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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 19/03/2013

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha rinvenuto violazioni della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo in tutti i quattro casi esaminati oggi – Martedì 19 Marzo 2013. Condanne per Ungheria, Romania e Turchia. Tra gli articoli violati l’articolo 3 CEDU, dedicato divieto della tortura e di trattamenti inumani e degradanti, nonché l’articolo 5 CEDU, previsione complessa che pone garanzie nella fase precedente alla condanna ed concettualmente esterna al vero e proprio processo, ossia quella dell’adozione delle misure cautelari verso chi non è ancora (e forse non sarà per nulla) dichiarato colpevole.

Note alla rassegna

corte eduDi seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 19 Marzo 2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level ;
  • Descrizione  : una breve esposizione dei fatti del caso, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Petitum  : le richieste dei ricorrenti, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo, come risultante dalla sentenza pubblicata dalla Corte.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte EDU: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

Case of
N.ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
X.Y. v. Hungary43888/082X.Y. è un cittadino ungherese arrestato per furto di automobili e sottoposto a detenzione cautelare. Ad oggi il suo processo è ancora pendente. Lamenta una detenzione illegittima (basandosi su un errore formale della battitura del provvedimento cautelare), troppo lunga e non parametrata alle sue condizioni psichiche; infine, di non aver potuto formulare una valida difesa contro tale provvedimento, essendogli stato impedito l’accesso ai documenti processuali.Articolo 5 § 1 (diritto alla libertà e alla sicurezza)
Articolo 5 § 3 del diritto (al processo entro un termine ragionevole
o al rilascio in attesa del giudizio)
Articolo 5 § 4 (diritto che sulla legittimità del trattenimento decida un giudice entro un breve termine)
Resto irricevibile
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione; Procedura prevista dalla legge)
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-3 - Lunghezza della custodia cautelare; Ragionevolezza di custodia cautelare)
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (5-4 Articolo - Garanzie procedurali di revisione; Controllo di legittimità della detenzione)
Danno patrimoniale e non patrimoniale - aggiudicato
Blejuşcă v. Romania7910/103Maxim Silvanus Blejuşcă, cittadino rumeno, è condannato per furto e detenuto nella prigione di Timişoara (Romania). Denuncia condizioni di detenzione insostenibili, soprattutto per sovraffollamento e scarse condizioni igieniche.Articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti)Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento degradante) (aspetto sostanziale)
Mimtaş v. Turkey23698/073Ayhan Mimtaş, cittadino turco, è trasferito, da altra struttura, nel carcere di massima sicurezza di Kandıra (Kocaeli, Turchia). Pochi giorni dopo il suo ingresso, esplode una rivolta dei detenuti, a cui seguono violenti scontri con le forze di polizia al fine di ristabilire l’ordine. Al termine della rivolta, una perizia medica evidenzia in Mr. Mimtaş contusioni ed edemi sul corpo e sul viso. Le autorità turche considerano quei segni come il frutto delle colluttazioni con gli agenti durante la rivolta e non danno seguito alle denunce di Mr. Mimtaş; ma lui sostiene, invece, di aver subito maltrattamenti non già al momento della rivolta, ma prima, cioè al momento del trasferimento dal vecchio al nuovo carcere.Articolo 3 (divieto di pene o
trattamenti degradanti)
Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Solakoğlu and Others v. Turkey3674/09, 4359/09, 15151/09, 15159/09,
15167/09, 15168/09, 15171/09, 15173/09, 27318/09, 27869/09, 28028/09,
28823/09, 29160/09, 30590/09, 31073/09, 32123/09, 32244/09, 32251/09,
32254/09, 32300/09, 32807/09, 33259/09, 33357/09, 36648/09, 36681/09,
38080/09, 43491/09, 48731/09, 49213/09, 56105/09, 63781/09, 67456/09
3I ricorrenti sono 243 cittadini turchi, tutti incardinati nel corpo di polizia turco. Lamentano il pregiudizio subito dal sopraggiungere di una legge turca: mentre si addestravano per divenire A-grade superintendents, la nuova legge mutò le possibilità di carriera dei candidati, offrendo loro posti diversi e dalla retribuzione inferiore. Oggi lamentano di non aver potuto istaurare validamente un processo per contrastare questa novità legislativa e soprattutto di non aver ricevuto alcuna comunicazione della sentenza del Consiglio di Stato, che pur decideva il loro caso.Articolo 6 § 1 (diritto ad un equo processo entro un termine ragionevole
tempo)
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedimento amministrativo; Articolo 6-1 – DIFESA; contraddittorio nel processo)

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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