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Discriminazione

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Il caso delle “pensioni svizzere” e lo scontro sistemico di tutela dei diritti fondamentali tra Corte Costituzionale e Corte Edu

Il caso delle “pensioni svizzere” e lo scontro sistemico di tutela dei diritti fondamentali tra Corte Costituzionale e Corte Edu

Si arricchisce di un nuovo tassello la vicenda giuridica che è venuta alla ribalta con il nome delle c.d. pensioni svizzere. Infatti, la prima sezione della Corte europea dei diritti dell’Uomo con la sentenza del 1° giugno 2017 si è pronunciata sulla richiesta di equa soddisfazione presentata ai sensi dell’art. 41 CEDU dagli otto ricorrenti della causa Stefanetti e Altri contro Italia, decisa con la sentenza del 15 aprile 2014.

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Moldavia: stop alla violenza domestica, uomini e donne devono essere sullo stesso piano

Moldavia: stop alla violenza domestica, uomini e donne devono essere sullo stesso piano

In Moldavia una donna e sua figlia subiscono maltrattamenti per anni da parte del padre ed ex marito. Dopo la sentenza di divorzio i maltrattamenti si aggravano, tanto che le ricorrenti richiedono alle autorità un ordine di protezione. Ma, le forze dell'ordine non agiscono tempestivamente, a causa di una giustizia lenta e non uguale per tutti. In Moldavia la disparità tra uomini e donne è evidente e spesso la polizia tollera determinati comportamenti da parte degli uomini, per un'orribile convinzione di supremazia di questi sulle donne. Le autorità moldave non sono riuscite a proteggere le ricorrenti, che si rivolgono alla CEDU, la quale dichiara la violazione degli articoli 3 (divieto di tortura) e 14 (divieto di discriminazione) della convenzione.

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Il cognome della mamma ai figli anche per le coppie sposate è un diritto!

Il cognome della mamma ai figli anche per le coppie sposate è un diritto!

In Italia è tutt'oggi impossibile dare ad un figlio legittimo il cognome della mamma. Non perché ci sia una norma scritta che lo neghi, ma perché nella tradizione italiana, fin dal periodo romano, ai figli viene dato il cognome del papà. Una coppia, però, decide di ricorre alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, sostenendo che questo obbligo violi i diritto di uguaglianza tra i sessi, e il diritto al rispetto della vita privata e familiare. La Corte oltre a riscontrare la violazione, ha invitato fortemente lo Stato italiano ad innovare la normativa.

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Turchia: Le donne sposate devono poter utilizzare il loro cognome da nubili

Turchia: Le donne sposate devono poter utilizzare il loro cognome da nubili

Una norma del codice civile turco prevede che una donna, nel momento in cui si sposa, perde il diritto di utilizzare il proprio cognome da nubile a discapito del cognome acquisito del marito. Con la sentenza Tanbay Tuten v. Turchia, la Corte di Strasburgo ha giudicato discriminatoria questa norma e ha riconosciuto alla ricorrente la violazione degli Artt 8 e 14 Cedu.

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Convenzione Europea e diritti degli omosessuali: la diatriba russa

Convenzione Europea e diritti degli omosessuali: la diatriba russa

Il 26 novembre la città di Trieste ha ospitato il vertice bilaterale italo russo, con Enrico Letta e Vladimir Putin. Circa 200 persone sono scese in piazza quel giorno, manifestando a favore dei diritti degli omosessuali. La Russia, negli ultimi mesi, ha visto l'emanazione di nuove norme che comprimono i diritti della popolazione LGBT, limitando la "propaganda di relazioni sessuali non tradizionali tra i minori". Lo scopo della manifestazione è stato quello di spronare le autorità ad inserire la questione nell'ordine del giorno dell'incontro italo-russo, durante il quale sono stati firmati solamente accordi di carattere commerciale e governativo.

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Strasburgo condanna la Grecia: “Unioni civili anche ai gay”

Strasburgo condanna la Grecia: “Unioni civili anche ai gay”

La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha stabilito che, se un Paese prevede unioni civili in alternativa al matrimonio, queste devono essere aperte a tutti, anche a persone dello stesso sesso. Non si potranno quindi escludere le coppie omosessuali dalle unioni civili. La Grand Chamber ha condannato per questo motivo la Grecia, paese in cui dal 2008 l'accesso alle unioni civili è limitato solamente alle coppie eterosessuali.

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Il test di ingresso all’Università può mettere a rischio il diritto all’Istruzione?

Il test di ingresso all’Università può mettere a rischio il diritto all’Istruzione?

Bekir Güven Altinay è un ragazzo turco che da sempre coltiva il sogno di iscriversi alla facoltà di scienze della comunicazione e diventare giornalista; ma durante l'ultimo anno di scuola secondaria, prima di diplomarsi, una circolare del Consiglio di Istruzione Superiore, comunica la modifica delle regole di ammissione all’Università. Nonostante questa modifica lo studente turco prova ugualmente il test d'ingresso ma per pochi centesimi non viene ammesso, determinate sarà la successiva riduzione del punteggio conferito al suo diploma dovuta all'entrata in vigore della riforma. Dinanzi a quest'ingiustizia decide di adire le vie giudiziarie interne, ma senza alcun successo. Allora la sua istanza di giustizia giungerà alla Corte di Strasburgo, che riscontrerà una violazione del suo diritto all'istruzione.

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Divorzio ex lege per cambio di sesso: dubbi di incostituzionalità interna ed europea. Verso il riconoscimento delle “Unioni civili”.

Divorzio ex lege per cambio di sesso: dubbi di incostituzionalità interna ed europea. Verso il riconoscimento delle “Unioni civili”.

Lo scorso 6 giugno scorso, la Prima Sezione della Suprema Corte di Cassazione ha deciso di interpellare la Corte costituzionale sulla legittimità di una norma che a consentito lo scioglimento immediato del matrimonio di una coppia di coniugi che, a causa del sopraggiunto cambio di sesso di uno dei due, senza volerlo, si è ritrovata improvvisamente divorziata. Molteplici i parametri costituzionali coinvolti: gli articoli 2 e 29 ella Costituzione, nonché gli articoli 8 e 12 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.

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La Grand Chamber si esprimerà sul divieto imposto dalla Francia sul burqa

La Grand Chamber si esprimerà sul divieto imposto dalla Francia sul burqa

La Grande Chamber della Corte di Strasburgo affronterà presto la questione relativa alla legge francese che vieta di indossare il burqa (il velo islamico) in pubblico. E' al vaglio dei giudici infatti il ricorso presentato da una ragazza francese, che lamenta appunto l'incompatibilità della norma vigente con la libertà religiosa tutelata dall'Art 9 Cedu.

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Atti di razzismo e deportazioni di massa per gli immigrati in Grecia

Atti di razzismo e deportazioni di massa per gli immigrati in Grecia

Il rapporto sulla Grecia presentato a Strasburgo da Nils Muižnieks, Commissario per i diritti umani presso il Consiglio d'Europa, ha messo in luce il problema del razzismo e della xenofobia all'interno della politica e della società dello stato ellenico. Sono sempre più frequenti infatti gli episodi razzisti nei confronti degli immigrati e di coloro che illegalmente risiedono nello Stato. Gli ultimi provvedimenti presi dal governo non hanno fatto altro che far sfociare la protesta di chi quotidianamente subisce queste violenze.

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