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El Salvador e aborto: una donna rischia la morte e lo Stato non fa nulla.

In materia delicata come quella dell’aborto e più in generale della bioetica, El Salvador si trova ad affrontare il primo caso che potrebbe derogare il rigido regime legale per salvaguardare il diritto alla vita e alla salute di una donna. Al momento però non rimane che un nulla di fatto e si va avanti come se niente stesse accadendo a quella povera ragazza.

 

Karl Raimund Popper scrisse riguardo allo Stato: Abbiamo bisogno della libertà per impedire che lo Stato abusi del suo potere e abbiamo bisogno dello Stato per impedire l’abuso della libertà”.

All’attuale presidente Mauricio Funes si è fatto urgente appello nei giorni scorsi per prendere seri provvedimenti e occuparsi della vita di una donna che versa in uno stato salutare grave dovuto alla sua gravidanza.

Le motivazioni sono spinte dalla ragione per cui il diritto alla vita Costituzionalmente pr3898559931_a40c7fd774evisto nello Stato di El Salvador debba prevalere su quello che oggi sarebbe un delitto penalmente rilevante: infatti se “Beatriz”, nome di pura fantasia per non identificare la donna, dovesse far interrompere la gravidanza da un medico, quest’ultimo andrebbe sicuramente a risponderne in Tribunale; medesimo discorso per Beatriz se fosse lei stessa ad auto-infliggersi per abortire.

I medici dell’ospedale in cui è ricoverata riportano la serietà dell’aggravamento delle sue condizioni di salute, nonché dell’impossibilità assoluta della sopravvivenza del feto.

“Forzare la donna a perpetuare la sua gravidanza viola i suoi fondamentali diritti umani, inclusi quelli della vita e della salute”, riporta l’associazione Human Rights Watch.

Focus

Necessario qui riportare gli eventi chiave del caso a partire dal marzo scorso.

In data 12 e 21 Beatriz si sottopone a due ecografie e attraverso questi si è riscontrato che la gravidanza della ventiduenne comporta un  feto “anencefalico”, ovvero con una malformazione congenita grave dove il nascituro appare privo totalmente o parzialmente della volta cranica e dell’encefalo.

Oggi i casi di anencefalia si riscontrano a livello mondiale in 1 feto su 1000. Importante quindi sottolineare che questi indizi clinici portano ad affermare la non sopravvivenza assoluta del nascituro.

In seguito alle analisi e alle preoccupazioni della paziente, gli avvocati del “Hospital Nacional Especializado de Maternidad”  hanno depositato in data 22 marzo una richiesta di permesso per far abortire la ragazza a fronte delle indagini mediche e della prova della sua non sopravvivenza futura.

El Salvador e il suo Governo però non ne vogliono sapere e hanno proibito l’aborto senza eccezioni  esponendo a rischi penalmente rilevanti per le condotte future che avranno i medici e Beatriz.

Le gravi condizioni della donna sono però anche amplificate da una malattia, il Lupus, che avrebbe contratto nel 2012 attraverso trasfusioni 2451609134_68bfc43c9asanguigne.

Si potrebbe però obbiettare che meglio rischiare di andare in galera piuttosto che morire o vedere la propria paziente morire in un letto d’ospedale quando si può benissimo prevenire l’evento morte. Qui però è necessario riportare che il procuratore generale di El Salvador ha già dichiarato pubblicamente che la ragazza verrebbe processata e rischierebbe almeno 50 anni di prigione, nonché 12 per i medici che applicheranno l’aborto.

Inoltre la Suprema Corte di El Salvador non ha ancora risolto il problema della protezione costituzionale.

Ogni settimana che passa la ragazza si espone ad un rischio sempre più irreversibile: infatti sono già 22 settimane che è incinta.

Successivamente la Commissione Inter-Americana sui diritti umani ha garantito misure di protezioni nei confronti di Beatriz chiedendo al Governo di El Salvador di adottare delle misure idonee al caso entro 72 ore dal ricevimento della comunicazione.

Sono già passati quasi 2 mesi e niente, il governo non vuole cedere a salvaguardare la vita di questa ragazza.

Conclusioni:

Questo caso eclatante testimonia in maniera grave un abisso nella legislazione elsalvadoriana e una cecità che oggi farebbe storcere il naso anche al più fiero anti-abortista.

Non trovo la problematica di semplice discussione, tant’è che io stesso che ne parlo non ho ancora preso una posizione solida su questo punto, forse per mie poche conoscenze in questo campo, forse perché i confini tra stato-diritti dell’uomo e religione sono molto sottili.

Senz’altro però possiamo fare una comparazione col nostro ordinamento che fortunatamente prevede la possibilità di abortire in caso di grave pericolo di vita per la madre.

Non comprendo le ragioni della mancanza di intervento e di risposte a favore di Beatriz.

Lo stato non dovrebbe rispettare i diritti costituzionali previsti ?

Meglio lasciarla morire e non intervenire?

 

Link di approfondimento:

http://www.hrw.org/news/2013/05/14/el-salvador-authorize-abortion-woman-risk-dying-0

http://www.agi.it/estero/notizie/201306040838-est-rt10019-el_salvador_cesareo_a_beatriz_dopo_aborto_negato_figlia_morta

http://www.ilmondo.it/esteri/2013-06-04/el-salvador-cesareo-donna-malata-cui-era-stato-negato-aborto_267498.shtml

About Amedeo Marchelli

Law Student. Love foreign languages. Searching the cure of mankind.

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