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Kasparov mette sotto scacco Putin: Russia condannata dalla Cedu

Continua la preziosa opera della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel far luce sulle molteplici ombre che si annidano intorno alla democrazia russa. E’ di pochi giorni fa un’importante sentenza (Kasparov and Altri v. Russia, 3 Ottobre 2013 ) emessa dalla prima sezione della Corte di Strasburgo, che vede tra i ricorrenti l’ex campione internazionale di scacchi e leader politico Garri Kasparov.

I fatti risalgono al 14 Aprile 2007, quando durante una manifestazione svoltasi in piazza Puškin, a Mosca, contro le politiche di Putin lo Garri Kasparovscacchista russo – all’epoca leader del Fronte Civile Unito – venne arrestato insieme ad altri militanti della coalizione di opposizione L’Altra Russia; e quindi rilasciato solo 10 ore dopo ed in seguito al pagamento di mille rubli di multa ( 28.5 euro).
In questa sentenza i giudici europei hanno riscontrato che il comportamento delle autorità interne non è stato proporzionale al fine di preservare l’ordine pubblico, riproponendo la terminologia utilizzata dalla Corte tale ingerenza non si delineava come “necessary in a democratic society”. Pertanto l’arresto dei ricorrenti da parte degli agenti di polizia – tenuto conto anche del fatto che il Governo non è riuscito ad addurre un “bisogno sociale imperioso” che motivasse il loro arresto – ha impedito la loro partecipare ad una manifestazione autorizzata, in violazione degli articoli 10 e 11 della Convenzione  che sanciscono il diritto alla libertà di espressione e alla libertà di riunione pacifica. Ai ricorrenti la Corte ha, inoltre, riconosciuto un indennizzo di 10 mila euro per tre ricorrenti (tra cui Kasparov) e agli altri 4 mila euro a titolo di danno non patrimoniale.

Questa sentenza conferma una vera e propria persecuzione politica che i dissidenti e antagonisti del regime di Putin stanno vivendo ormai da molti anni nell’indifferenza della comunità internazionale. Una continua sospensione dei Diritti Umani che si evince nitidamente dalla giurisprudenza della Corte Europea, che sembra rilevarsi, ormai, come  l’ultimo baluardo di democrazia per i cittadini russi.

About Roberto Federico Proto

Sono nato ad Ostuni, comunemente conosciuta come la città bianca, nel 1990 di un martedì 17, numero che mi ha sempre portato molta fortuna. Conclusi gli anni scolastici obbligatori ho deciso, inconsapevolmente, d'iscrivermi alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Piacenza). Grazie agli studi universitari ho iniziato ad appassionarmi di Diritti Sociali, con un occhio sempre attento e vigile a tutte le vicende e i mutamenti del Diritto del Lavoro. Dal febbraio del 2012 faccio parte della redazione del webmagazine Diritti d'Europa ( ex Generazionezeroitalia.org), dove commentiamo e divulghiamo le pronunce della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

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