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L’Ecuador e la legge sulle comunicazioni: ali tarpate alla libertà di informazione

(Washington, DC) –  L’Assemblea nazionale ecuadoriana ha approvato in data 14 giugno 2013 la legge sulle comunicazioni, la quale, secondo quanto afferma Human Rights Watch , mina gravemente la libertà di parola e soprattutto apre le porte alla censura per quei mezzi di comunicazione non in linea con il governo. La legge infatti vieta un ampio spettro di espressioni e quindi  limiterà la libera espressione di giornalisti e di media..

 

“Una censura a priori, l’interferenza diretta o indiretta o la pressione esercitata su ogni espressione, opinione o informazione trasmesse attraverso qualsiasi mezzo di comunicazione orale, scritta, artistica , visiva o elettronica deve essere vietata dalla legge. Restrizioni alla libera circolazione delle idee e delle opinioni, nonché l’imposizione arbitraria di informazioni e l’imposizione di ostacoli alla libera circolazione delle informazioni violano il diritto alla libertà di espressione

– tratto da Art. 13 (Dichiarazione dei principi) ,Convenzione Americana sui Diritti Umani –

Focus

Sewdebbene da quando salì al governo il presidente Rafael Correa siano stati fatti enormi passi dal punto di vista umanitario relativamente alle minoranze, all’ambiente, alla salute, agli anziani e ai minori, resta ancora irrisolto il suo conflitto con la stampa. Secondo l’opinione del presidente, la stampa non è altro che proprietà di gruppi di business relazionati con le banche , i quali causarono nel 1999 la crisi finanziaria.

Questa sua avversione non è affatto una novità, infatti i primi segnali concreti furono ravvisati già a partire dal 2008. Sono difatti 18 i giornalisti, editori e direttori , secondo la ONG Fundamedios, che furono messi a tacere a colpi di leggi, decreti e condanne o a causa di minacce subite da fonti anonime.

Il governo aveva precedentemente proposto una Legge sulle Comunicazioni nel 2009, ma trovò un forte dissenso dell’opposizione nell’Assemblea Nazionale. Successivamente  con la nuova Assemblea Nazionale che si formò a maggio ,con una maggioranza di membri di partito politico del presidente Rafael Correa, fu approvata una versione modificata rispetto all’ originale.

Tale legge, che si applica sia broadcast sia su supporti di stampa, include diverse disposizioni problematiche, tra cui:

  1. Il divieto del cosiddettolinciaggio mediaticodefinito come “la diffusione di informazioni concertata e reiterata, direttamente o tramite terzi, attraverso i media, con lo scopo di minare il prestigio” di una persona fisica o giuridica o “ridurre la loro credibilità. ” Tale disposizione consentirebbe alle autorità di ordinare all’organo di stampa di rilasciare pubbliche scuse e afferma che essi sono allo stesso tempo soggetti a sanzioni civili e penali, irrogabili dal giudice.
  2. La previsione che qualsiasi cittadino o organizzazione possa segnalare che un mezzo di comunicazione ha violato i requisiti, e che le autorità di governo saranno di conseguenza in grado di emettere un ammonimento scritto o di imporre sanzioni.
  3. L’assumersi  le successive conseguenze amministrative di contenuto dovute alla diffusione di contenuto attraverso i media, che mina i diritti costituzionali, in particolare, il diritto di comunicazione e la pubblica sicurezza dello Stato. I giornalisti che violano questa responsabilità potrebbero essere soggetti a norme civilistiche, penali o altre sanzioni.

Conclusioni

La legge ecuadoriana sostiene che le persone hanno il diritto di “verificare, contrastare, precisare e contestualizzare” le informazioni pubbliche. Allo stesso modo, l’articolo 18 della Costituzione ecuadoriana afferma che le persone hanno il diritto di ricevere le informazioni “veritiere” e “verificate”. Affermazioni alquanto disarmoniche con quanto citato precedentemente, che paiono destare forti incomprensioni e sentori di una forte oscurità che si abbatte sulla libertà di stampa ecuadoriana.

La libertà di stampa è una delle garanzie che ogni Stato di diritto, assieme agli organi d’informazione, dovrebbe garantire ai cittadini ed alle edloro associazioni, per assicurare l’esistenza della libertà di parola e della stampa libera. Ciò che sta accadendo in Ecuador , come afferma la stessa Human Rights Watch, pare proprio aprire la strada alla censura.

Una condanna ferma e decisa da parte di Amnesty International, Human Right Watch e Freedom House, ecco cosa ha portato questa linea di pensiero adottata dal governo.

Ma dall’altra parte si riflette e ci si pone la domanda sul perché si è arrivati a questo punto cruciale:  Se in Ecuador si è raggiunto questo livello è perché la stampa forse, in nome della libertà, vuole condizionare l’opinione pubblica?

Nel suo discorso Rafael Correa si difende sottolineando che “nella nostra America non si tollerano più le dittature, e per questo sono stati inventati mezzi più sottili per continuare ad opprimere i nostri popoli”, in allusione alla stampa di opposizione, con la quale è in conflitto da anni.
“Risulta comico che la stampa parli di critica al potere, quando loro i media sono uno dei poteri più grandi, perfino più grande di quello economico“, ha rincarato Correa, aggiungendo che “se i media diffamano un presidente è libertà di stampa, ma se un presidente gli risponde allora è repressione”.

 

Link per approfondire:

http://www.meridianionline.org/2012/02/26/ecuador-arriva-la-sentenza-definitiva-sul-caso-correa-el-universo/

http://www.segnalidivita.com/liberta_di_stampa/ecuador_liberta_di_stampa.htm

http://www.nytimes.com/2012/02/22/opinion/ecuadors-assault-on-free-speech.html?_r=2&partner=rssnyt&emc=rss&

 

About Vanessa Lumini

The genius build the world, the clever turn around, and the stupid think that the world revolves around them .. Laureata e appassionata in Informatica, contabile amministrativa di professione da 5 anni, con la voglia di diffondere le mie passioni in tutte le lingue a me possibili.

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