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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 14/03/2013

Corte Europea dei diritti dell'uomo

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha depositato oggi – Martedì 14 Marzo 2013 – le sentenze relative a 13 casi. Fra questi, ha fatto salva soltanto la Norvegia, nel caso Bernh Larsen Holding AS and Others v. Norway , mentre in tutti gli altri casi ha condannato i paesi membri del Consiglio d’Europa per non aver protetto i diritti fondamentali tutelati dalla CEDU.

Note alla rassegna

Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Giovedì 14 Marzo 2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level ;
  • Descrizione  : una breve esposizione dei fatti del caso, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Petitum  : le richieste dei ricorrenti, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo, come risultante dalla sentenza pubblicata dalla Corte.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte EDU: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

Case of
N.ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Insanov v. Azerbaijan16133/083Ali Binnat oglu Insanov, ex-Ministro della Salute dell’Azerbaijan, è stato condannato a 11 anni di detenzione per falso, peculato e privatizzazione illegale di beni dello Stato. Oggi rivendica la tutela dei propri diritti, violati dalla repubblica azera in più momenti: nella detenzione, perché il carcere versa in un endemico stato di sovraffollamento e non fornisce riscaldamento e condizioni igienico-sanitarie adeguate ai detenuti, e soprattutto per il ricorrente, che soffre di un forte mal di schiena; nel processo penale, perché Mr. Insanov non ha potuto partecipare personalmente ad alcune udienze, né controesaminare i testimoni decisivi alla sua condanna e, più in generale, esercitare validamente la propria difesa in processo, mancandogli una effettiva assistenza legale; infine, nella sentenza di condanna, perché sono stati confiscati indebitamente i beni suoi e della sua famiglia.Articolo 3 (divieto di tortura e di trattamenti disumani
o degradanti)
Articolo 6 § 1 (diritto ad un processo equo)
Articolo 6 § § 1 e 3 (b), (c) e (d)
(Diritto ad un processo equo)
Articolo 1 del Protocollo n ° 1 (protezione della proprietà)
Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento degradante) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento degradante) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - DIFESA)
Violazione dell'Articolo 6 +6-3- c - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - processo equo) (Articolo 6 - Diritto ad un processo equo; Articolo 6-3-c - Difesa attraverso il proprio legale)
Violazione dell'Articolo 6 +6-3- d - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - processo equo) (Articolo 6 - Diritto ad un processo equo; Articolo 6-3-d - Audizione di testimoni)
Eon v. France26118/102Hervé Eon, cittadino francese, è stato condannato per aver offeso nel 2008 Nicolas Sarkozy, l’allora Presidente della Repubblica Francese, durante una visita istituzionale a Mayenne; Mr. Eon espose una manifesto rivolto al Presidente con su scritto, in francese: Sparisci, cazzone triste. La frase non era nuova: Sarkozy , mesi prima, la aveva “coniata” per apostrofare un contadino che, presso il Salone Internazionale dell'Agricoltura, aveva rifiutato di stringergli la mano. Articolo 10 (libertà di espressione)Resto irricevibile
Violazione dell’Articolo 10 - Libertà di espressione - {Generale} (Articolo 10-1 - Libertà di espressione)
Danno non patrimoniale - accertamento della violazione come misura sufficiente
B.B. and F.B. v. Germany18734/09 , 9424/112B. B. and F. B. sono due cittadini austriaci di origini turche, emigrati in Germania. Nel 2008 la loro figlia di 12 anni dichiara di essere stata picchiata brutalmente dal padre, insieme al fratello di 8 anni, in più occasioni. Ne segue un processo che accerta le responsabilità del padre e affida i bambini ad una famiglia tedesca. Ma nel 2009 la bambina confessa di aver mentito, e i giudici tedeschi consentono il ritorno dei bambini nella casa paterna. Oggi i genitori accusano la giustizia tedesca di aver li indebitamente privati dei loro figli, compromettendo la loro unità familiare, con una condanna poi dimostratasi infondata; in particolare, contestano che i giudici tedeschi non avevano dubitato mai della testimonianza della bambina, poi rivelatesi non vera, nonostante già allora emergessero ragioni per farlo. Quindi, la loro condanna si sarebbe basata sulla testimonianza (appunto falsa e già allora discutibile) di un minorenne, senza alcun altra prova in tal senso. Inoltre, affermano che i bambini avrebbero subito discriminazioni raziali da parte dei genitori adottivi tedeschi.Articolo 8 (diritto di rispetto della vita privata e familiare)
Articolo 14 (divieto di discriminazione)
Articolo 3 del
Protocollo n ° 7 (risarcimento per ingiusta condanna)
Resto irricevibile
Violazione dell'Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 - Il rispetto della vita familiare)
Danno patrimoniale e non patrimoniale - Aggiudicato
Bernh Larsen Holding AS and Others v. Norway24117/082Tre società norvegesi a responsabilità limitata, "BLH", “Kver" e "IOR", contestano la decisione dei giudici nazionali con cui sono stati costretti ad esibire tutti i dati ospitati da un server informatico su cui si appoggiavano tutt’e tre. Sarebbe una indebita e arbitraria violazione della riservatezza dei propri dati.Articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare, del domicilio e della corrispondenza)
Nessuna violazione dell’Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 - Rispetto della corrispondenza; Rispetto della casa)
Alpatu Israilova v. Russia15438/052Yeraly Israilov, cittadino russo, è prelevato da militari russi, insieme ai suoi due figli, per rispondere ad alcune domande. Gli agenti lo catturano nella sua abitazione di Khasavyurt, in Dagestan (Russia), senza esibire alcun mandato di cattura. Mentre i figli ritornano dalla madre qualche giorno dopo, del padre ancora non si hanno notizie. Vani sono state tutti i solleciti alle autorità, colpevoli di non aver svolto indagini efficaci su quella sparizione. Oggi la moglie di Israilov, Alpatu Israilova, come ultima strada ha deciso di rivolgersi in Corte di Strasburgo, e accusa gli agenti russi di aver ucciso il marito, o comunque di detenerlo illegalmente, nonché di averla convocata più volte al fine di dissuaderla dal continuare l’azione legale in CEDU.Articolo 2 (diritto alla vita)
Articolo 3 (divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti) Articolo 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza)
Articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare
e la casa)
Articolo 13 (diritto ad un rimedio efficace)
Articolo 34 (diritto al ricorso individuale)
Obiezione preliminare unita al merito e respinta (art. 35-1 - Esaurimento dei ricorsi interni)
Violazione dell’Articolo 2 - Diritto alla vita (art. 2-1 - Vita) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 2 - Diritto alla vita (art. 2-1 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Nessuna violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Nessuna violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento degradante
Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 - Libertà di persona; Sicurezza della persona)
Violazione dell'Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 - Rispetto della casa)
Violazione dell'Articolo 13, 2-1 - Diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 - ricorso effettivo) (Articolo 2 - Diritto alla vita
Articolo 2-1 - Vita)
Violazione dell'Articolo 13 +3 - Diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 - ricorso effettivo) (Articolo 3 - Divieto della tortura; Trattamento degradante; Trattamenti inumani)
Nessuna violazione dell’Articolo 34 - Ricorsi individuali (Articolo 34 - ostacolano l'esercizio del diritto di petizione)
Danno non patrimoniale - aggiudicato
Avkhadova and Others v. Russia47215/073Nurzhan, Limon, Luisa, Khava e Kheda Avkhadova, tutte cittadine russe, sono la moglie e le sorelle di Vakhit Avkhadov, ad oggi disperso, forse detenuto illegittimamente o ucciso dalle forze russe. Infatti, il 24 Aprile 2001 alcuni uomini incappucciati e in divisa hanno fatto irruzione nella sua abitazione, in Urus-Martan, nella Repubblica di Cecenia (Russia), e lo hanno portato via con loro. A detta di alcuni testimoni, sarebbe stato prima calato in una fossa, poi caricato in un elicottero militare, per chissà quale meta. Oggi i parenti accusano le autorità russe di non aver svolto indagini serie ed efficaci sulla vicenda e di essersi macchiate di gravi crimini ai danni di Mr. Avkhadov.Articolo 2 (diritto alla vita)
Articolo 3 (divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti) Articolo 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza)
Articolo 13 (diritto ad un efficace
rimedio)
Violazione dell’Articolo 2 - Diritto alla vita (Articolo 2 - obblighi positivi
Articolo 2-1 - Vita) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 2 - Diritto alla vita (art. 2-1 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 - Libertà di persona; Sicurezza della persona)
Kasymakhunov and Saybatalov v. Russia26261/05 , 26377/062Yusup Kasymakhunov e Marat Saybatalov, il primo cittadino uzbeko, il secondo russo, sono stati condannati dai giudici russi perché affiliati all’organizzazione terroristica e islamica Hizb ut-Tahrir al-Islam. Oggi lamentano una condanna ingiusta per varie ragioni, e in particolare perché l’organizzazione è stata bandita come illegale da una pronuncia della Corte Suprema russa che inizialmente non era stata resa pubblica, e quindi l’illegalità dell’organizzazione non era né conoscibile né prevedibile da parte dei ricorrenti all’epoca dei fatti.Articolo 7 (nessuna pena senza legge)
Articolo 9 (libertà di pensiero,
coscienza e religione)
Articolo 10 (libertà di espressione)
Articolo 11 (libertà di riunione e
associazione)
Articolo 14 (divieto di discriminazione)
Resto inammissibile (art. 35-3 - ratione materiae)
Violazione dell'Articolo 7 - Nessuna pena senza legge (art. 7-1 - Nulla poena sine lege; Nullum crimen sine lege)
Nessuna violazione dell'Articolo 7 - Nessuna pena senza legge (art. 7-1 - nullum crimen sine lege)
Krylov v. Russia36697/033Dmitriy Krylov, cittadino russo, è condannato a 23 anni di reclusione al termine di un processo non equo: non avrebbe infatti avuto l’assistenza di un avvocato nel processo di appello, gli sarebbe stato negato il gratuito patrocinio a spese dello stato e le rigide scadenze processuali gli avrebbero impedito di preparare una adeguata difesa processuale. Articolo 6
(Diritto ad un processo equo)
Violazione dell'Articolo 6 +6-3- c - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - processo equo) (Articolo 6 - Diritto ad un processo equo; Procedimento penale; 'Articolo 6-3-c - assistenza legale gratuita)
Oleynikov v. Russia36703/043Vladimir Oleynikov, cittadino russo, contesta il rifiuto dei giudici russi di esaminare una sua domanda di rimborso promossa contro l’Ufficio del Commercio della Corea del Nord, basandosi sull’immunità degli stati stranieri.Articolo 6 § 1 (diritto di accesso alla giustizia)
Articolo 1 del Protocollo n ° 1 (protezione
della proprietà)
Resto irricevibile
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - l'accesso alla giustizia)
Danno patrimoniale - domanda respinta
Salakhov and Islyamova v. Ukraine28005/082Linar Salakhov, cittadino ucraino, è arrestato per il furto di un cellulare. Dopo una prima detenzione cautelare, Mr. Salakhov è condannato ad una multa ma rilasciato solo 2 settimane dopo: abbandonato il carcere, trascorrono solo pochi giorni e Mr. Salakhov decede per le sue gravi condizioni di salute, essendo malato di AIDS. Oggi la madre - che prosegue il ricorso avviato dal figlio - lamenta le pessime condizioni detentive, e soprattutto cure mediche inadeguate, ritardi nel procedere al ricovero e la costrizione per il figlio, anche in ospedale, a rimanere ammanettato. Inoltre l’Ucraina avrebbe violato l’ordine – tramite misura cautelare adottata dalla Corte di Strasburgo - di trasferire immediatamente Mr. Salakhov in un ospedale, perché ricevesse le cure adeguate alle sue condizioni di salute.
Articolo 2
(Diritto alla vita)
Articolo 3 (divieto della tortura e dei trattamenti inumani o degradanti)
Articolo 34 (diritto di ricorso individuale)
Resto irricevibile
Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 2 - Diritto alla vita (art. 2-1 - Vita) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 34 - Ricorsi individuali (Articolo 34 - ostacolo all'esercizio del diritto di petizione)
Danno non patrimoniale - aggiudicato
Ripetitive cases
Asmayev v. Russia44142/053I ricorrenti lamentano l’indebito annullamento di sede di revisione delle sentenze pronunciate in loro favore.Articolo 6 § 1 (diritto ad un equo processo)
Articolo 1 del Protocollo n ° 1 (protezione della proprietà)
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - l'accesso alla giustizia)
Violazione dell'Articolo 1 del Protocollo n ° 1 - La protezione della proprietà (Articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 - Pacifico godimento dei beni)
Yemelyanovy and Others v. Russia21264/07, 43829/08 , 60248/08 , 1816/09 ,
5416/09 , 5701/09 , 6508/09, 8405/09, 10909/09, 12060/09, 13103/09, 15963/09,
19404/09 , 21141/09 , 21989/09 , 23370/09 , 23527/09 , 25767/09 , 25915/09 , 25943/09 ,
25945/09 , 29651/09 , 38969/09 , 41432/09 , 42663/09 , 46508/09 , 46648/09 , 49456/09 , 58976/09
3I ricorrenti contestano la decisione dei giudici russi di non concedere l’indennità richiesta ai minatori che sono rimasti rnchiusi nel bacino carbonifero di Kizel.Articolo 6 § 1 (diritto ad un equo processo)
Articolo 1 del Protocollo n ° 1 (protezione della proprietà)
Articolo 13 (diritto ad un rimedio efficace)
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Casi di eccessiva durata di procedimenti non penali
X-Code Lyseis Pliroforikis A.E. v. Greece57628/093Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedura civile
Articolo 6-1 - Termine ragionevole)

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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