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L’attivista russa ricorre alla Corte Edu per contestare la sua condanna politica

MOSCA– Continua l’accanimento giudiziario nei confronti dei militanti o attivisti antagonisti al regime vicino a Putin (vedi anche – Russia: il militante di un partito anti-Putin viene detenuto ingiustamente).
Infatti lo scorso Martedì 7 Maggio gli avvocati dell’attivista russa Taisiya Osipova – moglie dell’esponente di spicco del movimento Altra Russia Sergei Fomchenkov e attualmente detenuta – hanno depositato un ricorso contro la Russia presso la Corte Europea dei Diritti Umani, denunciando l’illegittimità della condanna pronunciata nei suoi confronti – definita anche dall’allora presidente Dmitry Medvedev come “troppo dura” – e che la detenzione cautelare a cui Taisiya Osipovala ricorrente era stata sottoposta violasse la Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

L’attivista nel 2011, dopo che in un blitz della Polizia vennero trovati 4 grammi d’eroina in casa sua, fu  inizialmente condannata a dieci anni ( pena poi ridotta ad otto), nonostante la procura avesse chiesto solo quattro anni di reclusione.
La sentenza emessa dal Tribunale di Smolensk, come molte altre che stanno colpendo principalmente gli oppositori politici di Putin, ha fatto scoppiare numerose polemiche all’interno della Russia sia per l’irragionevole durezza della pena inflitta sia perché si annida il sospetto che l’eroina fosse stata collocata dalla stessa polizia per incastrare la donna in seguito al suo rifiuto di testimoniare contro il marito, e che quindi ci fosse una finalità politica dietro questa vicenda.

Aspetto ancora più singolare che rende questa condanna molto dubbia è che anche il capo del consiglio della Russia in materia di diritti umani, Mikhail Fedotov, ha definito il verdetto “un errore giuridico”. E quindi sorge spontaneo domandarsi come mai l’attivista stia ancora scontando una pena considerata dalle maggiori autorità come eccessiva o addirittura un errore.  Nell’attesa di sapere se la Corte Europea accoglierà o meno il ricorso, rimangono ancora aperti molti dubbi e soprattutto rimane fortemente preoccupante e centrale la questione della giustizia in Russia.

Fonti:

Jailed Russian Activist Complains to European Court dal sito en.ria.ru

About Roberto Federico Proto

Sono nato ad Ostuni, comunemente conosciuta come la città bianca, nel 1990 di un martedì 17, numero che mi ha sempre portato molta fortuna. Conclusi gli anni scolastici obbligatori ho deciso, inconsapevolmente, d'iscrivermi alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Piacenza). Grazie agli studi universitari ho iniziato ad appassionarmi di Diritti Sociali, con un occhio sempre attento e vigile a tutte le vicende e i mutamenti del Diritto del Lavoro. Dal febbraio del 2012 faccio parte della redazione del webmagazine Diritti d'Europa ( ex Generazionezeroitalia.org), dove commentiamo e divulghiamo le pronunce della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

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