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La politica del figlio unico: viaggio dal 1979 ad oggi attraverso le scelte del regime cinese

Il signor Zhou Guoqing è stato immobilizzato, a casa sua, dai funzionari del Comitato di pianificazione familiare di Shandong, i quali tra l’altro erano circa una ventina. Sua moglie, Liu Xinwen, è stata portata in una struttura sanitaria e al sesto mese di gestazione ha subìto un’interruzione forzata della gravidanza. Questa è la più recente notizia annunciata dal canale d’informazione britannico: Sky News.

cfwSiffatti avvenimenti sono accaduti il 30 settembre a notte fonda. La signora Liu è stata trasportata al nosocomio del Popolo di Fangzi del Distretto della città di Weifang, dove le è stata iniettata una droga che scatena l’ aborto; il coniuge ha saputo dove era sua moglie solo cinque ore dopo il prelevamento, ma a quel punto era troppo tardi: il medicinale era già stato somministrato e l’interruzione era avvenuta.

Dunque, il giorno seguente hanno lasciato il feto morto e già completamente formato dentro un secchio affianco al letto della signora; il marito ha resocontato l’accaduto attraverso fotografie fatte con la sua macchina fotografica. Costui ha dichiarato: “ Dopo di che, non volevo che mia moglie mi vedesse piangere. Sono andato fuori. Ho pianto, ma solo per un po’ perché avevo bisogno di tornare a consolarla. Lei era molto triste. Piangeva, giorno e notte.“, inoltre “Ogni volta che ho sentito le voci dei bambini di altri reparti, non riuscivo a controllarmi. Sono dovuto uscire. Ho perso il mio bambino. Sono senza parole, le parole non possono descrivere i miei sentimenti.”.

Si badi bene che tale caso non è l’unico di aborto forzato in Cina, ogni anno si verificano migliaia di accadimenti simili, tantissime coppie sono colpite dalla politica del figlio unico della Repubblica Popolare Cinese. La Women’s Rights Without Frontiers, un’organizzazione che si occupa dei diritti umani delle donne, nel mese di agosto, ha riportato di un caso di interruzione di gravidanza, che ha avuto luogo nella provincia di Lili Zeng dello Stato di Jiangxi, effettuato al nono mese: il bambino è nato vivo ma è deceduto tra le braccia della madre.
In questo quadro, il Ministero della Sanità cinese, ha fornito le stime ufficiali dell’istituzione della politica del figlio unico: in quattro anni sono già stati effettuati 336 milioni di aborti in tutta la nazione. Molteplici gruppi per i diritti umani e news networks hanno rilevato che molti aborti sono stati costretti.

Ma cos’è l’istituto del figlio unico? Nel 1979 il governo cinese ha istituito una norma per il rigoroso piano di controllo delle nascite, nota col nome di “legge del figlio unico”: questa è stata introdotta per ridurre la crescita della popolazione, ma ha immesso anche pratiche come l’aborto e la sterilizzazione. Tuttavia tale legge ammette alcune deroghe, per esempio due genitori, solo se entrambi figli unici, possono spesso avere un secondo figlio, in più le coppie contadine, se hanno avuto come primo figlio una bambina, possono facilmente avere un secondo figlio, sperando nella nascita di un maschio.

Ancora, i ricchi e i burocrati del partito comunista possono permettersi, dietro pagamento di multe altissime, di avere più di un figlio; inoltre altre dispense interessano il decesso per cause naturali del figlio unico, in tale circostanza la famiglia può agire in due diverse prassi: è autorizzata ad averne un altro oppure se la coppia ha un secondo figlio “illegale”, quest’ultimo potrà diventare legale.

I dati ufficiali governativi rilevano che tra il 1979 e il 2011, la politica (spesso oppressiva) del figlio unico attraverso l’ uso di aborti forzati, sterilizzazione, aborti di sesso-selettivo e infanticidio femminile, ha impedito circa 400 milioni di nascite. Le coppie che rifiutano codesta politica alquanto nefasta vengono perseguitate.wfwer

Non di meno, anche personaggi in vista se contestano la suddetta politica vengono brutalmente neutralizzati. È il caso dell’attivista cieco dei diritti umani, Chen Guangcheng, che prima di riuscire a scappare e chiedere asilo agli Stati Uniti, per alcuni anni è stato agli arresti domiciliari e per giunta abusato per mano di funzionari cinesi.

Ora il signor Chen lavora con la Witherspoon Institute, dice di voler proseguire nella lotta per i diritti civili nel suo paese natale e continuerà a monitorare i dati dell’aborto forzato.

Conclusioni

Anche se il governo cinese ha rassicurato e presentato scuse ufficiali per le sopracitate aberranti violazioni dei diritti umani esse continuano ad avvenire. Gli stati che si reputano a favore dei diritti fondamentali dell’uomo devono esigere dalla Repubblica Popolare Cinese il rispetto di tali diritti inviolabili, facendo cessare la politica del figlio unico. I paesi civili che hanno rapporti amichevoli con la Cina devono mettere in chiaro che questi rapporti sono subordinati al miglioramento del trattamento del governo cinese della sua gente e il rispetto della loro dignità umana.

Se si deve tenere proprio sotto controllo la crescita della popolazione non sarebbe meno traumatico e più rispettoso fornire gratuitamente metodi contraccettivi?

 

Link per approfondire:

http://www.asianews.it/notizie-it/Cina,-la-legge-sul-figlio-unico-%E2%80%98alimenta-la-corruzione-nel-Partito%E2%80%99-28941.html

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/03/27/Cina-orrore-aborto-forzato-7-mese_8468311.html

 

About Valeria Sirigu

Mi sono iscritta in giurisprudenza perché il diritto per me è uno stile di vita

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