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Tag Archives: Josep Casadevall

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Moldavia: stop alla violenza domestica, uomini e donne devono essere sullo stesso piano

Moldavia: stop alla violenza domestica, uomini e donne devono essere sullo stesso piano

In Moldavia una donna e sua figlia subiscono maltrattamenti per anni da parte del padre ed ex marito. Dopo la sentenza di divorzio i maltrattamenti si aggravano, tanto che le ricorrenti richiedono alle autorità un ordine di protezione. Ma, le forze dell'ordine non agiscono tempestivamente, a causa di una giustizia lenta e non uguale per tutti. In Moldavia la disparità tra uomini e donne è evidente e spesso la polizia tollera determinati comportamenti da parte degli uomini, per un'orribile convinzione di supremazia di questi sulle donne. Le autorità moldave non sono riuscite a proteggere le ricorrenti, che si rivolgono alla CEDU, la quale dichiara la violazione degli articoli 3 (divieto di tortura) e 14 (divieto di discriminazione) della convenzione.

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Manifestare il proprio credo religioso anche con la dieta: nelle carceri rumene non è consentito

Manifestare il proprio credo religioso anche con la dieta: nelle carceri rumene non è consentito

Ghennadii Vartic, detenuto presso il carcere di Rahova, in Romania, ha adito la Corte Europea dei Diritti Umani per trattamenti discriminatori in carcere circa la sua religione. Il ricorrente, professante la religione buddista, ha richiesto la somministrazione di una dieta conforme ai principi della sua religione, priva dunque di elementi di carattere animale. Il carcere ha respinto la richiesta, non essendo la "dieta buddista" tra le diete proposte dal carcere. La Corte, riconoscendo che anche la dieta rientrasse nel diritto alla libertà di religione, ha accertato la violazione dell'art 9 CEDU.

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Giustizia precaria in Romania: 14 anni per una sentenza definitiva

Giustizia precaria in Romania: 14 anni per una sentenza definitiva

Il sig. Encurlescu, cittadino rumeno, intentò una causa verso un terzo nel 1996 per falsificazione ed uso di documenti falsi. Il procedimento vide susseguirsi una serie di vicende: prima cadde in prescrizione il reato, seguirono poi una serie di ricorsi da parte del ricorrente, che non ottennero un esito favorevole. Dopo che vennero iniziati vari procedimenti la questione si concluse solo nel 2010, a distanza di 14 anni dal suo inizio. Il cittadino bulgaro, al termine di questo lungo iter giudiziario, ha fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per vedersi riconosciuta la violazione del suo diritto ad un equo processo sancito dall'articolo 6 della Convenzione Europea.

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Passo indietro dalla Corte di Strasburgo: il massacro di Katyń resterà senza colpevoli

Passo indietro dalla Corte di Strasburgo: il massacro di Katyń resterà senza colpevoli

Il 21 Ottobre 2013, la Grande Camera si è pronunciata intorno alla vicenda del massacro della foresta Katyń, dove persero la vita 21857 cittadini polacchi per opera dell'Armata Russa, su ordine del dittatore comunista Stalin, durante la seconda Guerra Mondiale. Una sentenza importante sia per la vicenda oggetto del sindacato dei giudici di Strasburgo sia per l'esito, non favorevole per le vittime del massacro. Infatti la Grande Camera si è ritenuta incompetente a pronunciarsi sul caso, rigettando tutte le censure sollevate dai ricorrenti.

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Romania: in carcere senza alcuna dignità

Romania: in carcere senza alcuna dignità

Il sig. Olariu è un cittadino romeno. Dopo anni di detenzione nel carcere di Iaşi ha fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per denunciare le condizione disumane in cui vive: celle troppo piccole per il numero di detenuti che contengono, spazi angusti e sporchi, cure mediche inadeguate e quasi inesistenti. La Corte ha riconosciuto la violazione dell'articolo 3 della Convenzione, ma ha ritenuto il ricorso irricevibile in relazione alle cure mediche, in quanto non è stato osservato il previo esaurimento dei ricorsi interni.

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Romania: delle intercettazioni possono violare i diritti di un magistrato corrotto?

Romania: delle intercettazioni possono violare i diritti di un magistrato corrotto?

Durante un'indagine portata avanti dalla Procura della Repubblica rumena su dei crimini contro la sicurezza nazionale, viene scoperto un giro di tangenti che faceva capo ad un avvocato, LP, teso ad ottenere favori nei casi giudiziari dei suoi clienti. Mediante delle intercettazioni si scopre il coinvolgimento di un magistrato rumeno. Durante il processo che lo vedrà coinvolto sarà messa in discussione la legittimità dell'intercettazione, su cui si basa la tesi accusatoria; ma nonostante questo il ricorrente verrà ugualmente condannato a cinque anni di reclusione. Dopo un ricorso presentato dal magistrato rumeno alla Corte di Strasburgo, verranno a galla alcune irregolarità procedimentali e l'inadeguatezza giuridica della normativa sull'intercettazione della Romania, da tempo rilevata dalla giurisprudenza della Corte

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Pessime condizioni delle carceri: Romania condannata dalla Corte Europea

Pessime condizioni delle carceri: Romania condannata dalla Corte Europea

Constantin Aureliano Tudor è un cittadino rumeno, detenuto dal 2008 nel carcere di Jilava, un penitenziario noto per le condizioni degradanti ed inumane dei carcerati. Sovraffollamento e scarsa pulizia sono i problemi maggiori della struttura, a cui si aggiunge la scarsa qualità del cibo, la mancanza di acqua calda e potabile. Il sig. Tudor, inoltre, è stato privato di cure mediche adeguate, per un problema alla schiena. Pertanto, dopo aver intrapreso infruttuosamente le vie giudiziarie interne, ha presentato un ricorso alla Corte EDU, che ha accertato la violazione dei suoi diritti.

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La Corte EDU condanna la Romania per le condizioni disumane delle sue carceri

La Corte EDU condanna la Romania per le condizioni disumane delle sue carceri

Il sig. Ciobanu è un cittadino rumeno che dal 2004 sta scontando una pena nel carcere di Colibasi. Le condizioni detentive sono pessime: poco cibo e di scarsa qualità, mancanza d'igiene nelle celle, impossibilità di accedere ai luoghi esterni. Per questo il ricorrente decide di depositare un ricorso presso la Corte EDU contro la Romania per le condizioni del carcere in cui è collocato. Il giudice europeo riscontrerà una violazione dei diritti del detenuto rumeno.

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In Romania l’opinione pubblica conta più della legge!

In Romania l’opinione pubblica conta più della legge!

I giudici rumeni dispongono una misura cautelare nei confronti di un business man accusato di essere coinvolto in una truffa riguardante affari societari. Detenzione subito ritenuta illegittima dall'imputato, il Sig. Lauruc, il quale si oppone iniziando uno sciopero della fame. Nonostante tutto i giudici non ordinano la scarcerazione in quanto sostengono che questa sia dovuta per preservare l'ordine pubblico e allo stesso tempo per non minare la fiducia dei cittadini nei confronti del sistema giudiziario. La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha infine condannato la Romania per il discutibile operato dei suoi giudici.

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Moldavia: un ragazzo è inspiegabilmente vittima dell’agguato di alcuni agenti di polizia

Moldavia: un ragazzo è inspiegabilmente vittima dell’agguato di alcuni agenti di polizia

Un ragazzo moldavo, il sig. Vitalie Iurcu, mentre tornava a casa da un compleanno, nel periodo in cui esplosero a Chisinau delle violenti proteste contro i presunti brogli elettorali, venne inspiegabilmente picchiato e portato in caserma dopo un agguato ad opera di alcuni agenti di Polizia.Tentò invano di adire le autorità giudiziarie interne, ma solo la Corte Europea esaminerà il suo caso in forza di un ricorso contro la Moldavia, riscontrando forti violazioni dei diritti umani del ricorrente.

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