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Mexico: le forze di sicurezza e i casi di persone scomparse

In Mexico la polizia è sempre più implicata in casi irrisolti di sparizioni forzate di persone: i colpevoli di questi crimini rimangono sempre impuniti.

Per documentare e combattere questi fenomeni la Human Rights Watch ha stilato il “Mexico’s Disappeared: The Enduring Cost of a Crisis Ignored“, un rapporto che riporta cifre davvero importanti delle “sparizioni” avvenute durante il governo dell’ ex presidente Felipe Calderón, dal dicembre 2006 al dicembre 2012. Dal suddetto documento (lungo 173 pagine) si evince la colpevolezza degli agenti in almeno 149 casi con prove schiaccianti. José Miguel Vivanco, direttore americano della Human Rights Watch, ha dichiarato che: “Il Presidente Peña Nieto ha ereditato una delle peggiori crisi di sparizioni forzate nella storia dell’ America Latina… Mentre la sua amministrazione ha annunciato alcune importanti misure per assistere le vittime, non ne ha presa ancora alcuna per assicurarsi che i responsabili di questi crimini abietti vengano assicurati alla giustizia.”.

Oltre a ciò, Vi2571451433_8e41170038vanco dichiara che: “Se le sparizioni potrebbero essere iniziate sotto Calderón, non sono terminate una volta finito il suo mandato”, e per di più “migliaia di persone risultano ancora scomparse. Soldati e polizia stanno nascondendo le sorti di questi soggetti. E le famiglie delle vittime continuano a soffrire perché non sanno cosa sia successo ai loro cari.”. La sparizione forzata è una fattispecie di reato che continua e persiste nel provocare sofferenza alle famiglie delle vittime in quanto il fato della persona scomparsa è sconosciuto o celato; in base al diritto internazionale l’anzidetto illecito è considerato un crimine.

Di seguito, riporto quattro casi di sparizioni menzionati nel rapporto dell’ ONG in cui le prove suggeriscono fortemente il concorso delle forze di sicurezza:

  1.  Dieci uomini di Guanajuato sono stati arrestati, senza motivo, nel dicembre 2011 dalla polizia locale nella città di Joaquín Amaro, nello Stato di Zacatecas, intanto che facevano ritorno da una battuta di caccia. Secondo due membri del gruppo che sono riusciti a scappare, gli agenti di polizia che hanno preso i loro compagni, li hanno bendati, malmenati e interrogati per sapere se avevano legami con un’organizzazione criminale. Le telecamere di sicurezza mostrano che gli agenti di polizia locale hanno, in seguito, consegnato otto degli arrestati a degli uomini armati presso una stazione di servizio di Fresnillo, in Zacatecas. Gli otto uomini non si sono mai più rivisti;
  2. José Fortino Martínez Martínez è stato arrestato, illegittimamente, in casa sua sotto gli occhi dei membri della sua famiglia a Nuevo Laredo, nello Stato di Tamaulipas nel giugno 2011, da uomini che indossavano uniformi della marina. Parenti di Martínez e di altri soggetti, prelevati durante quella notte, hanno fatto foto e video delle macchine usate per gli arresti e che possedevano il simbolo della Marina. In luglio la moglie di Martínez ha avuto dei colloqui con procuratori federali rappresentanti del ministero degli interni per reclamare un’indagine sulla scomparsa di suo marito. Tre giorni più tardi la sua casa è stata crivellata con proiettili;
  3. Roberto Iván Hernández García e Yudith Yesenia Rueda García, entrambi di 17 anni, sono stati prelevati dalla casa della nonna di Rueda a Monterrey, nello Stato di Nuevo León, a marzo 2011, da uomini che indossavano l’uniforme della polizia federale. Diversi membri della famiglia hanno testimoniato il loro arresto arbitrario. Circa una settimana dopo, un uomo si è recato a casa degli Hernandez minacciando un parente dicendo che se la famiglia voleva evitare che venissero presi altri figli, non avrebbero dovuto denunciare il caso alle autorità. Da quel momento di  Hernández e Rueda non si è più saputo nulla;
  4. Oscar Germán Herrera Rocha, Ezequiel Castro Torrecillas, Sergio Arredondo Sicairos e Octavio del Billar Piña hanno chiamato, separatamente, tutti le loro mogli per informarle che erano stati fermati dalla polizia locale in una stazione di gas in Francisco I. Madero, Coahuila nel maggio 2009. Non sono mai stati visti di nuovo. Ci sono state altre tre persone scomparse in circostanze identiche nella stessa posizione del mese precedente.

Le prove sopraindicate, che appaiono dal rapporto, riguardano componenti di tutte le forze di sicurezza sono stati coinvolti in casi di sparizioni forzate: la Marina, l’Esercito e Polizia sia federale che locale. In alcuni casi, come una serie di più di 20 sparizioni forzate da parte del personale della Marina in giugno e luglio 2011 negli stati di Nuevo Leon e di Tamaulipas, il modus operandi comune a tutti i crimini, la portata delle operazioni così come l’incoerenza delle informazioni fornite dalla Marina fanno pensare che questi crimini possano essere stati pianificati e coordinati.

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Riguardo a ciò, la Human Rights Watch, in più di sessanta casi, ha rinvenuto le prove che le forze dell’ordine sono implicate in concorso con gruppi di criminalità organizzata (senza intermediari) nel “far sparire” soggetti per poi chiedere il riscatto alle loro famiglie.

In particolare, L’ONG ha rintracciato che la polizia locale nella città di  Pesqueria, nello stato di Nuevo León, deteneva in modo illecito diciannove operai edili nel maggio del 2011, passandoli poi ad un gruppo di criminalità organizzata: dal quel momento in poi di questi lavoratori non si è più saputo nulla.

Però il numero di 250 sparizioni rilevate dal resoconto dell’ONG, non concorda con quello delle statistiche ufficiali dei reati della stessa fattispecie perpetrati in Mexico dal 2007. Queste ne accertano migliaia in più. L’ufficio del Procuratore federale e il Ministero degli Interni hanno redatto una lista temporanea che conta più di 25.000 persone “scomparse”, o di cui è stata fatta la denuncia di scomparsa dal 2006; tale lista è stata resa nota (sottobanco) alla stampa nel novembre 2012.

In più il Pubblico Ministero e i funzionari incaricati di seguire questo tipo di casi, fanno un buco nell’acqua regolarmente nella ricerca immediata e scrupolosa delle persone per cui è stata fatta la denuncia di scomparsa, o nel fare indagini sulle persone responsabili delle sparizioni. La Human Rights Woman afferma che troppo spesso, queste autorità reputano responsabili le stesse vittime e dicono alle famiglie che sono loro a dover investigare; inoltre, le rare iniziative prese dal Pubblico Ministero sono indebolite da continui ritardi, errori ed omissioni. Praticamente dei 249 casi denunciati nel rapporto della Human Rights Watch nessuno è stato risolto, e quindi i responsabili sono a piede libero.

Un caso eclatante è quello di Luz María Durán Mota, il cui figlio di 17 anni, Israel Arenas Durán, è scomparso con altri tre colleghi a Monterrey, nello stato di Nuevo León dopo essere stato arrestato dalla polizia locale nel giugno 2011. La Human Rights Watch ha asserito: “È una sofferenza quotidiana non sapere dove sia. Se lo stiano torturando. Se abbia da mangiare.”.

Tra l’alt8363079536_4a5e21e4efro le indagini fatte all’acqua di rose o totalmente non presenti accentuano lo strazio delle famiglie, che provano un angoscia infinita perché non sanno cosa è successo ai loro familiari. Ad aggravare la realtà oggettiva c’è il fatto che le famiglie dello scomparso possono perdere l’accesso ai servizi sociali di base legati al posto di lavoro della vittima, perciò inducendole ad affrontare anche problemi economici oltre che emotivi.

In codesto contesto l’amministrazione Calderón ha trattato questo problema in modo totalmente tardivo e enormemente sproporzionato; ha negato, per un lungo periodo, che le forze di sicurezza avessero commesso violazioni dei diritti umani. Solo nell’ultimo anno di presidenza le ha riconosciute e ha assicurato misure adeguate per combatterle. Il presidente non è stato coerente in quanto non ha mantenuto parecchi impegni che aveva assunto come: completare un registro nazionale delle persone scomparse, presentare una nuova proposta legislativa al Congresso per riformare il codice di giustizia militare che ottemperava a quattro decisioni sul problema da parte della Inter-American Court of Human Rights.

Il fascicolo della Human Rights Watch non segnala solo aspetti negativi, ma anche positivi di provvedimenti a livello statale per contrastare le scomparse. Successivamente al pressing esercitato dalle famiglie delle vittime e dai difensori dei diritti umani, nello Stato di  Nuevo León, i funzionari delle pubbliche amministrazioni e la procura, hanno avviato indagini serie su un gruppo di quasi 50 casi (scelti) di persone scomparse. Però queste iniziative hanno dato ben pochi frutti, poiché gli scomparsi ritrovati sono stati pochi; tuttavia l’impegno di cooperazione da prova come recuperare la fiducia dei familiari delle vittime e permettendo loro di ritenere i Pubblici Ministeri i soli responsabili può facilitare a superare alcuni dei grossi ostacoli alle indagini.

 

Conclusioni:

Alla vista di tutto ciò, l’esito positivo degli sforzi a livello statale principalmente avrà origine da quali norme il governo federale proporrà per fronteggiare questa emergenza. A tale scopo, la Human Rights Watch incita il governo messicano a:

  • istituire dei database nazionali completi ed accurati delle persone scomparse e dei resti umani non identificati;
  • riformare il Codice di Giustizia Militare per garantire che ogni denuncia riguardante violazioni di diritti umani (comprese quelle di sparizioni forzate) eseguita anche da personale militare contro civili venga vagliata e giudicata dal sistema giudiziario civile;
  • modificare la definizione di sparizione forzata nelle leggi federali e statali, inoltre uniformarla in tutto il Mexico e allinearla con le leggi internazionali sui diritti umani;
  • emettere un ordine esecutivo che imponga l’immediata presentazione di tutti gli arrestati davanti al Pubblico Ministero, in più chiarendo che in nessun caso gli arrestati possono essere trasferiti in strutture militari, stazioni di polizia o strutture di detenzione illegali.

 

Link per approfondire:

http://www.giornalettismo.com/archives/799007/la-polizia-messicana-rapisce-i-cittadini-e-resta-impunita/

http://www.swissinfo.ch/ita/rubriche/notizie_d_agenzia/mondo_brevi/Messico:_cinque_omicidi,_anche_funzionario_polizia.html?cid=35660222

 

About Valeria Sirigu

Mi sono iscritta in giurisprudenza perché il diritto per me è uno stile di vita

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