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Un 2012 straordinario per la Corte di Strasburgo. Tutti i dati sono positivi

Si è aperto lo scorso 24 Gennaio 2013 il nuovo anno giudiziario della Corte Europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo. Davanti ad un pubblico molto vasto, che ha visto anche la presenza delle delegazioni dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa e del Corpo Diplomatico di Strasburgo, il presidente della Corte, Dean  Spielmann ha descritto l’anno appena trascorso come un anno eccezionale per i lavori della Corte.

corte strasburgo

La Corte in questi anni ha assunto progressivamente un importante ruolo di guida e stimolo per le autorità nazionali nella tutela dei diritti fondamentali dell’uomo, con particolare attenzione alle nuove forme di protezione di tali diritti,  sempre più esposti e minacciati dalla crisi economica che ha coinvolto l’Europa. Proprio su questo tema si è tenuto uno specifico seminario.

All’inizio del 2012 i giudizi pendenti erano più di 150.000, mentre ad oggi i giudizi pendenti si attestano intorno ai 128.000, con una riduzione quindi del 16%.
I risultati di questo successo sono dovuti all’applicazione dei nuovi metodi di lavoro disciplinati dalla procedura contenuta all’interno del Protocollo 14, e in particolare allo sfruttamento ottimale del “filtro” del giudice unico per l’accesso al giudizio della Corte. Questo meccanismo consente di presentare ad un giudice unico un ricorso individuale, demandando ad esso la funzione di dichiarare irricevibile (o cancellare dal ruolo) ogni ricorso qualora il ricorrente non dimostri di aver subito un “pregiudizio importante”. Da queste considerazioni si è percepito un certo ottimismo nell’ avere in futuro, in fase di giudizio, sempre meno casi di ricorsi inammissibili davanti la Corte di Strasburgo.

Altre considerazioni sono state fatte in merito all’importante Conferenza di Brighton tenutasi ad Aprile 2012; in quell’occasione gli Stati membri del consiglio d’Europa avevano riaffermato il loro impegno a garantire maggiormente il rispetto dei diritti contenuti nella carta Cedu e in prospettiva si stanno studiando altri due protocolli per rendere maggiormente operativi questi impegni assunti.
Infine nella finale pubblicazione statistica in merito alle attività svolte nell’anno 2012 si sono mostrate le violazioni accertate per ogni singolo paese. Il non felice primato è spettato alla Russia (122 sentenze), seguita dalla Turchia (117), Romania (70), Ucraina (69), Bulgaria (58), Polonia (56) e Grecia (52). Inoltre, al 31 dicembre 2012 il maggior numero di casi pendenti riguardavano la Russia (22,3%), la Turchia (13,2%), Italia (11,1%) e l’Ucraina (8,2%).

Per approfondire:

Annual Report 2012  (.pdf)

Analysis of statistic 2012 (.pdf)

 

About Luca Gulino

Nato a Ragusa, dopo il Liceo Scientifico ho deciso di lasciare la mia città iscrivendomi al corso di Giurisprudenza presso la sede di Piacenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Qui, grazie alle nozioni apprese e a quelle amicizie che poi si sono trasformate in gruppo di lavoro, è nata la mia collaborazione e l'ingresso nella Redazione di GZero.

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