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Tag Archives: Art 10 CEDU

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Libertà di informare e di essere informati: il giornalismo in chiaroscuro e il ruolo dell’Europa.

Libertà di informare e di essere informati: il giornalismo in chiaroscuro e il ruolo dell’Europa.

Con il terzo incontro del progetto “La dignità della persona come valore per la giustizia europea” tenutosi all’Auditorium Santa Maria della Pace a Piacenza, la redazione di Diritti d'Europa, attraverso i suoi organizzatori e la coordinatrice Elsa Pisanu, ha voluto focalizzare il dibattito sulla tematica della libertà di Informare ed essere informati. I nostri ospiti sono stati: Paolo Biondani de l'Espresso, il Prof. Giulio Enea Vigevani e l'avvocato Carlo Melzi d’Eril; nel ruolo di moderatore, il Direttore di Libertà, Gaetano Rizzuto.

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La libertà di espressione per un negazionista? Il caso di un politico turco che non riconosce l’olocausto armeno

La libertà di espressione per un negazionista? Il caso di un politico turco che non riconosce l’olocausto armeno

Il 17 Dicembre 2013 la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo si è pronunciata su un caso molto delicato a causa delle ripercussioni politiche che ha prodotto a riguardo della diatriba tra la Turchia e l'Armenia sul riconoscimento giuridico del genocidio armeno del 1915. La questione riguarda l'affermazioni di un politico turco di estrema sinistra che definì pubblicamente il genocidio armeno come una bugia internazionale. La Corte ha riconosciuto che il diritto alla libertà, anche dinanzi a queste forti affermazioni, dovesse essere tutelato.

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Diffamazione o privazione del Diritto d’espressione? La Corte Europea accerta una violazione negata dalle Corti finlandesi

Diffamazione o privazione del Diritto d’espressione? La Corte Europea accerta una violazione negata dalle Corti finlandesi

Due cittadini finlandesi, un giornalista e il suo editore, entrambi dipendenti della Yleisradio Oy, la società radiotelevisiva di Stato finlandese, sono stati condannati per diffamazione aggravata a causa di due puntate del loro programma d'attualità che trattavano nello specifico di un'inchiesta su uno scandalo economico che si celava dietro ad una costruzione di un centro sportivo. Da tale inchiesta spuntava il nome di un noto uomo d'affari finlandese, già noto per casi analoghi. Per tali fatti le Corti interne, in tutti e tre i gradi di giudizio, hanno ritenuto i convenuti colpevoli, esimendosi dal tener in contro durante il loro sindacato il diritto d'espressione dei giornalisti. La Corte europea dei diritti dell'uomo, investita del caso, darà una valutazione diversa da quella delle Corti finlandesi

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Diffamazione. L’interdizione ingiustificata di un giornale viola la CEDU.

Diffamazione. L’interdizione ingiustificata di un giornale viola la CEDU.

In Turchia un quotidiano nazionale, Cumhuriyet (“Repubblica”) , viene accusato di diffamazione da parte di un politico candidato alle elezioni, Abdullah Gül, divenuto poi Presidente, per aver citato in un articolo alcune dichiarazioni risalenti a un'intervista rilasciata al Guardian nel 1995. Il giornale subisce un'interdizione e non può partecipare alla vita politica del paese per dieci mesi. Oggi rivendica dinnanzi alla Corte Europea dei diritti dell'uomo la violazione del diritto alla libertà di espressione contenuto nell'art 10 Cedu. E' l'ennesima pronuncia sul tema della diffamazione che sta diventando oggetto di calda discussione anche in Italia.

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I siti online sono responsabili per i commenti degli utenti. Fine della libertà d’espressione?

I siti online sono responsabili per i commenti degli utenti. Fine della libertà d’espressione?

La Corte europea dei diritti dell’uomo appoggia l’Estonia: non c’è infatti violazione della libertà d’espressione (Art 10 Cedu) nella multa comminata dai tribunali nazionali a Delfi AS, noto sito d’informazione della repubblica estone, accusato di diffamazione per dei commenti, ritenuti offensivi, apparsi a margine di un suo articolo riguardante l'operato della "Saaremaa Shipping Company", società di traghetti guidata da Vjatšeslav Leedo.

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Kasparov mette sotto scacco Putin: Russia condannata dalla Cedu

Kasparov mette sotto scacco Putin: Russia condannata dalla Cedu

Il campione di scacchi russo e altri militanti anti-Putin hanno vinto un ricorso contro la Russia davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che ha ritenuto l'arresto dei ricorrenti non proporzionale al fine di preservare l'ordine pubblico e in violazione degli art 10 e 11 della Convenzione che sancisce il diritto alla libertà di espressione e alla libertà di riunione.

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Nessuna responsabilità per diffamazioni altrui. Croazia condannata.

Nessuna responsabilità per diffamazioni altrui. Croazia condannata.

Un cittadino e politico croato, il signor Stojanović, viene condannato per diffamazione in seguito alla pubblicazione su un settimanale di due articoli contenenti sue dichiarazioni lesive della reputazione del Ministro della Salute del tempo.Tuttavia, il signor Stojanović nega di aver pronunciato quelle parole infamanti e lamenta che il contenuto degli articoli non corrisponde alle reali dichiarazioni da lui rilasciate. Ritiene di aver subito un’ingerenza nell’esercizio della sua libertà d’espressione e perciò invoca l’art 10 Cedu dinnanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

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La diffamazione non può sfociare in sanzioni penali. Salvati due giornalisti portoghesi

Due giornalisti portoghesi condannati dalla Corte di Lisbona per aver diffamato il governatore di una regione vengono "salvati" dalla Corte di Strasburgo che fa rilevare come è sacrosanta la libertà di espressione a mezzo stampa (violata dallo stato portoghese con la condanna inflitta ai due ricorrenti) ma soprattutto è inapplicabile una sanzione penale a questo reato così tanto dibattuto.

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Uno spot animalista troppo spinto viene censurato: La Corte Europea salva l’Inghilterra

Uno spot animalista troppo spinto viene censurato: La Corte Europea salva l’Inghilterra

La campagna pubblicitaria dell'Animal Defenders International (ADI), una delle ONG animaliste più importanti a livello internazionale, a causa del suo contenuto intrinsecamente politico viene censurata dall'autorità inglesi: sarebbe in contrasto con la rigida normativa interna che prevede il divieto assoluto di trasmettere spot politici a pagamento tramite mezzi radio-televisivi. L'Adi, dopo aver adito i giudici inglesi senza alcun esito positivo, decide di presentare un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, ma la sua istanza verrà respinta anche da quest'ultima.

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La censura inglese colpisce uno spot politicamente scorretto: secondo la Corte Europea è legittima

La censura inglese colpisce uno spot politicamente scorretto: secondo la Corte Europea è legittima

La Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo, il 22 Aprile 2013, ha emanato una sentenza sul caso Animal Defenders International vs The United Kingdom. La vicenda è incentrata sul rifiuto del The Broadcast Advertising Clearance Centre di trasmettere uno spot della ONLUS animalista perché ritenuta poco politicamente corretta, soprattutto in in periodo di campagna elettorale, e pertanto in contrasto con la normativa interna. Dopo che l'associazione animalista ha intrapreso inutilmente le vie di giustizia interna, deposita un ricorso presso la Corte europea lamentando che tale divieto ledesse il suo diritto alla libertà di espressione. Ma la Corte europea non la penserà allo stesso modo.

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