione, il 20 marzo , il 29 maggio e il 23 ottobre 2008, ma queste, come detto, sono state respinte in toto, confermando sempre la detenzione.

Il 14 maggio 2010 Sarar viene condannato dalla Corte d’Assise di Istanbul e successivamente, quando questa sentenza di condanna è stata impugnata, non è stata fornita nessuna informazione relativa all’impugnazione di questa sentenza presentata dai legali di Sarar.

CORTE EDU – Il ricorso alla Corte è stato presentato invocando l’Art 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza) della Convenzione, lamentando infatti che la lunghezza della sua detenzione era stata eccessiva.

Il Governo turco, chiamato in causa, si è difeso sostenendo che il periodo preso in considerazione non può essere considerato irragionevole ed eccessivo, ma a questa considerazione la Corte non ha dato adito, documentando con prove evidenti che la detenzione di Sarar è cominciata il 5 aprile 2001 e si è conclusa dopo 9 anni e un mese, ovvero il 14 maggio 2010! La Corte ha ricordato anche di aver già esaminato casi simili a questo dichiarando in più volte l’avvenuta violazione dell’Art 5 CEDU .

Per questo motivo, la Seconda Sezione della Corte, ai sensi dell’Art 41 della Convenzione, ha dichiarato l’avvenuta violazione dell’Art 5 e ha previsto che lo Stato turco, dovrà versare al signor Sarar, entro tre mesi, i seguenti importi da convertire in lire turche al tasso vigente alla data di regolamento:  11.000€ , più eventuali interessi a titolo di danno non patrimoniale; 1.000€ più eventuali interessi, relativi ai costi e alle spese sostenute per il procedimento.

Così come è stato sottolineato dalla Corte, questo è uno dei tanti casi simili che si ripresentano puntualmente a Strasburgo. La Turchia ha questo primato negativo in materia; le lungaggini processuali sono infatti materie costanti di ricorso alla Corte Edu e, a prescindere dalla colpevolezza o no dei ricorrenti, non dobbiamo dimenticare che il carcere è già una pena che segna la vita di un uomo, se poi viene vissuta in queste condizioni, di assoluta mancanza di informazioni, di burocrazia farraginosa e di tempistiche così lunghe, il carcere rischia di diventare addirittura un martirio.

La sentenza in originale è reperibile qui: Sentenza Saras v. Turchia, 27 marzo 2012

About Luca Gulino

Nato a Ragusa, dopo il Liceo Scientifico ho deciso di lasciare la mia città iscrivendomi al corso di Giurisprudenza presso la sede di Piacenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Qui, grazie alle nozioni apprese e a quelle amicizie che poi si sono trasformate in gruppo di lavoro, è nata la mia collaborazione e l'ingresso nella Redazione di GZero.

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