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Droni da guerra: niente Robot Killer dopo il 2016?

La questione dei robot killer sarà discussa l’anno prossimo nel contesto della Convenzione delle Nazioni Unite su Certe Armi Convenzionali. Gli attivisti auspicato che esse siano messe fuori legge dal 2016.

La campagna contro i robot killer, in particolare quelli completamente autonomi, come il drone Taranis di fabbricazione inglese, giunge, forse, a una svolta decisiva.

Se un protocollo aggiuntivo verrà negoziato, firmato e ratificato potrebbe porre la parola fine contro una possibile arma che ad oggi è stata portata denunciata da organizzazioni non governative come Articolo 36, che ha proposto una campagna per fermare i robot killer, e il Comitato Internazionale per il Controllo delle Armi Robotiche.

Più voci di plauso si sono levate a sostegno di questa decisione dell’ONU. Non pochi, tra scienziati ed esponenti del mondo civile, in questi anni, hanno segnalato i problemi che questo genere di armi pongono alla tutela dei diritti umani. La particolarità di questi mezzi, a differenza degli ordinari droni, è la completa assenza di un pilota o un decisore umano nel momento in cui bisogna “premere il grilletto”.

Ma questa proposta di bando dell’ ONU possiamo ritenerla credibile? Verosimilmente sarà un nulla di fatto.

I soliti virtuosi paesi scandinavi, qualche stato africano e coloro che subiscono spesso le incursioni di droni ratificheranno l’accordo mentre i maggiori produttori o sviluppatori – USA, ma anche Russia, UK, Germania – si limiteranno a firmarlo inserendo riserve oppure lo ignoreranno.

L’accordo pone anche un problema non marginale: lo sviluppo di queste armi deve essere vietato? Se sull’utilizzo possiamo convenire che sarebbe preferibile evitarlo, lo sviluppo pone questioni rilevanti sul progresso scientifico e tecnologico di una nazione.

Un adagio militare suole far notare come si entrò nella seconda guerra mondiale con i cavalli e si uscì con i razzi V-2. Lo stesso internet è nato dai progetti militari americani durante la guerra fredda. Bloccare lo sviluppo della componentistica e dei software necessari a quei robot siamo sicuri che sarà un bene?

Amazon ha recentemente sviluppato droni per il trasporto delle sue merci. Questo piccolo esempio mostra come la tecnologia militare ha rilevanti e inaspettate conseguenze sulla vita civile. Da quei droni automatici portatori di morte potremmo addirittura arrivare ai robot medici della letteratura fantascientifica. Chi può essere capace di calcolare le perdite in questo senso se bandiamo lo sviluppo tout-court?

Conclusione

La decisione dell’ ONU è stata una piacevole brezza calda in questo gelido inverno. Ciononostante la scelta di discutere la questione sotto i termini della Convenzione su Certe Armi Convenzioni non pare foriera di grandi risultati. Allo stesso modo, anche la scelta di evitare ogni discussione sulla natura scientifica dell’arma è parsa poco sapiente. Se un consenso può essere raggiunto, seppur tutt’altro che facilmente, intorno al divieto di dispiegamento delle armi robotiche, difficilmente sarà possibile ottenere lo stesso consenso sullo sviluppo. Gli interessi in gioco non sono solo economici, ma anche e sopratutto legati alle sorti del progresso umano e tecnologico: le ricadute tecnologiche non sono calcolabili. Chi mai avrebbe sostenuto che dalle ricerche militari per andare sulla Luna avremmo ottenuto il metallo che ci consente oggi di produrre ottimi scii? Si può solo auspicare che i negoziati in seno all’ONU non si radicalizzino sulle due posizioni contrarie e che proseguano tenendo fissi l’obiettivo della promozione della pace e dei diritti umani, senza dimenticare lo sviluppo tecnologico, che è, molto spesso, portatore di istante progressiste.

 

Link per approfondire:

http://espresso.repubblica.it/visioni/2013/10/11/news/robot-e-droni-killer-mettiamoli-al-bando-1.137276

http://www.disarmo.org/rete/a/39372.html

About Riccardo Varisco

Laureando in informatica giuridica presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica, sede di Milano. Appassionato di scienze naturali e strategia militare.

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