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Lapidato? No, impiccato! Il nuovo Codice Penale Iraniano e la nascita dello “stoning”

Poteva essere una svolta ma così non è stato. La lapidazione o “stoning” in inglese continua ad essere praticata in molti paesi Islamici soprattutto riguardo alle donne e alle bambine. Il codice penale Iraniano prevede ora una mutazione della pena. Si torna all’impiccagione. Come reagirà la comunità internazionale?

Il filosofo Mosè Maimonides aveva scritto: “E’ meglio e preferibile prosciogliere mille persone colpevoli piuttosto che mettere a morte un singolo innocente”.

4170395568_0cbec40461C’è chi definisce la lapidazione una tortura, una condanna di stampo barbarica e crudele, ma credo siano tutti in errore. Chi viene lapidato, coperto fino a metà busto di terra e incapace di muoversi, ha la certezza di morire. Se però è sfortunato, potrebbero passare dalle 2 alle 4 ore prima di decedere per emorragia.

La lapidazione è un problema morale e sociale di cui tutte le persone dovrebbero avere coscienza, perché rappresenta ciò che capita quando i diritti umani delle persone vengono sacrificati per una interpretazione di nota carica politica, culturale, di religione e delle tradizioni/consuetudini locali.

La pratica è  antica e prevista per reati giudicati particolarmente gravi, quali il tradimento, l’idolatria, l’incesto o l’omosessualità, ed è oggi tradizionalmente rimasta come forma legale di pena capitale nella Sharia, la legge coranica.

Nell’ Islam il Corano proibisce ogni forma di rapporto sessuale al di fuori del vincolo matrimoniale, senza distinzione di genere, e la punizione prevista per chi è trovato colpevole sono 100 colpi di frusta. La lapidazione non è menzionata nel Corano come punizione per gli adulteri, lo è invece nella Sunna, il secondo testo sacro per l’Islam, per cui i giuristi islamici la considerano la pena tradizionale per l’adulterio. Il problema è che il diritto di famiglia islamico privilegia pesantemente l’uomo nei suoi rapporti con la donna: ad esempio se un uomo non è soddisfatto sessualmente ha molti modi legalmente riconosciuti per sciogliere il matrimonio o soddisfare i suoi appetiti con altre relazioni. Allo stesso tempo, una donna ha solo pochissime opzioni legali e può essere indotta ad avere una relazione extra-coniugale anche perché queste leggi discriminatorie limitano i suoi diritti sessuali e la sua condizione di donna.

Nel mondo ci sono oggi 7 paesi che prevedono la lapidazione quale forma legale di pena capitale: Arabia Saudita, Pakistan, Sudan, Iran, Yemen, Emirati Arabi Uniti, Nigeria – nei soli stati interni in cui viene applicata la Sharia. Altri paesi, fra cui Afghanistan, Somalia, Iraq, Mali, Indonesia, la praticano più o meno correntemente.

Ha suscitato molto scalpore nell’ ottobre 2008 la lapidazione di una ragazza di 13 anni sepolta fino al collo in una buca nello stadio da calcio di Kismayo e lapidata a morte da una folla di 1.000 persone. Aisho, così si chiamava la ragazza, era stata arrestata dalla milizia di al-Shabab dopo aver denunciato di essere stata violentata da 3 uomini. La Corte Islamica l’aveva riconosciuta colpevole di adulterio e condannata a morte. A nulla valsero i suoi pianti e le implorazioni di pietà prima di essere spinta a forza nella buca, ricoperta fino al collo e poi colpita a morte.

In uno degli attuali 56 paesi del mondo che prevedono la condanna a morte per certi tipi di reati, la Repubblica Islamica dell’Iran sembrava dover abrogare in maniera definitiva una delle sue modalità di esecuzione della pena che più di ogni altro paese si è negativamente distinto.

Facendo una ricerca sulla Rete Internet si trovano facilmente articoli che risalgono a due anni fa e che intitolano i loro pezzi come “svolta definitiva” oppure “lapidazione: mai più barbari”. L’Iran sembrava davvero avercela fatta.
Troppo bello per essere vero..

Focus

L’ Iter legislativo è stato piuttosto travagliato anche se l’ipotesi dell’approvazione di un testo legislativo di carattere penale che prevedesse200px-Panzano_flickr10 l’abrogazione definitiva della lapidazione ha fatto suscitato reazioni positive e ha scosso la comunità internazionale in positivo.

Al via dei lavori il parlamento ha visto nelle due camere litigi e furibonde discussioni in merito alla questione con un nulla di fatto per un anno: la materia religiosa è stata ed è al centro del dibattito. In conclusione solo con l’intervento del Consiglio dei Guardiani si ha avuto una definitiva approvazione del testo di legge, e dopo tante modifiche lo sconforto è reale.

La forma resta. La criminalità di queste pratiche no.

La prima è stata ANSA Italia a riportare il 29 aprile 2013 che il paese non ha assolutamente cancellato la lapidazione, ma ha solo previsto una commutazione della pena in “esecuzione”: il termine ricorda in maniera angosciante l’impiccagione, le innumerevoli teste appese nei luoghi più assurdi della regione fino a quelli più plateali in piazza. A questo punto però è interessante fare alcune osservazioni di carattere giuridico: anzitutto l’equità non viene rispettata, intendendo quella sessuale, ed oggi troviamo i paesi a maggioranza musulmana che non presentano casi di “stoning” nei confronti degli individui di sesso maschile; inoltre possiamo ancora dire che nell’osservare la struttura del codice penale islamico vigore dal 1991 in Iran possiamo rinvenire alla fusione dei due precetti contenuti nella Sharia e che sfociano per la maggior parte in punizioni corporali che non comportano in via diretta, ma in via indiretta alla morte.

Il sistema è caratterizzato da una teoria retrbuzionistica che si fonda sull’interpretazione e la lettura dei testi sacri, quindi difficile da combattere anche notando la forma costituzionale di “Repubblica Islamica“.

Conclusioni:

I casi sono tanti, moltissimi. Molte volte sono vecchi anziani criminali di bassa leva o giovani di 18 anni adulteri. “Scagli la prima pietra chi non ha peccato”, ma sarà davvero senza peccato quella persona? È giusto  considerare questa frase biblica nel suo significato fraseologico tralasciando il significato profondo che potrebbe invece significare queste parole?

Io vedo che ci sia molto di più che il semplice gesto di scagliare una pietra, inoltre giudicare una persona è possibile farlo in molti modi, anche per coloro i quali hanno compiuto i crimini peggiori.

Qui il collegamento con la condanna a morte ed il suo necessario o meno impiego è facilmente intuibile, ma c’è da dire che c’è condanna a morte e condanna a morte. Non tutte però implicano sofferenza.

Voi che ne pensate?

Link per approfondire:

Video molto interessante sulla pratica dello “stoning”:

http://action.amnesty.org.uk/ea-action/action?ea.client.id=1194&ea.campaign.id=12236

Codice penale Islamico:

http://www.refworld.org/cgi-bin/texis/vtx/rwmain?docid=4d384ae32

About Amedeo Marchelli

Law Student. Love foreign languages. Searching the cure of mankind.

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