Home / Categorie Violazioni CEDU / Atti di razzismo e deportazioni di massa per gli immigrati in Grecia

Atti di razzismo e deportazioni di massa per gli immigrati in Grecia

Strasburgo – Alla luce del rapporto sulla Grecia presentato il 16 Aprile 2013 da Nils Muižnieks, Commissario per i diritti umani presso il Consiglio d’Europa, si potrebbe gridare allo scandalo. Chi lo avrebbe mai detto infatti che nello stato in cui è nato il concetto di democrazia, ci sia attualmente una condizione pericolosa di odio e di recrudescenza, pronta ad esplodere, verso una particolare categoria di soggetti; gli immigrati.

I dati parlano di un forte aumento di crimini, di attentati e di manifestazioni d’odio rivolte ai gruppi di immigrati residenti nel territorio ellenico. Addirittura gran parte di questi sono stati collegati a membri o sostenitori del partito politico Golden Dawn, Alba Dorata (in italiano), un partito neonazista che ha conquistato il 7% alle scorse elezioni entrando per la prima volta in Parlamento. I suoi esponenti, oltre ad aver varcato la soglia del Parlamento armati e con tanto di saluto nazista, hanno proclamano il ritorno degli squadroni della morte (e tuttora sono attive le ronde e le aggressioni nei confronti degli  immigrati) e l’apertura dei “forni crematori” per gli immigrati. Da rabbrividire insomma.
In tono minore ma allo stesso tempo allarmanti sono le “teorie politiche” avanzate dal partito di centrodestra attualmente a capo del Parlamento, ovvero Nuova Democrazia. Il capo del  del movimento, Antonis Samaras,  ha definito gli immigrati come dei tiranni da combattere e ha esortato i greci a riprendersi le città occupate da questi individui.

Quello dell’immigrazione è un problema ormai radicato per la politica greca; secondo i dati del 2011 sono stati ben 55mila gli immigrati che sono entrati nel territorio greco, sfruttando per oltrepassare la frontiera, sia i confini naturali sia gli stratagemmi più sofisticati. La provenienza di queste persone arriva in gran parte dalla Turchia e dai paesi confinanti. Secondo le stime, ogni 10 immigrati irregolari, ben 9 provengono dal confine Turco. Tuttavia non tutti gli immigrati, una volta arrivati in Grecia, decidono di rimanerci; altri infatti utilizzano il paese soltanto come punto di passaggio per poi indirizzarsi verso i paesi balcanici o del nord europa.
Il Governo ha risposto al problema in modo abbastanza massiccio; con la presenza di circa 5000 agenti di polizia, sono stati rafforzati i controlli alle frontiere, sia di terra che di mare, ed è stato improntato un piano vero e proprio di controllo dei flussi migratori denominato “Zeus Xenios”. Questo piano prevede l’inserimento di una barriera-trincea a doppio filo spinato lungo tutto il percorso del fiume Evros che da Atene arriva al confine con la Turchia; l’utilizzo di strumenti a tecnologia avanzata per individuare e rintracciare gruppi di migranti, e infine predispone una forte politica di rimpatrio coatto preceduta da un periodo di detenzione all’interno di improvvisate strutture di concentramento, un misto tra carceri e strutture di isolamento.
Ed è proprio all’interno di queste “carceri” che si sono svolte negli ultimi giorni le proteste degli immigrati, a seguito delle pessime condizioni in cui sono “ospitati”. Molti di essi, ormai da molti mesi, condividono una cella di 50 metri quadrati con altre 50 persone; le loro pratiche, vista l’enorme mole di lavoro per gli uffici preposti, non riescono ad essere esaminate in tempi celeri e tutto ciò non fa altro che allungare questa detenzione, che è diventata ormai una forma mascherata di tortura arbitraria. Da un punto di vista del rispetto dei diritti umani si capisce infatti come si sia già andati molto sotto al livello minimo di tutela.

Per questo motivo il Commissario per i diritti umani Muižnieks, ha chiesto al Governo e alle forze dell’ordine di prendere una forte presa di posizione nel mettere in atto tutte le misure necessarie per sanzionare i comportamenti che incitano o favoriscono il sorgere di provvedimenti di questo tipo, che ledono i diritti umani degli immigrati, considerando anche i richiedenti d’asilo e i rifugiati, rendendoli facili bersagli di violenze e di episodi di razzismo. Dalle violenze materiali a quelle basate su stigmatizzazioni del concetto di  immigrato, divenute sempre più frequenti. Il rapporto ha messo in luce un deficit di applicazione della legislazione nazionale e internazionale relativa alle leggi anti razzismo ed è stato chiesto al Governo di accelerare l’adozione di specifiche normative riguardanti la xenofobia e appunto il razzismo.
Andando nel dettaglio, la Grecia dovrà dotarsi di un sistema di accoglienza più umano ed efficace, dovrà affrontare il problema della scarsa capacità di accoglienza delle sue strutture e quindi, il problema inerente la detenzione sistematica e prolungata, spesso in condizioni precarie, dei immigrati irregolari.

Partendo da questi presupposti è chiaro dunque che il calderone socio-politico greco è pronto ad esplodere da un momento all’altro; non sarà certo una rete metallica a risolvere il problema dei flussi migratori, bisogna andare a cercare a fondo i problemi di queste persone e magari dar vita a delle soluzioni politiche con i loro paesi d’origine insieme anche con la collaborazione degli organi comunitari per risolvere il problema in modo definitivo ma soprattutto nel rispetto delle legislazioni vigenti. Consideriamo il rapporto del Commissario Europeo come una voce d’allarme e di ammonimento nei confronti dello stato in questione, di certo però non possiamo esimerci da chiedere, avendo già abbastanza elementi per riscontrare le violazioni di parecchi articoli previsti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, quanto tempo debba ancora trascorrere prima di sanzionare in maniera decisa e ufficiale questi avvenimenti.

Fonti:   Human Rights Europe   –   Stranieri in italia

About Luca Gulino

Nato a Ragusa, dopo il Liceo Scientifico ho deciso di lasciare la mia città iscrivendomi al corso di Giurisprudenza presso la sede di Piacenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Qui, grazie alle nozioni apprese e a quelle amicizie che poi si sono trasformate in gruppo di lavoro, è nata la mia collaborazione e l'ingresso nella Redazione di GZero.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

Scroll To Top