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Presunta omofobia in Svezia: La CEDU rigetta un ricorso per violazione della libertà di espressione

Omofobia – Rigetto ricorso Vejdeland and Others v. Sweden, 9 Febbraio 2012

Nel dicembre 2004, Tor Fredrik Vejdeland, Mattias Harlin, Björn Tang e Lundström Niklas, cittadini svedesi, si recano presso un istituto scolastico superiore del loro paese e distribuiscono agli alunni un centinaio di volantini, nei quali si definisce l’omosessualità una tendenza sessuale deviante, che ha un effetto moralmente distruttivo sulla società ed è responsabile dello sviluppo dell’infezione da HIV. Successivamente, i quattro precisano di non aver voluto esprimere il disprezzo per gli omosessuali come un gruppo, ma che lo scopo della loro attività era stato quello di avviare un dibattito sulla mancanza di obiettività nella formazione nelle scuole svedesi. Si difendono quindi dall’accusa di omofobia mossa nei loro confronti.

In dissenso con quanto affermato dai diretti interessati, la Corte Distrettuale Svedese ha rilevato l’ intenzione dei quattro di esprimere disprezzo nei confronti degli omosessuali, quindi ha loro comminato una condanna per agitazione nei confronti di un gruppo nazionale o etnico. Le accuse sono poi state respinte in appello, per il fatto che una condanna sarebbe equivalsa ad una violazione della diritto alla libertà di espressione, garantita dalla Convenzione europea sui Diritti Umani.

Il 6 luglio 2006 la Corte Suprema Svedese ha comunque condannato i quattro per agitazione contro un gruppo nazionale o etnico: ancora una volta la fobia dell’omofobia sembra aver prevalso, come spesso prevale; a volte persino sul buonsenso.
Il 9 febbraio 2012 la Corte EDU ha rigettato il ricorso dei quattro cittadini svedesi, non ravvisando nei loro confronti, da parte dei giudici compatrioti, una violazione della libertà di espressione.
La sentenza non è tuttavia definitiva, ai sensi degli artt. 43 e 44 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Durante i tre mesi successi alla sentenza, ciascuna parte può chiedere il rinvio del caso alla Grande Camera.
Staremo a vedere.

La sentenza in originale è reperibile qui: Vejdeland and Others v. Sweden del 9 Febbraio 2012.

In approfondimento dello stesso tema: Oltre il caso Vejdelsand e altri v. Svezia: un problema profondo.

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