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Dora Tucci

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Sono una studentessa fuori sede, iscritta al 3° anno di giurisprudenza, presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Durante la settimana risiedo nel collegio delle suore Orsoline, ma nel fine settimana rientro a casa, in provincia di Brescia.

Sabato 17 a Piacenza: un’occasione per conoscere Expo 2015

Sabato 17 a Piacenza: un’occasione per conoscere Expo 2015

Expo 2015: un'occasione di crescita e sviluppo, non solo per Milano, ma per il Paese intero. Piacenza si prepara ad affrontare questa nuova sfida con un incontro dal titolo: “Piacenza Expo 2015 e il suo futuro”, sabato 17 gennaio, presso l'Auditorium Sant'Ilario, a partire dalle 9.30. Un dibattito interessante per conoscere come la città si prepara ad accogliere questo evento mondiale. Esperti, professori, rappresentanti di associazioni e istituzioni si alterneranno durante la mattinata per presentare progetti, idee e soprattutto aspettative riguardo l'Expo. Non mancate!

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Moldavia: stop alla violenza domestica, uomini e donne devono essere sullo stesso piano

Moldavia: stop alla violenza domestica, uomini e donne devono essere sullo stesso piano

In Moldavia una donna e sua figlia subiscono maltrattamenti per anni da parte del padre ed ex marito. Dopo la sentenza di divorzio i maltrattamenti si aggravano, tanto che le ricorrenti richiedono alle autorità un ordine di protezione. Ma, le forze dell'ordine non agiscono tempestivamente, a causa di una giustizia lenta e non uguale per tutti. In Moldavia la disparità tra uomini e donne è evidente e spesso la polizia tollera determinati comportamenti da parte degli uomini, per un'orribile convinzione di supremazia di questi sulle donne. Le autorità moldave non sono riuscite a proteggere le ricorrenti, che si rivolgono alla CEDU, la quale dichiara la violazione degli articoli 3 (divieto di tortura) e 14 (divieto di discriminazione) della convenzione.

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Il cognome della mamma ai figli anche per le coppie sposate è un diritto!

Il cognome della mamma ai figli anche per le coppie sposate è un diritto!

In Italia è tutt'oggi impossibile dare ad un figlio legittimo il cognome della mamma. Non perché ci sia una norma scritta che lo neghi, ma perché nella tradizione italiana, fin dal periodo romano, ai figli viene dato il cognome del papà. Una coppia, però, decide di ricorre alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, sostenendo che questo obbligo violi i diritto di uguaglianza tra i sessi, e il diritto al rispetto della vita privata e familiare. La Corte oltre a riscontrare la violazione, ha invitato fortemente lo Stato italiano ad innovare la normativa.

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Manifestare il proprio credo religioso anche con la dieta: nelle carceri rumene non è consentito

Manifestare il proprio credo religioso anche con la dieta: nelle carceri rumene non è consentito

Ghennadii Vartic, detenuto presso il carcere di Rahova, in Romania, ha adito la Corte Europea dei Diritti Umani per trattamenti discriminatori in carcere circa la sua religione. Il ricorrente, professante la religione buddista, ha richiesto la somministrazione di una dieta conforme ai principi della sua religione, priva dunque di elementi di carattere animale. Il carcere ha respinto la richiesta, non essendo la "dieta buddista" tra le diete proposte dal carcere. La Corte, riconoscendo che anche la dieta rientrasse nel diritto alla libertà di religione, ha accertato la violazione dell'art 9 CEDU.

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Convenzione Europea e diritti degli omosessuali: la diatriba russa

Convenzione Europea e diritti degli omosessuali: la diatriba russa

Il 26 novembre la città di Trieste ha ospitato il vertice bilaterale italo russo, con Enrico Letta e Vladimir Putin. Circa 200 persone sono scese in piazza quel giorno, manifestando a favore dei diritti degli omosessuali. La Russia, negli ultimi mesi, ha visto l'emanazione di nuove norme che comprimono i diritti della popolazione LGBT, limitando la "propaganda di relazioni sessuali non tradizionali tra i minori". Lo scopo della manifestazione è stato quello di spronare le autorità ad inserire la questione nell'ordine del giorno dell'incontro italo-russo, durante il quale sono stati firmati solamente accordi di carattere commerciale e governativo.

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Giustizia precaria in Romania: 14 anni per una sentenza definitiva

Giustizia precaria in Romania: 14 anni per una sentenza definitiva

Il sig. Encurlescu, cittadino rumeno, intentò una causa verso un terzo nel 1996 per falsificazione ed uso di documenti falsi. Il procedimento vide susseguirsi una serie di vicende: prima cadde in prescrizione il reato, seguirono poi una serie di ricorsi da parte del ricorrente, che non ottennero un esito favorevole. Dopo che vennero iniziati vari procedimenti la questione si concluse solo nel 2010, a distanza di 14 anni dal suo inizio. Il cittadino bulgaro, al termine di questo lungo iter giudiziario, ha fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per vedersi riconosciuta la violazione del suo diritto ad un equo processo sancito dall'articolo 6 della Convenzione Europea.

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Cancellieri a Strasburgo: “l’Italia sta ridisegnando il sistema penitenziario”

Cancellieri a Strasburgo: “l’Italia sta ridisegnando il sistema penitenziario”

In relazione alla sentenza Torreggiani c. Italia, divenuta definitiva il 28 maggio 2013, la Corte ha spinto il nostro Paese a prendere provvedimenti seri circa il problema del sovraffollamento nelle carceri. Il ministro della giustizia Annamaria Cancellieri, recatasi a Strasburgo il 4 e 5 novembre, ha spiegato il programma del Governo per risanare la situazione e renderla degna di un paese civile entro la scadenza fissata dalla Corte nel maggio 2014.

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I precari diritti degli immigrati: una realtà confinata nei CIE

I precari diritti degli immigrati: una realtà confinata nei CIE

I centri di identificazione ed espulsione (CIE) sono circa 300 in Italia. Qui gli immigrati irregolari vengono collocati in attesa di essere espulsi. Le condizioni di vita nei centri sono terribili: locali sovraffollati, strutture fatiscenti o improvvisate, non adatte per viverci, pulizia scarsa. Ai clandestini non vengono forniti neanche abiti o biancheria puliti. Per chi viene "rinchiuso", i centri sono veri e propri carceri dove sono privati della loro libertà, spesso senza conoscerne il motivo.

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Lampedusa: centro di accoglienza o carcere? In attesa della pronuncia della Corte EDU

Lampedusa: centro di accoglienza o carcere? In attesa della pronuncia della Corte EDU

A Lampedusa, nel centro di prima accoglienza, gli immigrati vengono trattenuti senza alcun provvedimento, che sia amministrativo o giudiziario. Secondo la legge italiana, nei CIE è possibile trattenere gli immigrati irregolari in attesa di espulsione, ma ciò non può accadere nei CDA! A Lampedusa si agisce totalmente al di fuori della legalità, sotto gli occhi attenti di media e autorità.

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Romania: in carcere senza alcuna dignità

Romania: in carcere senza alcuna dignità

Il sig. Olariu è un cittadino romeno. Dopo anni di detenzione nel carcere di Iaşi ha fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per denunciare le condizione disumane in cui vive: celle troppo piccole per il numero di detenuti che contengono, spazi angusti e sporchi, cure mediche inadeguate e quasi inesistenti. La Corte ha riconosciuto la violazione dell'articolo 3 della Convenzione, ma ha ritenuto il ricorso irricevibile in relazione alle cure mediche, in quanto non è stato osservato il previo esaurimento dei ricorsi interni.

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