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La Corte EDU condanna la Romania per le condizioni disumane delle sue carceri

Trattamenti inumani e degradanti – Sentenza Ion Ciobanu v. Romania, 30 aprile 2013

Strutture fatiscenti, cibo limitato, condizioni igienico-sanitarie pessime. La situazione sembra non migliorare, anche dopo numerosi interventi.
Come vivono i carcerati? Domanda che in pochi si pongono!  A partire dallo Stato stesso, che dovrebbe garantire i diritti di tutti i cittadini. Ma i detenuti sembrano venir dimenticati, subito dopo essere stati internati in carcere, insime ai loro diritti e alla loro dignità …080310worthington

IL CASOIon Ciobanu è un cittadino rumeno, attualmente detenuto nel carcere di Colibasi. La sua detenzione è iniziata nel gennaio del 2004, quando venne arrestato per rapina a mano armata.
Durante il periodo di detenzione, una visita medica riscontrò che il sig. Ciobanu era affetto da diabete di tipo 2. In forza di questa diagnosi, il ricorrente presentò un reclamo, perché insoddisfatto della qualità del cibo fornito ai detenuti affetti da questa malattia. Ma il suo appello venne però respinto.
Intanto il detenuto rumeno fu rilasciato nel giugno 2010 e posto in libertà vigilata. Ma ben presto si ritrovò nuovamente in carcere nel mese di ottobre; infatti, il Tribunale della contea di Bucarest  lo condannò a 6 mesi di reclusione per oltraggio.
E il cittadino rumeno  venne così ricollocato nel carcere di Colibasi per scontare insieme all’attuale pena quella antecedente per rapina. Durante questo secondo periodo di detenzione,  il sig. Ciobanu ha lamentato un trattamento disumano a causa delle pessime condizioni igieniche della cella, dei materassi consumati e sporchi, oltre a denunciare la mancanza di prodotti per l’igiene personale e per la pulizia della cella. Gli ambienti esterni, secondo la sua descrizione, erano a loro inaccessibili e il cibo fornito non era adeguato, soprattutto per un diabetico, con totale mancanza di carne. Inoltre, il ricorrente afferma che più volte i detenuti sono stati picchiati, durante la notte, e costretti a mangiare il cibo fornitogli.

Successivamente il cittadino rumeno decide di ricorre alla Corte Europea dei Diritti Umani, lamentando le cattive condizioni di detenzione nel carcere di Colibasi, ma senza fare riferimento specifico ad un articolo della Convenzione. Chiede in fine alla Corte un risarcimento di € 10 mila a titolo di danno morale.

IL GOVERNO – Sostiene che le celle e i servizi igienici del carcere fossero122153786 puliti tutti i giorni, che era presente acqua potabile e che per i detenuti diabetici era prevista una dieta apposita, certificata dall’ amministrazione. Pertanto si oppone alla richiesta del ricorrente, perché ritiene che non siano state esaurite le vie di ricorso interne prima di presentare un ricorso alla Corte.

LA CORTE –, respingendo l’eccezioni del governo, dichiara che il sig. Ciobanu ha subito una condizione di detenzione disumana e degradante, e pertanto ricontra la violazione dell’ art. 3 Cedu, e condanna lo stato della Romania al pagamento di €4.800 a titolo di danno morale nei confronti del ricorrente.

I detenuti sono sempre i primi a cui vengono “calpestati” i propri diritti, perché dimenticati dalla società. Sono coloro che vengono considerati pari a “zero”, e per questo si pensa che gli si possa privare della dignità. Vengono internati in condizioni pessime, per anni, e lo Stato si dimentica presto di loro, risparmiando anche sulle cose di prima necessità, come l’igiene o il cibo. Molti di loro sono stati detenuti perché hanno commesso errori, hanno violato la legge, ed è giusto che scontino la loro pena; ma non per questo perdono i loro diritti! Sono cittadini, e come tali devono essere riconosciuti!

La sentenza è reperibile qui: Ion Ciobanu vs. Romania del 30 aprile 2013

 

About Dora Tucci

Sono una studentessa fuori sede, iscritta al 3° anno di giurisprudenza, presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Durante la settimana risiedo nel collegio delle suore Orsoline, ma nel fine settimana rientro a casa, in provincia di Brescia.

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