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Libertà d’espressione, coscienza e religione

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Crisi nella Turchia di Erdogan si deroga alla Convenzione europea: non è un Paese per i diritti umani

Crisi nella Turchia di Erdogan si deroga alla Convenzione europea: non è un Paese per i diritti umani

Lo scorso 15 luglio diversi esponenti delle forze armate turche hanno tentato di rovesciare il Governo turco con un golpe militare, conclusosi però col loro fallimento. Sono morte almeno 208 persone e 1400 ferite; 24 golpisti linciati dalla folla. Ma a tale colpo di stato, mal organizzato, ne è seguito un altro, in netto contropiede e di altra fattura: negli ultimi 10 giorni abbiamo assistito alla cruda e totalitaria reazione del presidente turco Erdogan contro le istituzioni pubbliche, le figure chiave della funzione pubblica e la società civile per una recrudescenza autoritaria e antidemocratica dello Stato turco.

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Rusu c. Romania – Rettifica sì o rettifica no?

Rusu c. Romania – Rettifica sì o rettifica no?

Rusu c. Romania – Rettifica sì o rettifica no? La pubblicazione della lettera di smentita del (padre del) diffamato non basta come rettifica Nel caso Rusu c. Romania un giornalista rumeno ha lamentato la violazione della sua libertà d’espressione in ragione della sua condanna ...

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Manifestare il proprio credo religioso anche con la dieta: nelle carceri rumene non è consentito

Manifestare il proprio credo religioso anche con la dieta: nelle carceri rumene non è consentito

Ghennadii Vartic, detenuto presso il carcere di Rahova, in Romania, ha adito la Corte Europea dei Diritti Umani per trattamenti discriminatori in carcere circa la sua religione. Il ricorrente, professante la religione buddista, ha richiesto la somministrazione di una dieta conforme ai principi della sua religione, priva dunque di elementi di carattere animale. Il carcere ha respinto la richiesta, non essendo la "dieta buddista" tra le diete proposte dal carcere. La Corte, riconoscendo che anche la dieta rientrasse nel diritto alla libertà di religione, ha accertato la violazione dell'art 9 CEDU.

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La libertà di espressione per un negazionista? Il caso di un politico turco che non riconosce l’olocausto armeno

La libertà di espressione per un negazionista? Il caso di un politico turco che non riconosce l’olocausto armeno

Il 17 Dicembre 2013 la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo si è pronunciata su un caso molto delicato a causa delle ripercussioni politiche che ha prodotto a riguardo della diatriba tra la Turchia e l'Armenia sul riconoscimento giuridico del genocidio armeno del 1915. La questione riguarda l'affermazioni di un politico turco di estrema sinistra che definì pubblicamente il genocidio armeno come una bugia internazionale. La Corte ha riconosciuto che il diritto alla libertà, anche dinanzi a queste forti affermazioni, dovesse essere tutelato.

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Convenzione Europea e diritti degli omosessuali: la diatriba russa

Convenzione Europea e diritti degli omosessuali: la diatriba russa

Il 26 novembre la città di Trieste ha ospitato il vertice bilaterale italo russo, con Enrico Letta e Vladimir Putin. Circa 200 persone sono scese in piazza quel giorno, manifestando a favore dei diritti degli omosessuali. La Russia, negli ultimi mesi, ha visto l'emanazione di nuove norme che comprimono i diritti della popolazione LGBT, limitando la "propaganda di relazioni sessuali non tradizionali tra i minori". Lo scopo della manifestazione è stato quello di spronare le autorità ad inserire la questione nell'ordine del giorno dell'incontro italo-russo, durante il quale sono stati firmati solamente accordi di carattere commerciale e governativo.

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Diffamazione o privazione del Diritto d’espressione? La Corte Europea accerta una violazione negata dalle Corti finlandesi

Diffamazione o privazione del Diritto d’espressione? La Corte Europea accerta una violazione negata dalle Corti finlandesi

Due cittadini finlandesi, un giornalista e il suo editore, entrambi dipendenti della Yleisradio Oy, la società radiotelevisiva di Stato finlandese, sono stati condannati per diffamazione aggravata a causa di due puntate del loro programma d'attualità che trattavano nello specifico di un'inchiesta su uno scandalo economico che si celava dietro ad una costruzione di un centro sportivo. Da tale inchiesta spuntava il nome di un noto uomo d'affari finlandese, già noto per casi analoghi. Per tali fatti le Corti interne, in tutti e tre i gradi di giudizio, hanno ritenuto i convenuti colpevoli, esimendosi dal tener in contro durante il loro sindacato il diritto d'espressione dei giornalisti. La Corte europea dei diritti dell'uomo, investita del caso, darà una valutazione diversa da quella delle Corti finlandesi

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Diffamazione. L’interdizione ingiustificata di un giornale viola la CEDU.

Diffamazione. L’interdizione ingiustificata di un giornale viola la CEDU.

In Turchia un quotidiano nazionale, Cumhuriyet (“Repubblica”) , viene accusato di diffamazione da parte di un politico candidato alle elezioni, Abdullah Gül, divenuto poi Presidente, per aver citato in un articolo alcune dichiarazioni risalenti a un'intervista rilasciata al Guardian nel 1995. Il giornale subisce un'interdizione e non può partecipare alla vita politica del paese per dieci mesi. Oggi rivendica dinnanzi alla Corte Europea dei diritti dell'uomo la violazione del diritto alla libertà di espressione contenuto nell'art 10 Cedu. E' l'ennesima pronuncia sul tema della diffamazione che sta diventando oggetto di calda discussione anche in Italia.

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