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Tag Archives: Guido Raimondi

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Turchia tentenna (senza ragione) nel concedere il cambiamento di sesso: per la Corte è violazione!

Turchia tentenna (senza ragione) nel concedere il cambiamento di sesso: per la Corte è violazione!

Il ricorrente turco -donna per l’anagrafe sino al 2013- vive nella consapevolezza, sin dalla sua infanzia, di appartenere non al genere femminile bensì a quello maschile. All’età di 24 anni decide di avviare formale procedura per cambiar sesso, la sua istanza viene rigettata dal giudice il 27 giugno del 2006, perché Y.Y. era in grado di procreare. Il 5 marzo del 2013, ben sei anni dopo, il ricorrente, si rivolge di nuovo al giudice Turco, che acconsente, infine il cambiamento di sesso. La Corte ha riscontrato la violazione dell'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo perché trova irragionevoli ed altamente pregiudizievoli le dinamiche processuali avvenute in Turchia.

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La libertà di espressione per un negazionista? Il caso di un politico turco che non riconosce l’olocausto armeno

La libertà di espressione per un negazionista? Il caso di un politico turco che non riconosce l’olocausto armeno

Il 17 Dicembre 2013 la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo si è pronunciata su un caso molto delicato a causa delle ripercussioni politiche che ha prodotto a riguardo della diatriba tra la Turchia e l'Armenia sul riconoscimento giuridico del genocidio armeno del 1915. La questione riguarda l'affermazioni di un politico turco di estrema sinistra che definì pubblicamente il genocidio armeno come una bugia internazionale. La Corte ha riconosciuto che il diritto alla libertà, anche dinanzi a queste forti affermazioni, dovesse essere tutelato.

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Turchia: Le donne sposate devono poter utilizzare il loro cognome da nubili

Turchia: Le donne sposate devono poter utilizzare il loro cognome da nubili

Una norma del codice civile turco prevede che una donna, nel momento in cui si sposa, perde il diritto di utilizzare il proprio cognome da nubile a discapito del cognome acquisito del marito. Con la sentenza Tanbay Tuten v. Turchia, la Corte di Strasburgo ha giudicato discriminatoria questa norma e ha riconosciuto alla ricorrente la violazione degli Artt 8 e 14 Cedu.

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L’interesse archeologico-naturalistico cancella il diritto di proprietà sul territorio

L’interesse archeologico-naturalistico cancella il diritto di proprietà sul territorio

Nel 2002 il ricorrente acquista un porzione di territorio dell'isola di Aşırlı, in Turchia. L'appezzamento di terreno si trova all'interno dei limiti archeologici e naturali di un'area protetta e per questo motivo lo Stato turco ne rivendica il diritto di proprietà. Si mette in discussione il diritto del proprietario attuale e si considerano addirittura nulli tutti gli altri atti di vendita compiuti dai proprietari che nel passato si erano succeduti. Per lo stato turco, il vizio sulla proprietà è all'origine, risale addirittura nel 1942.

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Strasburgo. Condanna della Turchia per la strage di curdi del 1994.

Strasburgo. Condanna della Turchia per la strage di curdi del 1994.

Nel 1994 due villaggi curdi furono bombardati da un raid aereo. Per 19 anni le autorità turche hanno celato la verità, puntando il dito contro il PKK, l'organizzazione autonomista curda. Nel tragico evento rimasero uccise 33 persone, tra cui donne e bambini. I parenti delle vittime non hanno accettato la versione ufficiale di Ankara e hanno adito la Corte Europea dei diritti dell'Uomo nel 2006. Oggi è arrivata la pronuncia di condanna dello Stato turco, responsabile di aver violato il diritto alla vita contenuto all'art 2 Cedu e il divieto ai trattamenti inumani e degradanti all'art 3 Cedu nei confronti delle vittime e dei loro congiunti.

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Diffamazione. L’interdizione ingiustificata di un giornale viola la CEDU.

Diffamazione. L’interdizione ingiustificata di un giornale viola la CEDU.

In Turchia un quotidiano nazionale, Cumhuriyet (“Repubblica”) , viene accusato di diffamazione da parte di un politico candidato alle elezioni, Abdullah Gül, divenuto poi Presidente, per aver citato in un articolo alcune dichiarazioni risalenti a un'intervista rilasciata al Guardian nel 1995. Il giornale subisce un'interdizione e non può partecipare alla vita politica del paese per dieci mesi. Oggi rivendica dinnanzi alla Corte Europea dei diritti dell'uomo la violazione del diritto alla libertà di espressione contenuto nell'art 10 Cedu. E' l'ennesima pronuncia sul tema della diffamazione che sta diventando oggetto di calda discussione anche in Italia.

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In Turchia un ragazzo che si ritrova in una manifestazione viene considerato un terrorista

In Turchia un ragazzo che si ritrova in una manifestazione viene considerato un terrorista

Abdullah Yasa aveva solo 13 anni quando è stato coinvolto in un corteo di manifestanti nella sua città. La situazione era particolarmente tesa: molti partecipanti lanciarono pietre e oggetti contro le forze dell'ordine che risposero sparando dei gas lacrimogeni per disperdere la folla. Uno di questi colpì sul volto Abdullah, che fu portato in ospedale e operato d'urgenza. La sua famiglia denunciò l'accaduto, ma la richiesta non fu accolta dalle autorità giudiziarie turche; anzi il ragazzo fu accusato di aver partecipato attivamente alla manifestazione e di essere membro di un gruppo terrorista. La Corte Europea dei diritti dell'uomo, investita del caso, ha riscontrato una palese violazione dell'art 3 della convenzione, oltre che un uso arbitrario della forza da parte della polizia.

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Il test di ingresso all’Università può mettere a rischio il diritto all’Istruzione?

Il test di ingresso all’Università può mettere a rischio il diritto all’Istruzione?

Bekir Güven Altinay è un ragazzo turco che da sempre coltiva il sogno di iscriversi alla facoltà di scienze della comunicazione e diventare giornalista; ma durante l'ultimo anno di scuola secondaria, prima di diplomarsi, una circolare del Consiglio di Istruzione Superiore, comunica la modifica delle regole di ammissione all’Università. Nonostante questa modifica lo studente turco prova ugualmente il test d'ingresso ma per pochi centesimi non viene ammesso, determinate sarà la successiva riduzione del punteggio conferito al suo diploma dovuta all'entrata in vigore della riforma. Dinanzi a quest'ingiustizia decide di adire le vie giudiziarie interne, ma senza alcun successo. Allora la sua istanza di giustizia giungerà alla Corte di Strasburgo, che riscontrerà una violazione del suo diritto all'istruzione.

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La giustizia non ha prezzo, ma costa molto cara

La giustizia non ha prezzo, ma costa molto cara

L'Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo lo scorso Gennaio: le 206 prigioni italiane sono in grado di contenere un numero massimo di 45 000 persone, mentre al 13 aprile 2012 se ne contano 66.585 (di cui il 42% in detenzione provvisoria). Per tale ragione, le celle appaiono straordinariamente piccole e disagevoli: nei casi di specie nove metri quadri da condividere in tre (tre metri quadri per persona), con acqua calda intermittente, e in alcuni casi con ventilazione e illuminazione insufficiente.

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Eutanasia: La Corte di Strasburgo chiede alla Svizzera delle regole precise

Eutanasia: La Corte di Strasburgo chiede alla Svizzera delle regole precise

Godere di buona salute ad ottant'anni, avere tutte le facoltà psichico-mentali, eppure desiderare di morire. Sembra pura follia, soprattutto per chi pagherebbe per arrivare in queste condizioni alla terza età, e invece la Sig.ra Gross, che non accetta il calo che fisiologicamente si verifica con l'avanzare degli anni, ricorre davanti ai giudici di Strasburgo affinchè le venga riconosciuto il diritto di mettere fine alla propria esistenza. La Svizzera, mancando di una normativa completa sul punto, sarà condannata per lo stato di angoscia e incertezza cagionato alla ricorrente. La Corte comunque non entra nel merito della legittimità o opportunità dell'eutanasia.

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