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Corso di perfezionamento sul contenzioso davanti alla Corte Europea

L’Università degli Studi di Milano organizza col patrocinio del Consiglio degli Avvocati di Milano un corso dal titolo “Il contenzioso dinanzi alle Corti europee: la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”, che si terrà tra il 12 Aprile e il 31 Maggio presso le aule della Facoltà di Giurisprudenza milanese. L’iniziativa si propone di fornire ai giuristi il quadro completo e approfondito del funzionamento del contenzioso davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: si va dal significato giuridico delle pronunce della Corte, dalle prospettive di concreta efficacia e applicabilità sui paesi firmatari, al procedimento di produzione di quelle sentenze e in quelle, dell’apporto fornito dal singolo avvocato. Una guida per approcciarsi al Sistema CEDU in maniera scientifica e al contempo pratica, e scoprirne le opportunità e le prospettive.

Corte EduGià a leggere alcuni dei nomi dei relatori, si anticipa la ricchezza dei contenuti del corso: parteciperanno l’attuale giudice italiano presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Dott. Guido Raimondi, nonché il suo predecessore,  il Dott. Vladimiro Zagrebelsky, i quali dal 2001 ad oggi hanno partecipato e deciso tutti i ricorsi che hanno coinvolto – e spessissimo condannato – l’Italia per violazione dei diritti contenuti nella CEDU; ma parteciperanno anche il noto costituzionalista Dott. Valerio Onida, nonché molti altri studiosi, operatori giuridici e cultori della materia, come l’Avv.ssa Antonella Mascia, i cui contributi abbiamo il piacere di riproporre sulla nostra homepage.

L’iniziativa ci pare estremamente interessante e molto appetibile: grazie alle nuove prospettive di recezione del diritto internazionale fornite dall’articolo 117 della nostra Costituzione, la Convenzione Europea rectius la giurisprudenza CEDU – ormai è divenuto una componente essenziale e decisiva dell’ordinamento giuridico italiano. La CEDU fornisce una rastrelliera di argomenti giudici che, assurgendo a valori della cultura europea (e anche dell’Unione Europea: vedi articolo 6 del TUE) , condizionano notevolmente le decisioni dei nostri giudici, nonché l’operato di un po’ tutti gli operatori giuridici. O almeno così dovrebbe essere.

Senza spingerci a quelle immediata efficacia che certi giudici amministrativi (Sent. Consiglio di Stato n. 1220 del 2010 e Sent. TAR Lazio n. 11984 del 2010) avevano coraggiosamente sostenuto, di certo la CEDU è un nuovo e peculiare attore del nostro ordinamento: la Corte di Strasburgo decide, alla luce della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e dei relativi protocolli, ogni settimana molti casi (qui la rassegna aggiornata) , e articola valori generali in precetti molto pratici e immediati, che se corroborati dalla giusta casistica giurisprudenziale non hanno nulla da invidiare alle pronunce dei nostri giuridici nazionali. Anzi. Per i giudici italiani lo stare decisis non esiste: il precedente è un grillo che sussurra alle coscienze: niente di più. Qualunque giudice, con un po’ di coraggio, può far Giurisprudenza e ignorare tutti i precedenti. Ma con la CEDU è diverso: quant’è vincolante una decisione assunta dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo? Potremmo dire, senza difficoltà, che quel trattato firmato a Roma nel 1950 ha portato in un paese come il nostro – che abbandonato lo ius comune è entrato secoli fa, grazie al filone codicistico, in un sistema di Civil Law – un preziosissimo e imprescindibile elemento di Common Law. E allora, conoscendo la forza giudica di quelle pronunce, che valgono più della nostra legge, perché non farne uso?

Quindi una iniziativa che come operatori dell’informazione nel settore della tutela CEDU dei diritti umani, ci sentiamo di consigliare fortemente, nonostante siamo i primi, in quanto studenti, a soffrire dell’esclusione “da bando” da questa iniziativa, per noi affatto accessibile.

Per approfondire:

Corso di perfezionamento in “Il Contenzioso dinanzi alle Corti Europee: La Corte Europea Dei Diritti Dell’uomo” da Diritti Fondamentali, quale tutela?

Il contenzioso dinanzi alle Corti europee: la Corte europea dei diritti dell’uomo da Università degli Studi di Milano.

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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