Home / In evidenza / Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 17/01/2013

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 17/01/2013

Giovedì 17 Gennaio 2013

Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Giovedì 17 Gennaio 2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level ;
  • Descrizione  : una breve esposizione dei fatti del caso, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Petitum  : le richieste dei ricorrenti, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo, come risultante dalla sentenza pubblicata dalla Corte.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte EDU: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_EN e  http://hudoc.echr.coe.int .

 

Case
of –

N.ricorso

I.L.

Descrizione

Petitum

Dispositivo

Chabrowski
v. Ukraine

no. 61680/10

3

Dariusz Chabrowski, cittadino polacco, accusa la giustizia ucraina di una serie di insuccessi: nonostante fosse imposto da una sentenza il ritorno di suo figlio in Polonia, tale decisione non è mai stata realmente attuata.

Articolo 8
(diritto al rispetto della vita privata e familiare 
e della casa)

Articolo 6 §
1 (diritto ad un equo processo entro un termine ragionevole)

Violazione dell’Articolo 8
– Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 – Il rispetto
della vita familiare)

Karabet
and Others v. Ukraine

nos. 38906/07,

52025/07

2

I ricorrenti sono 18 cittadini ucraini, detenuti presso la
prigione di Izyaslav. Qui promuovono uno sciopero della fame fino ad una violenta reazione dell’autorità carcerarie: lamentano infatti che nel gennaio
del 2007 pubblici ufficiali mascherati li hanno picchiati fino a far perdere ad alcuni conoscenza, che ammanettati sono stati obbligati a svestirsi e ad assumere pose umilianti; infine denunciano di essere stati privati di assistenza sanitaria, di cibo e acqua adeguati nonché di essere stati sottoposti a basse temperature senza alcun indumento a riscaldarli.

Articolo 3
(divieto di tortura e di inumani o degradanti 
trattamento)

Articolo 13
(diritto ad un ricorso effettivo)

Articolo 1 del Protocollo n ° 1 (protezione della proprietà)

Obiezione preliminare unito al merito e respinta (art. 35-1 – Esaurimento dei ricorsi
interni)

Resto inammissibile (art. 35-3 – ratione personae)

Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – la tortura) (aspetto sostanziale)

Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – L’effettivo accertamento) (aspetto procedurale)

Violazione dell’Articolo 1 del Protocollo n ° 1 – La protezione della proprietà (Articolo 1, comma
1 del Protocollo n ° 1 – Pacifico godimento dei beni)

Danno non patrimoniale – aggiudicato

Mosendz
v. Ukraine

no. 52013/08

3

Tetyana Mosendz, cittadina ucraina, vive la tragedia della morte del figlio come un mistero irrisolto: il figlio si sarebbe suicidato durante lo svolgimento della leva obbligatoria, ma la
madre, conoscendo i  maltrattamenti che il figlio subiva dal suo sergente, crede in una responsabilità del militare nell’accaduto. Lamenta indagini
insufficienti e inadeguate nella ricerca della verità e l’impossibilità di agire in sede civile per un conflitto di competenze tra il giudice civile e
quello amministrativo.

Articolo 2
(diritto alla vita)

Articolo 3
(divieto di trattamenti inumani o degradanti)

Articolo 13
(diritto ad un ricorso effettivo)

 

Violazione dell’Articolo 2
– Diritto alla vita (Articolo 2 – obblighi positivi; 
Articolo 2-1 – Vita) (aspetto sostanziale)

Violazione dell’Articolo 2 – Diritto alla vita (art. 2-1 – L’effettivo accertamento) (aspetto procedurale)

Violazione dell’Articolo 13 – Diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 – ricorso effettivo)

Sizarev
v. Ukraine

no. 17116/04

3

Konstantin Sizarev, cittadino ucraino, è stato detenuto nel centro di detenzione temporanea di Yevpatoriya. Lamenta, oltre
alla lunghezza e a varie irregolarità connesse ai procedimenti giurisdizionali, di essere stato malmenato da un altro detenuto, senza che le autorità carcerarie intervenissero prima o svolgessero poi efficaci indagini, e di aver ricevuto cure mediche inadeguate durante la sua permanenza – sempre con le manette ai polsi – in una struttura ospedaliera.

Articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o
degradanti)

Articolo 5 § 1, 3 e 4 (diritto alla libertà e
alla sicurezza / diritto ad un 
processo entro un termine ragionevole / diritto ad impugnare la legittimità del provvedimento di custodia cautelare)

Articolo 6 § 1, 3 (b) e (c) (diritto ad un
processo equo

/ Diritto al tempo alle facilitazioni necessari per preparare la
propria difesa / diritto all’assistenza legale)

Violazione dell’Articolo 3
– Divieto della tortura (art. 3 – trattamento degradante

Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)

Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – trattamento degradante; Trattamenti inumani; Obblighi positivi) (aspetto sostanziale)

Violazione dell’Articolo 3 – Divieto
della tortura (art. 3 – L’effettivo accertamento) (aspetto procedurale)

Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – trattamento degradante; Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)

Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 – La privazione della libertà)

Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-3 – Ragionevolezza di custodia cautelare)

Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-4 – rapidità del controllo giurisdizionale)

Slyusar
v. Ukraine

no. 39797/05

2

Yuriy Slyusar, cittadino ucraino, accusa la ex-moglie e il figlio del fratello gemello della sua scomparsa – e forse anche
del suo omicidio. Lamenta indagini inefficaci da parte dell’autorità di polizia, e in particolare che il suo caso, ancora pendente, sarebbe stato
affidato nel tempo a ben 16 ufficiali inquirenti diversi.

Articolo 2
(Diritto alla vita)

Articolo 6
(diritto ad un equo processo entro un termine ragionevole)

Articolo 8
(diritto al rispetto della 
vita privata e familiare)

Articolo 13
(diritto ad un ricorso effettivo)

Violazione dell’Articolo 2
– Diritto alla vita (art. 2-1 – L’effettivo accertamento) (aspetto
procedurale)

Ripetitive cases

Robota
and Others v. Ukraine

no. 7158/04 e altri 88 ricorsi

3

 

 

Violazione dell’Articolo 6
– Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; 
Articolo 6-1 – DIFESA)

Violazione dell’Articolo 1 del Protocollo n ° 1 – La protezione della proprietà (Articolo 1, comma
1 del Protocollo n ° 1 – Pacifico godimento dei beni)

Violazione dell’Articolo 13 – Diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 – ricorso effettivo)

Varava
and Others v. Ukraine

no. 12405/06 e altri 118 ricorsi

3

 

 

Violazione dell’Articolo 6
– Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; A
rticolo 6-1 – l’accesso alla giustizia)

Violazione dell’Articolo 1 del Protocollo n ° 1 – La protezione della proprietà (Articolo 1, comma
1 del Protocollo n ° 1 – Pacifico godimento dei beni)

Violazione dell’Articolo 13 – Diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 – ricorso effettivo)

 

 

 

 

 

 

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

Scroll To Top