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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 21/07/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 21/07/2016

Note alla rassegna Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data giovedì 21 luglio 2016, si è inserito per le decisioni pubblicate: Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ; ricorso : il ...

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 05/07/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 05/07/2016

Oggi la Corte Europea dei diritti dell’Uomo si è pronunciata su 12 casi ed in particolare ha condannato Ungheria e Turchia per aver violato l’articolo 5 della Convenzione (diritto alla libertà e alla sicurezza) in ben 4 casi; inoltre ha condannato in altri due la Polonia per non aver garantito il diritto alla libertà di espressione ex art. 10 CEDU.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 30/06/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 30/06/2016

Quest'oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo ha accertato le responsabilità internazionali di Francia, Italia, Grecia, Lettonia e Ucraina; soltanto la Germania è uscita indenne dal controllo internazionale. Il verdetto emesso a carico dell'Italia è destinato a fare giurisprudenza: nel caso Taddeucci e McCall c. Italia , la Corte di Strasburgo ha accolto il ricorso di una coppia omosessuale perché, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari, era stata equiparata alle coppie eterosessuali non sposate, e pertanto non aveva potuto ottenere tale permesso. Peccato tuttavia che in Italia, a differenza delle coppie eterosessuali, quelle omosessuali non abbiano alcuna possibilità di contrarre matrimonio. Di conseguenza, l'Italia e' stata dichiarata responsabile della violazione degli artt. 8 e 14 della Convenzione europea (divieto di discriminazione e rispetto della vita privata e familiare) e dovrà risarcirli per oltre 38 mila euro tra danno non patrimoniale e spese.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 28/06/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 28/06/2016

Oggi la Corte Europea dei diritti dell’uomo nel caso “Radobuljac c. Croazia” ha emesso un verdetto di violazione contro la Croazia per non aver garantito il diritto alla liberà di espressione di un avvocato che era stato condannato per aver criticato il cattivo lavoro di un giudice; inoltre la Corte ha accertato violazioni nei confronti di Ungheria, Olanda, Polonia, Serbia e Slovacchia.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/06/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/06/2016

La Corte EDU condanna oggi Ungheria, Italia e Ucraina per violazioni internazionali. L'Italia esce indenne da due giudizi su tre. Nei casi Ben Moumen e Brambilla la Corte di Strasburgo ha ratificato le condotte delle autorità italiane: Ben Moumen ha ricevuto un equo processo, nonostante sia stato condannato sulla base delle dichiarazioni rese da un teste non ascoltato nel processo, mentre il direttore Brambilla ed i due giornalisti della sua testata lecchese sono stati condannati senza violazione alcuna dei loro diritti fondamentali, per aver intercettato le conversazioni segrete dei Carabinieri del Comando locale. Invece, nel caso Strumia l'Italia dovrà risarcire 15.000 ad un padre fiorentino separato dalla figlia per oltre 7 anni, senza che le autorità riuscissero ad eseguire l'ordine giudiziario di contatto padre-figlia. Infine, oggi si è pronunciata la Grande Camera del Giudice europea a favore di un suo vecchio giudice, Andras Baka, a Strasburgo dal 1991 al 2008. La Corte ha ritenuto contraria alle regole dell'equo processo e della libertà d'espressione la destituzione anticipata del giudice Baka, molto critico alle riforme del nuovo governo, dalla presidenza della Corte Suprema e del CSM ungheresi, nonché l'impossibilità per lui di ricandidarsi a tali cariche. Egli infatti per la nuova legge non aveva maturato i 5 anni di magistratura richiesti per candidarsi a tali cariche; inspiegabilmente, non erano computabili nel calcolo gli anni che aveva trascorso come giudice europeo.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 16/06/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 16/06/2016

Quest'oggi la Corte europea ha deciso cinque casi, addivenendo a verdetti molti differenti. Francia, Ucraina e Grecia sono state ritenute responsabili di violazioni della Convenzione europea: sono stati così accolti i ricorsi di una richiedente protezione internazionale che, fuggita dalla Guyana e a rischio di espulsione dalla Francia, temeva nuove ritorsioni da parte della sua famiglia, musulmana, per aver sposato un cristiano; di un padre greco che, nonostante una sentenza in suo favore, non riesce da molto tempo a vedere i suoi figli, gemelli; di un cittadino ucraino condannato due volte, in sede penale ed amministrativa, per lo stesso fatto - disordini e danneggiamento in un bar. La Francia tuttavia consegue un pareggio con un'altra sentenza, nella quale la Corte di Strasburgo ha avallato la condotta dell'Ordine degli Avvocati di Parigi, che aveva sanzionato a livello disciplinare due avvocati sulla base di alcune intercettazioni telefoniche. Infine, è stato dichiarato irricevibile il ricorso di un noto presentatore televisivo tedesco, il quale accusava la Germania di non aver protetto la sua privacy dai paparazzi, che avevano realizzato, nonostante tutte le diffide legali, un reportage sul suo matrimonio a Potsdam.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 07/06/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 07/06/2016

Turchia, Paesi Bassi e Svizzera sono state oggi giudicate dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. Al vaglio del rispetto dei diritti umani, soltanto la Turchia è risultata responsabile di violazioni internazionali:la Svizzera ed i Paesi sono invece usciti indenni dal controllo europeo. Tra i casi più importanti, quello di un pubblico ministero turco le cui utenze telefoniche - usate anche dalla moglie e dai due figli - sono state sottoposte ad intercettazione, e quella di un obiettore di coscienza, anch'egli turco, sottoposto a violenze e umiliazioni da parte dei commilitoni mentre era detenuto come disertore.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 31/05/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 31/05/2016

Quest'oggi sono giunte molte storie davanti alla Corte europea: la storia di un interdetto lituano affetto da schizofrenia, privato della capacità giuridica in una procedura a cui non aveva potuto partecipare; quella dei militanti di un movimento politico progressista turco che sono stati perquisiti, in casa e sul posto di lavoro; quelle di un meccanico lituano morto in circostanze misteriose su una nave e di un giovane coscritto russo, morto di infarto cardiaco durante il servizio militare, senza che le autorità inquirenti svolgessero indagini effettive sulla loro morte. In tutti questi casi, il Giudice dei diritti umani ha accertato una violazione.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 26/05/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 26/05/2016

Nessuna violazione quest'oggi nelle decisioni della Corte europea dei diritti dell'uomo. Nel caso italiano M.C. e altri lo Stato italiano ha chiuso tramite regolamento amichevole un contenzioso aperto dal 2013 sull'esatto calcolo della riparazione da corrispondere alle vittime da trasfusione di sangue infetto: corrisponderà tra i 10.000 ed i 12.000, oltre 1500 euro di spese giudiziarie, a ciascun dei 162 ricorrenti, vittime o parenti delle vittime. Nel caso Dupre c. Francia la Corte di Strasburgo ha ratificato la scelta delle istituzioni francesi di non indire nuove elezioni popolari per l'espressione di due europarlamentari transitori, resi necessari dall'adozione del Trattato di Lisbona e in carica per due anni e quattro mesi. Essi furono scelti tra i membri del Parlamento francese, dalle quali rimase escluso il sig. Dupré - ricorrente del presente caso - che non era deputato. Il giudice europeo ha dichiarato manifestamente infondato il ricorso perché l'elezioni contestate perseguivano uno scopo legittimo - evitare i costi di nuove elezioni destinate ad una scarsa affluenza, nonche' ovviare a conflitti con l'ordinamento costituzionale -, avevano una efficacia transitoria e comunque non impedirono al sig. Dupre di ricandidarsi pochi anni dopo, alla tornata elettorale del 2014.

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