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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 26/03/2013

Note alla rassegna

Corte Europea dei diritti dell'uomoDi seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 26 Marzo 2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level ;
  • Descrizione  : una breve esposizione dei fatti del caso, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Petitum  : le richieste dei ricorrenti, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo, come risultante dalla sentenza pubblicata dalla Corte.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte EDU: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

Case of
N.ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Asen Kostov v. Bulgaria48445/063Asen Kostov e Ivan Barborski, entrambi cittadini bulgari, vivono vicende speculari: entrambi condannati al carcere, rimangono reclusi per un tempo superiore a quello che i giudici aveva fissato in sentenza. Per Asen Kostov, la pena di 1 anno è lievitata ad 1 anno e 2 mesi; allo stesso modo, anche Ivan Barborski è stato recluso 2 mesi in più rispetto ai 3 anni e 6 mesi a cui era stato condannato.Articolo 5 § 1
(Diritto alla libertà e alla sicurezza)
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione; Articolo 5-1-a - dopo la condanna)
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-5 - Compensazione)
Barborski v. Bulgaria12811/073[come sopra][come sopra]
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione; Articolo 5-1-a - dopo la condanna)
Valiulienė v. Lithuania33234/072Loreta Valiulienė, cittadina lituana, è picchiata dal compagno in più occasioni. Contro di lui propone querela, ma durante le indagini del pubblico ministero muta la normativa processuale e cadono le risultanze delle indagini: diventa necessaria una nuova querela – in linea con la nuova normativa – ma intanto il reato si prescrive ed il partner rimane impunito. Oggi Mr. Valiulienė accusa l’autorità giudiziaria di indagini inefficaci e di un processo troppo lungo.Articolo 3 (divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti)
Articolo 8 (diritto al rispetto della
vita privata e familiare)
Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - obblighi positivi) (aspetto sostanziale)
Danno non patrimoniale - aggiudicato
Acatrinei and Others v. Romania10425/09 e altri 71 ricorsi 3I ricorrenti, 72 cittadini rumeni, sono stati coinvolti direttamente - o sono eredi di chi è stato coinvolto - in una dura repressione politica avviata dal regime comunista nel 1989 contro i manifestanti di una protesta anti-regime e culminata in morti e maltrattamenti. Al termine del comunismo si attiva la macchina della giustizia: ma è troppo lenta ed inefficace, e quindi inidonea a far giustizia; così le allegazioni dei ricorrentiArticolo 2 (diritto alla vita)
Articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti) Articolo 6 § 1 (diritto ad un processo equo entro un termine ragionevole)
Articolo 13 (diritto ad un ricorso effettivo)
Violazione dell’Articolo 2 - Diritto alla vita (art. 2-1 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Györgypál v. Romania29540/083Gavril Györgypál, cittadino rumeno ma di lingua ungherese, è condannato per traffico di droga. Dopo una prima detenzione cautelare, è condannato a 10 anni (in primo grado), poi aumentata a 15 anni e 4 mesi (in secondo grado), infine ridotta a 7 anni (in ultimo grado). Nello scontare la detenzione, è stato trasferito in molte strutture carcerarie: oggi lamenta le pessime condizioni detentive a cui è stato via via sottoposto; inoltre, di non aver avuto un interprete in lingua ungherese nella fase iniziale della sua vicenda giudiziaria.Articolo 3 (proibizione della tortura e delle pene o trattamenti degradanti)
Articolo 6 § 3 (e) (diritto all'assistenza di un interprete)
Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Niculescu-Dellakeza v. Romania5393/043Valerică Niculescu-Dellakeza è un attore settantenne del National Theatre of Craiov. È stato condannato per diffamazione e calunnia a seguito di alcune dichiarazioni: prima ha definito in un programma televisivo il direttore del Teatro “direttore di scena a sette mani”, poi ha inviato una lettera aperta ad una testata giornalistica, accusando lo stesso direttore di peculato sui fondi pubblici destinati al teatro. Oggi rivendica la propria libertà di pensiero e di espressione, nonché denuncia l’iniquità della condanna, perché i giudici avrebbero deciso il suo caso senza neanche sentirlo.Articolo 6 § 1 (diritto ad un processo equo)
Articolo 9 (Libertà di pensiero)
Articolo 10 (Libertà di espressione)
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Violazione dell’Articolo 10 - Libertà di espressione - {Generale} (Articolo 10-1 - Libertà di espressione)
Jovanović v. Serbia21794/082Zorica Jovanović, cittadina serba, perde un figlio appena nato. Allora non le viene mostrato il corpo e, alla luce di alcuni episodi di cronaca, teme che il neonato – perfettamente in salute alla nascita – sia ancora vivo ma affidato illegalmente in adozione. Tenta un’azione giudiziaria davanti ai giudici nazionali ma viene rigettata. Oggi accusa le autorità serbe di essere responsabile – se non dell’adozione illegittima – comunque di non aver fornito le informazioni in loro possesso sulla vicenda.Articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare)Violazione dell'Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 - Il rispetto della vita familiare)
Resistenza dello Stato ad adottare misure di carattere generale (Articolo 46-2 - Modifiche delle norme; Modifiche legislative)
Danno non patrimoniale - aggiudicato
Luković v. Serbia43808/073Velibor Luković, cittadino serbo arruolato nella polizia doganale e specializzato nella lotta al contrabbando, è accusato di corruzione e di associazione a delinquere. Lamenta l’illegalità della detenzione cautelare a cui è stato sottoposto tra Maggio e Giugno del 2007: nessuna notifica nei termini di legge e una lunghezza eccessiva della detenzione.Articolo 5 § § 1 e 3 (diritto alla libertà e alla sicurezza)Nessuna violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-3 - giudicata entro un termine ragionevole)
Vrabec and Others v. Slovakia31312/083Martin Vrabec, Elena Račková, Ľubica Vrabcová, Ľubica Kolesárová e Ján Vrabec, tutti cittadini slovacchi, sono gli eredi di quei proprietari terrieri che, nel 1951, hanno subito l’espropriazione di più di tre ettari di terreni. Di questi hanno chiesto la restituzione nel 2003, scontrandosi con una sentenza - ormai passata in giudicato – a loro avversa. Oggi contestano quella decisione, accusando i giudici nazionali di non aver esaminato tutte le loro argomentazioni e anzi di aver deciso in maniera del tutto arbitraria, violando i loro diritti ad un equo processo e alla proprietà.Articolo 6 § 1 (diritto ad un equo
udito)
Articolo 1 del Protocollo n ° 1 (protezione della proprietà)
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - DIFESA)
Coşar v. Turkey22568/053Gürsel Coşar, cittadino turco, sta scontando una pena di 12 anni e 6 mesi, per omicidio, all’interno del carcere di Muğla (Turchia). Lamenta pessime condizioni detentive, nonché di aver rilasciato dichiarazioni – nel processo usate contro di lui – che gli erano state estorte illegittimamente dai tutori dell’ordine.Articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti)
Articolo 6 § 1 (diritto ad un processo equo)
Nessuna violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Nessuna violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - DIFESA)

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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