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Tag Archives: Isabelle Berro-Lefèvre

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Rifugiarsi in Russia è davvero sicuro? La Corte di Strasburgo condanna il Cremlino

Rifugiarsi in Russia è davvero sicuro? La Corte di Strasburgo condanna il Cremlino

La Corte Europea dei diritti dell'uomo si è pronunciata su un caso che riguarda la proibizione della tortura, in favore di un cittadino uzbeko, il sig. Mamazhonov, fuggito in Russia per sfuggire alle accuse di estremismo religioso. Il Cremlino ha autorizzato nel 2012 l'estradizione con l'accusa di terrorismo, partecipazione a banda armata e attraversamento illegale del confine uzbeko, ma oggi paga per quella sua condotta contraria ai diritti umani.

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La misteriosa scomparsa di trentasei ceceni: la Corte Europea accerta la responsabilità della Russia

La misteriosa scomparsa di trentasei ceceni: la Corte Europea accerta la responsabilità della Russia

Durante la seconda guerra cecena dal 1999 ad oggi, secondo un dato diffuso da Amnesty International dai 3000 ai 5000 ceceni sono scomparsi per mano delle forze armate russe. Novantasei cittadini russi, famigliari di 36 cittadini ceceni rapiti tra il 2000 e il 2006, hanno depositato dei ricorsi presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per rivendicare i diritti negati e il rapimento dei loro famigliari ad opera di gruppi di militari russi, tutt'ora non identificati. La Corte di Strasburgo, pronunciandosi sul caso, ha accertato la responsabilità della Russia per questi rapimenti. Ma intanto di queste persone misteriosamente scomparse non si ha ancora alcuna notizia.

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I siti online sono responsabili per i commenti degli utenti. Fine della libertà d’espressione?

I siti online sono responsabili per i commenti degli utenti. Fine della libertà d’espressione?

La Corte europea dei diritti dell’uomo appoggia l’Estonia: non c’è infatti violazione della libertà d’espressione (Art 10 Cedu) nella multa comminata dai tribunali nazionali a Delfi AS, noto sito d’informazione della repubblica estone, accusato di diffamazione per dei commenti, ritenuti offensivi, apparsi a margine di un suo articolo riguardante l'operato della "Saaremaa Shipping Company", società di traghetti guidata da Vjatšeslav Leedo.

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Kasparov mette sotto scacco Putin: Russia condannata dalla Cedu

Kasparov mette sotto scacco Putin: Russia condannata dalla Cedu

Il campione di scacchi russo e altri militanti anti-Putin hanno vinto un ricorso contro la Russia davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che ha ritenuto l'arresto dei ricorrenti non proporzionale al fine di preservare l'ordine pubblico e in violazione degli art 10 e 11 della Convenzione che sancisce il diritto alla libertà di espressione e alla libertà di riunione.

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Nessuna responsabilità per diffamazioni altrui. Croazia condannata.

Nessuna responsabilità per diffamazioni altrui. Croazia condannata.

Un cittadino e politico croato, il signor Stojanović, viene condannato per diffamazione in seguito alla pubblicazione su un settimanale di due articoli contenenti sue dichiarazioni lesive della reputazione del Ministro della Salute del tempo.Tuttavia, il signor Stojanović nega di aver pronunciato quelle parole infamanti e lamenta che il contenuto degli articoli non corrisponde alle reali dichiarazioni da lui rilasciate. Ritiene di aver subito un’ingerenza nell’esercizio della sua libertà d’espressione e perciò invoca l’art 10 Cedu dinnanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

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20 anni di attesa per un brevetto: Norvegia condannata per lunghezza dei procedimenti

20 anni di attesa per un brevetto: Norvegia condannata per lunghezza dei procedimenti

Arne kristiansen, ricercatore norvegese, nel 1990 invia una domanda di brevetto per una tecnica di propulsione per velivoli e navi. Tuttavia, il procedimento amministrativo dura eccessivamente e l'esito, negativo, giunge solo nel 2008, dopo 20 anni. Questa situazione rende difficile per il ricercatore e insieme per la società Tyvic A/S, richiedere una tutela anche a livello giurisdizionale, minando sostanzialmente il diritto di accesso ad un tribunale. Perciò adiscono la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, invocando l'art 6 CEDU.

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Russia: Il labile confine tra compiere un reato e combatterlo

Russia: Il labile confine tra compiere un reato e combatterlo

Arrestato con l'accusa di traffico di stupefacenti, il Sig. Shikuta è un ex agente di Polizia che lamenta il regime di custodia cautelare a suo carico come contrario all'art 5 Cedu. Si scoprirà che le ulteriori accuse a suo carico non hanno di certo agevolato le indagini, ma hanno contribuito ai sospetti delle autorità quanto al suo conto.

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Russia: il militante di un partito anti-Putin viene detenuto ingiustamente

Russia: il militante di un partito anti-Putin viene detenuto ingiustamente

Un ragazzo russo, il ventenne Kirill Viktorovich Manulin, militante del Partito Nazionale Bolscevico, occupa insieme ad un gruppo di 40 persone la sala d’attesa del palazzo dell'amministrazione presidenziale per protestare contro Putin. Dopo lo sgombero il ragazzo subisce una misura cautelare più volte confermata in forza di accuse deboli o poco fondate. Dopo la condanna a tre anni di reclusione, decise di fare un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per denunciare le condizioni di detenzione e l'ingiusta privazione della libertà che ha subito. I Giudici di Strasburgo hanno così riconosciuto le sue ragioni e condannato la Russia.

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Il diritto negato della libertà di espressione: Russia condannata

Il diritto negato della libertà di espressione: Russia condannata

Il sig. Reznik, presidente del Moscow City Bar (ordine degli avvocati) di Mosca, il 25 dicembre del 2003 è ospite del talk show "Il paese e il mondo". A causa di alcune dichiarazioni rilasciate in quella stessa trasmissione, viene condannato in Appello per diffamazione. Ricorre in Corte Edu per denunciare "la restrizione spropositata del suo diritto alla libertà di espressione". La Corte ha così condannato la Russia perché quella condanna per diffamazione era una misura non "necessaria in una società democratica".

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Russia: quasi un anno di carcere prima che inizi il processo

Russia: quasi un anno di carcere prima che inizi il processo

Un cittadino russo viene arrestato nel dicembre 2004 per disordini di massa. Prima che inizi il processo viene detenuto in un carcere a Mosca per circa 7 mesi ma la sua detenzione viene prolungata per quasi un anno in condizioni disumane. Dopo che gli è stata concessa la libertà vigilata decide di ricorre alla Corte EDU per denunciare il suo lungo periodo di detenzione e le condizioni degradanti che ha dovuto subire nel carcere per quasi un anno. La Corte europea porterà a galla i problemi del sistema carcerario russo.

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