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C’è forse un complotto? La stampa tedesca oggetto di selezione

Libertà di espressione e discriminazione – Rigetto ricorso Axel Springer AG v. Germania, 7 Febbraio 2012

Axel Springer AG è vittima di un complotto?

Germania. Axel Springer AG è una società a responsabilità limitata, tra le cui attività è anche editrice di un giornale, Bild, che sostiene di essere stata vittima di grave disuguaglianza di trattamento. Invoca di fatti l’art. 14 CEDU (divieto di discriminazione) in combinato disposto con l’art. 10 CEDU (libertà di espressione).

IL CASO – Tutto nasce giorno 16 settembre 2009 quando il Presidente della Divisione Minorile Penale della Corte Regionale tedesca impone il limite di nove giornalisti al processo sull’omicidio di una coppia e dei suoi due bambini, di cui accusato era proprio un altro figlio dei due coniugi. La corte tedesca motivava la restrizione per la delicatezza dell’avvenuto, in quanto l’imputato era minorenne al compimento del fatto.

Il bando di selezione prevedeva l’assegnazione di tre posti alle seguenti categorie: stampa regionale, sova-regionali, televisione e radio. L’esito della selezione vede la società Axel esclusa; questa non contenta denuncia il Presidente della Divisione contestando che una soluzione migliore sarebbe stata il ‘pool’, poiché non avrebbe permesso le situazioni di monopolio di informazione che invece si erano create per i nove scelti.
Ovvio dire che tutto questo non sarebbe successo se la società fosse stata selezionata…

Il 16 ottobre 2009 il Presidente della Divisione dichiara la limitazione a nove posti necessaria; il 23 Ottobre 2009 la Corte d’Appello di Stoccarda dichiara inammissibile la questione in quanto si ritiene non competente e indica la Corte Costituzionale federale, la quale si pronuncia il 20 gennaio 2010 respingendo l’accusa. L’alto grado di giudizio sostiene che la società non aveva sofferto particolare svantaggio e che la denuncia non era di fondamentale importanza per le circostanze del caso. (Da notare la celerità dei giudizi: in 4 mesi la causa riesce a pervenire all’ultimo grado e ad approdare ad una risposta concreta.)

LA CORTE EDU – A seguito dell’esaurimento di tutti i possibili ricorsi interni, così come sancito dall’art. 35 della Convenzione dei Diritti dell’Uomo (Condizioni di ricevibilità) la Corte, giorno 29 Marzo 2012, dichiara la questione non ammissibile, mantenendosi coerente alle decisioni tedesche.

Di fatti i giudici di Strasburgo osservano la legittimità della motivazione adottata dai colleghi teutonici: il bilanciamento  tra il superiore interesse del fanciullo e  l’obbligo di speciale protezione  da una parte e dall’altra l’interesse della stampa a garanzia di un processo di pubblica e libera informazione si era dimostrato coerente al principio di uguaglianza e non discriminazione nell’indizione del bando a cui avevano potuto partecipare tutte le testate giornalistiche, indifferentemente. Non solo ma al fine di non creare situazioni di monopolio, la Corte aveva istituito un corrispondente di rendere nota ai soggetti esclusi dalla selezione degli eventi processuali.

Merita un cenno particolare al principio di non discriminazione enunciato dall’art. 14 della Convenzione dei diritti dell’Uomo, come baluardo dell’evoluzione del tradizionale e universale principio di uguaglianza. Di fatti questo rappresenta il punto di unione della tutela garantita non solo dalla Corte EDU ma anche dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea in attuazione della Carta di Nizza: entrambe si impegnano nell’assicurare un trattamento uguale a situazioni simili e di conseguenza un trattamento diverso a situazioni differenti. In caso contrario e in assenza di ragionevoli giustificazioni il trattamento è da considerarsi discriminatorio e illegittimo. Axel Springer AG sarebbe stata vittima nel caso in cui le condizioni di accessibilità al bando fossero state irragionevoli, o palesemente discriminatorie nei suoi confronti…ma tutto ciò non è avvenuto e la società, che lo voglia o no, fa parte delle 31 testate giornalistiche escluse.

Il rigetto del ricorso è reperibile  in originale qui: rigetto ricorso Axel Springer AG v. Germania del 7 Febbraio 2012.

 

About Teresa Vozza

''Everything has been figured out, exept how to live''- la frase è di Jean-Paul Sartre, cosa ne pensate? Per qualsiasi risposta mi troverete a Piacenza all'università Cattolica del Sacro Cuore, nella facoltà di giurisprudenza.

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