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Governo mente su trattamenti disumani: Moldavia condannata

Trattamenti disumani – Sentenza Arseniev v. Moldova, 20 marzo 2012

In Moldavia i detenuti sopportano e subiscono i risultati di politiche incuranti circa i diritti umaniin Moldavia in detenuto può ancora scontare la sua pena in una cella di 7 metri quadrati, insieme ad altre nove persone, per giunta in completa asssenza di cure mediche e sanitarie. Invane le denunce.

IL CASO –  Il sig. Arsienev nato nel 1959 a Chisinau, membro della minoranza di lingua russa in Moldavia, viene arrestato con l’accusa di omicidio il 9 dicembre del 2002 e trasferito nella prigione di Chisinau sin dai primi giorni del 2003.

Le condizioni di detenzione in carcere sono a dir poco raccapriccianti, a partire dall’ambiente malsano, umido, senza riscaldamento, e con una finestra senza vetri “ingombranti”. Inoltre nessuna  attenzione  si riscontra riguardo all’igiene personale, vengono disattese persino le prescrizioni mediche, non vengono somministrati farmaci durante i giorni delle udienze. Arseniev denuncia infatti di essersi ammalato di prostatite e reumatismi in carcere.

La situazione col passare del tempo diventa umanamente insostenibile, Arseniev risponde all’incuranza più totale con ben 160 reclami nei confronti del Dipartimento Prigioni, da sommare alle 132 denunce all’amministrazione della prigione di Chisinau. L’agonia del Sig. Arseniev non sarà mai oggetto di interesse da parte delle autorità carcerarie, perchè nessuna delle sue richieste e denunce verrà presa in considerazione.

In data 24 maggio 2004 il ricorrente viene condannato per omicidio a venti anni di carcere, ciò verrà confermato in Appello nel 2005 e in Corte Suprema.

LA CORTE EDU – Il ricorrente allora rivendica le condizione disumane in violazione delle prescrizione di cui all’art 3 della CEDU. il Governo si difende negando ogni fatto, preoccupandosi addirittura -con lodevole fantasia- di descrivere minuziosamente tutti i servizi, igienici e sanitari, garantiti. La Corte EDU però non può non prendere in considerazione che le  prove addotte dal governo in realtà reggono solo in parte.

Per tali circostanze la Corte constata che Arsinev, detenuto in condizioni disumane relative al sovraffollamento -1,3 metri quadrati per persona, al di sotto della soglia obbligatoria di 4 metri quadrati-, ha diritto all’accoglimento della sua domanda per la violazione dell’art 3 della C.E.D.U.

La Corte stabilisce che la Repubblica Moldova dovrà versare al ricorrente 15000 euro per danno non patrimoniale, e 100 euro per costi e spese.

Siamo ormai all’ennesimo caso di condanna per detenzioni degradanti, nella stessa sentenza la Corte non manca di sottolinearlo più di una volta, facendo crollare così la risibile linea difensiva del Governo.

La sentenza in originale è reperibile qui:  Sentenza Arseniev v. Moldova del 20 marzo 2012

 

 

 

About Aurora Licci

Studio Giurisprudenza a Piacenza, da quattro anni. Le mie origini sono qualche passo più in là, a S. Maria di Leuca, ultimo scoglio in una terra bagnata da due mari. Un giorno spero di ritornarvi con una barca a vela piena di libri, ma ancora non ho deciso per quale Mare andrò.

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