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Marco Occhipinti

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Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

Natale in cella per quattro ugandesi: l’Italia condannata nel caso Yaw e altri

Natale in cella per quattro ugandesi: l’Italia condannata nel caso Yaw e altri

Nel caso Yaw e altri c. Italia, la Corte di Strasburgo è stata chiamata a pronunciarsi sull'ingiusta detenzione subita da quattro cittadini ugandesi presso il CIE di Ponte Galeria, a Roma: essi sono stati detenuti per 26 giorni in virtù di un provvedimento del Giudice di Pace incostituzionale e in contrasto con la giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione. Il Giudice europeo ha inoltre ritenuto ineffettivi i rimedi interni offerti dall'ordinamento italiano a riparazione dell'ingiusta detenzione subita dai ricorrenti.

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Ricorso per cassazione inammissibile? La CEDU esclude l’eccessivo formalismo in Trevisanato c. Italia

Ricorso per cassazione inammissibile? La CEDU esclude l’eccessivo formalismo in Trevisanato c. Italia

Nel caso Trevisanato c. Italia, la Corte europea dei diritti dell’uomo è stata chiamata a valutare se la Corte di Cassazione italiana avesse fatto un’applicazione delle norme processuali eccessivamente formale: sotto inchiesta era la condizione di inammissibilità, prevista dall’art. 166bis del c.p.c. (oggi abrogato dalla riforma del 2009) che imponeva ai ricorrenti di chiudere i propri ricorsi con la formulazione un quesito di diritto. La Corte di Strasburgo ha però accertato una non violazione, negando che la condizione di ammissibilità, proporzionata e rivolta ad uno scopo legittimo, avesse violato il diritto di accesso ad un tribunale del ricorrente.

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Diritti d’Europa intervistata a Radio Impegno

Diritti d’Europa intervistata a Radio Impegno

Nella notte del 27 luglio, Diritti d'Europa è stata invitata a partecipare alla trasmissione Radio Impegno. Per noi è intervenuto Marco Occhipinti, che dalle 00.30 fino all'1.00 ha fatto il punto della tragica situazione turca, dove il recente colpo di Stato ha inaugurato una infelice e tremenda repressione governativa contro i diritti umani e la democrazia.

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Crisi nella Turchia di Erdogan si deroga alla Convenzione europea: non è un Paese per i diritti umani

Crisi nella Turchia di Erdogan si deroga alla Convenzione europea: non è un Paese per i diritti umani

Lo scorso 15 luglio diversi esponenti delle forze armate turche hanno tentato di rovesciare il Governo turco con un golpe militare, conclusosi però col loro fallimento. Sono morte almeno 208 persone e 1400 ferite; 24 golpisti linciati dalla folla. Ma a tale colpo di stato, mal organizzato, ne è seguito un altro, in netto contropiede e di altra fattura: negli ultimi 10 giorni abbiamo assistito alla cruda e totalitaria reazione del presidente turco Erdogan contro le istituzioni pubbliche, le figure chiave della funzione pubblica e la società civile per una recrudescenza autoritaria e antidemocratica dello Stato turco.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 21/07/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 21/07/2016

Note alla rassegna Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data giovedì 21 luglio 2016, si è inserito per le decisioni pubblicate: Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ; ricorso : il ...

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 30/06/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 30/06/2016

Quest'oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo ha accertato le responsabilità internazionali di Francia, Italia, Grecia, Lettonia e Ucraina; soltanto la Germania è uscita indenne dal controllo internazionale. Il verdetto emesso a carico dell'Italia è destinato a fare giurisprudenza: nel caso Taddeucci e McCall c. Italia , la Corte di Strasburgo ha accolto il ricorso di una coppia omosessuale perché, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari, era stata equiparata alle coppie eterosessuali non sposate, e pertanto non aveva potuto ottenere tale permesso. Peccato tuttavia che in Italia, a differenza delle coppie eterosessuali, quelle omosessuali non abbiano alcuna possibilità di contrarre matrimonio. Di conseguenza, l'Italia e' stata dichiarata responsabile della violazione degli artt. 8 e 14 della Convenzione europea (divieto di discriminazione e rispetto della vita privata e familiare) e dovrà risarcirli per oltre 38 mila euro tra danno non patrimoniale e spese.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/06/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/06/2016

La Corte EDU condanna oggi Ungheria, Italia e Ucraina per violazioni internazionali. L'Italia esce indenne da due giudizi su tre. Nei casi Ben Moumen e Brambilla la Corte di Strasburgo ha ratificato le condotte delle autorità italiane: Ben Moumen ha ricevuto un equo processo, nonostante sia stato condannato sulla base delle dichiarazioni rese da un teste non ascoltato nel processo, mentre il direttore Brambilla ed i due giornalisti della sua testata lecchese sono stati condannati senza violazione alcuna dei loro diritti fondamentali, per aver intercettato le conversazioni segrete dei Carabinieri del Comando locale. Invece, nel caso Strumia l'Italia dovrà risarcire 15.000 ad un padre fiorentino separato dalla figlia per oltre 7 anni, senza che le autorità riuscissero ad eseguire l'ordine giudiziario di contatto padre-figlia. Infine, oggi si è pronunciata la Grande Camera del Giudice europea a favore di un suo vecchio giudice, Andras Baka, a Strasburgo dal 1991 al 2008. La Corte ha ritenuto contraria alle regole dell'equo processo e della libertà d'espressione la destituzione anticipata del giudice Baka, molto critico alle riforme del nuovo governo, dalla presidenza della Corte Suprema e del CSM ungheresi, nonché l'impossibilità per lui di ricandidarsi a tali cariche. Egli infatti per la nuova legge non aveva maturato i 5 anni di magistratura richiesti per candidarsi a tali cariche; inspiegabilmente, non erano computabili nel calcolo gli anni che aveva trascorso come giudice europeo.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 16/06/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 16/06/2016

Quest'oggi la Corte europea ha deciso cinque casi, addivenendo a verdetti molti differenti. Francia, Ucraina e Grecia sono state ritenute responsabili di violazioni della Convenzione europea: sono stati così accolti i ricorsi di una richiedente protezione internazionale che, fuggita dalla Guyana e a rischio di espulsione dalla Francia, temeva nuove ritorsioni da parte della sua famiglia, musulmana, per aver sposato un cristiano; di un padre greco che, nonostante una sentenza in suo favore, non riesce da molto tempo a vedere i suoi figli, gemelli; di un cittadino ucraino condannato due volte, in sede penale ed amministrativa, per lo stesso fatto - disordini e danneggiamento in un bar. La Francia tuttavia consegue un pareggio con un'altra sentenza, nella quale la Corte di Strasburgo ha avallato la condotta dell'Ordine degli Avvocati di Parigi, che aveva sanzionato a livello disciplinare due avvocati sulla base di alcune intercettazioni telefoniche. Infine, è stato dichiarato irricevibile il ricorso di un noto presentatore televisivo tedesco, il quale accusava la Germania di non aver protetto la sua privacy dai paparazzi, che avevano realizzato, nonostante tutte le diffide legali, un reportage sul suo matrimonio a Potsdam.

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