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Tag Archives: Gravi Crimini

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Thailandia: giornalisti rischiano il carcere per articoli contro trafficanti di uomini

Thailandia: giornalisti rischiano il carcere per articoli contro trafficanti di uomini

Uno degli archetipi più significativi dell'epoca contemporanea è quello del classico giornalista che, sfidando molteplici avversità, riesce a portare sotto i riflettori notizie altamente sensibili per la pubblica opinione. In Thailandia, il paradigma è stato stravolto: l'editore australiano Alan Morison e il suo collega tailandese Chutima Sidasathian rischiano sino a due anni per diffamazione, cinque per aver violato il Computer Crimes Act (la legge sui reati informatici) e una multa di 3100 dollari.

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Cina: avvocati vittime di torture e trattamenti disumani

Cina: avvocati vittime di torture e trattamenti disumani

Già testimoniato nel 2011 da Amnesty International, ora la Human Rights Watch denuncia l'uso di tortura contro avvocati da parte delle autorità della Cina: nonostante faccia parte della Convenzione contro le Torture e i trattamenti crudeli, inumani e degradanti, ha mancato di adempiere al suo dovere. Inoltre, l’uso di abuso fisico da parte degli ufficiali di polizia è severamente proibito dalla legge cinese statale.

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Traffico Umano: urge modifica legislativa nello Stato dello Iowa.

Traffico Umano: urge modifica legislativa nello Stato dello Iowa.

Oggi nello Iowa chi compie atti sessuali con una persona schiavizzata ed obbligata a prostituirsi è punito come chi consuma droga: questa è la testimonianza di quanto sia necessario un immediato intervento legislativo che tuteli le vittime del traffico umanitario e punisca chi commette questo delitto. A fronte di quanto riportato dalle fonti del Centro Nazionale per il Traffico Umano americano (National Human Trafficking Resource Center) la situazione negli ultimi tempi si è aggravata di molto in questo Stato americano: è infatti statisticamente provato che tra l' anno 2011 ed il 2013 si è registrata un' impennata del 71% per quanto riguarda i delitti di riduzione in schiavitù ai fini di far prostituire giovani donne, nonchè di quanto il contributo di internet abbia aiutato l'incremento di questo dato.

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Ancora sangue e scontri nella Repubblica Centraficana: allarme UNICEF e instabilità politica

Ancora sangue e scontri nella Repubblica Centraficana: allarme UNICEF e instabilità politica

Ancora oggi, dal 2005 il Governo di transizione del Generale François Bozizé, che nel 2003 ha deposto il vecchio Presidente della Repubblica Centrafricana, non ha il completo controllo statale, soprattutto nelle campagne e province del nord del paese. Inoltre l'instabilità dei paesi confinanti (Ciad, Sudan, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo) influisce negativamente sulla stabilità interna del paese. Purtroppo i gruppi di ribelli reclutano anche bambini soldato, che spesso finiscono per essere mutilati.

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Indonesia: dopo il maremoto, travolti i diritti umani

Indonesia: dopo il maremoto, travolti i diritti umani

Sono passati quasi dieci anni da quando un violentissimo maremoto ha colpito, tra le varie nazioni del sud-est asiatico, l'Indonesia. Eppure, dopo quel tragico evento, un altro tipo di tsunami ha colpito quella travagliata nazione. Così come il maremoto si forma in mare aperto in maniera sufficientemente nascosta da far si che una barca non possa percepirlo, così la legislazione indonesiana, in questi anni, ha creato una nuova onda che si è riversata in tutta la sua violenza contro donne e minoranze religiose.

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L’ Arabia alle donne: niente ginnastica a scuola! L’ennesima follia, ma il Re dice basta.

L’ Arabia alle donne: niente ginnastica a scuola! L’ennesima follia, ma il Re dice basta.

A Riyadh, capitale dell'Arabia Saudita, è stato emesso, per mano delle potenti autorità religiose, un decreto che vieta a Raha al-Moharrak, e alla stragrande maggioranza delle ragazze di praticare attività fisica a scuola. Nonostante ciò la al-Moharrak, una graphic designer di 27 anni che ormai si è stabilita a Dubai, sfidando sé stessa e le autorità, si è preparata e nel maggio 2013 ha scalato l'Everest: è stata la prima saudita a fare un'impresa di questo genere. Lei ha voluto dare una svolta per far vedere che le donne saudite stanno ampliando le loro vedute, ed è così che si è guadagnata il consenso della stampa locale ed ha dichiarato con molto entusiasmo: "Non si può fermare il cambiamento", la generazione più giovane sa esattamente cosa c'è là fuori. Tutto è a portata di mano.".

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Perseguire i crimini contro l’umanità in tutto il mondo: la Corte sudafricana fraintende lo Statuto di Roma

Perseguire i crimini contro l’umanità in tutto il mondo: la Corte sudafricana fraintende lo Statuto di Roma

Autori di crimini dell'apartheid ricevono l'amnistia. Molti sono andati impuniti per i crimini di guerra e crimini contro l'umanità che, per estensione , comprende il genocidio , l'apartheid e l'uso sistematico della tortura. Premessa l'ingiustizia di ciò, ora un giudice sudafricano vorrebbe obbligare la polizia ad investigare su casi di crimini contro l'umanità non avvenuti nel suo paese: tutto ciò è dovuto ad una mala interpretazione delle norme internazionali che è stata il fulcro di una recentissima sentenza della Corte d'Appello del paese.

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Saggio Breve sul Kenya: il caso Ruto e Sang

Saggio Breve sul Kenya: il caso Ruto e Sang

Il 25 ottobre 2013 la Corte Penale Internazionale, con sede all' Aja, Paesi Bassi, ha posto alcuni criteri per l'assenza di un accusato durante il processo. Questa sentenza si colloca nel contesto del caso Ruto e Sang. Contro gli indagati gravano 6 capi di imputazione per omicidi, deportazioni, trasferimento forzato della popolazione e persecuzione, integranti crimini contro l’umanità, delle etnie Kikuyu, Kamba e Kisii; mentre, contro tre di loro, oltre alle accuse di cui sopra, si contestano anche stupri, violenze sessuali e altri atti inumani (sempre integranti crimini contro l’umanità) verso membri delle etnie Luo, Luhya e Kalenjin. Dei sei indagati, 4 sono stati rinviati a giudizio: Ruto e Sang, Kenyatta e Muthaura.

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Fuga in Burqa: uomo cita in giudizio il proprio paese per violazione dei diritti umani.

Fuga in Burqa: uomo cita in giudizio il proprio paese per violazione dei diritti umani.

Il sospetto terrorista collegato all'organizzazione Al- Qaeda ha citato in giudizio il Governo Somalo chiedendo il risarcimento dei danni per violazione dei diritti umani per l'episodio conclamato della fuga in Burqa. Un'abile stratagemma oppure il gesto ironico di un estremista contro le autorità? Mohammed Ahmed Mohamed è il nome del protagonista di questo curioso episodio che ha scandalizzato e preoccupato il popolo inglese e somalo negli ultimi mesi.

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