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Nozione di vita familiare: scontro padre legale/padre biologico.

Diritto al rispetto della vita privata e familiare – Sentenza Ahrens v. Germania, 22 marzo 2012

Si può ritenere la paternità del compagno della donna con cui hai avuto un figlio violazione della tua vita familiare? Questo è il quesito che accompagna un caso particolare avvenuto in Germania.

IL CASO –  Un cittadino tedesco, Ahrens Denis , nel 2003 ha avuto una relazione con la sig.ra P, la quale, l’anno successivo, ha iniziato una frequentazione stabile, poi giunta anche alla convivenza  regolare nella stessa casa, con il sign. M. Ma tra il mese di ottobre e novembre del 2004 il ricorrente e la sig.ra P hanno un incontro intimo da cui conseguirà la nascita di una bambina dell’agosto del 2005. Prima del parto il sig. M riconobbe ,previo consenso della sig.ra P, la paternità della bambina. Successivamente la sig.re P e il sig. M esercitano congiuntamente la potestà genitoriale educando la bambina insieme.  Il signor Ahrens Denis quindi prova le vie di giurisdizione interne.

La corte distrettuale (Primo grado) delibera , dopo una perizia medica , che il ricorrente era il padre biologico per il 99,9 % e che tra la bambina e il padre legale , il sig. M , non erano trascorsi i termini necessari di due anni da cui, per legge, si fa presupporre un rapporto sociale e familiare assoluto .

La Corte d’appello (secondo grado) ha confutato la costruzione della corte di primo grado, stabilendo che il periodo di tempo tra la nascita della bambina e la presentazione del ricorso fosse sufficiente per stabilire un rapporto sociale e familiare. La tesi della Corte d’appello è rafforzata dalla giurisprudenza del tribunale federale che prevede che nei casi in cui il bambino avesse vissuto fin dalla nascita senza interruzioni con i suoi genitori legali, l’esistenza di una relazione socio-familiare dovesse essere assunta se persisteva la convivenza. Il ricorso in cassazione viene precluso dalla Corte d’appello.

La Corte costituzionale federale , riunita in un collegio di tre giudici , dichiara non ammissibile il ricordo proposto intorno a questa fatispecie.

Il 18 agosto 2009 , il ricorrente ha deciso di fare un ricorso contro la Repubblica Federale di Germania davanti alla corte di Strasburgo , ai sensi dell’art 34 CEDU , sostenendo che il rifiuto delle giurisdizione nazionali di consentire la contestazione della paternità legale di un altro uomo costituisse una violazione dell’art 8 della Carta europea dei diritti dell’uomo (Diritto al rispetto della vita privata e familiare ) .

Il Governo ha sostenuto che le decisioni dei giudici nazionali  non hanno in alcun modo limitato  il diritto del ricorrente al rispetto della sua vita familiare , precisando che la semplice parentela biologica, senza alcun rapporto personale, non era sufficiente per impegnare la tutela dell’articolo 8 e che , inoltre , nessuna relazione familiare di fatto esisteva tra il ricorrente e la figlia R .

CORTE EDU – Ribadendo  che la nozione di “vita familiare” ai sensi dell’articolo 8 della Convenzione non si limita al matrimonio come base di una relazione ma comprende anche “altre nozioni di famiglia”, come i rapporti che si instaurano anche al di fuori del vincolo del matrimonio, osserva che, in relazione al caso specifico, il rapporto tra la sig.ra P. ed il ricorrente si era concluso circa un anno prima che la bambina R. fosse stata concepita , che i rapporti successivi tra lui e la signora P. erano esclusivamente di natura sessuale, per questi motivi non sussistono i presupposti per la creazione di una famiglia.

La Corte europea dei diritti dell’uomo (Sezione Quinta) con sentenza del 22 marzo 2012 dichiara la denuncia ai sensi dell’articolo 8, preso da solo e in combinato disposto con l’articolo 14 ricevibile e il resto del ricorso irricevibile, e soprattutto che vi è stata violazione dell’articolo 8 della Convenzione ma non dell’articolo 14 in combinato disposto con l’articolo 8 della Convenzione.

Una relazione stabile è il pilastro portante per un’educazione e una crescita serena dei figli. I componenti che formano  una famiglia non sono per forza i genitori naturali , o meglio biologici, ma coloro che si  assumono a pieno la responsabilità genitoriale nel pieno interesse dei figli: questo l’indirizzo tedesco, confermato dalla Corte EDU.

La sentenza in originale è reperibile qui:  Sentenza Ahrens v. Germania del 22 marzo 2012

 

 

 

 

About Roberto Federico Proto

Sono nato ad Ostuni, comunemente conosciuta come la città bianca, nel 1990 di un martedì 17, numero che mi ha sempre portato molta fortuna. Conclusi gli anni scolastici obbligatori ho deciso, inconsapevolmente, d'iscrivermi alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Piacenza). Grazie agli studi universitari ho iniziato ad appassionarmi di Diritti Sociali, con un occhio sempre attento e vigile a tutte le vicende e i mutamenti del Diritto del Lavoro. Dal febbraio del 2012 faccio parte della redazione del webmagazine Diritti d'Europa ( ex Generazionezeroitalia.org), dove commentiamo e divulghiamo le pronunce della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

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