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L’ Oppressione popolare del Governo della Cambogia attraverso i giudici

In Cambogia la situazione giudiziaria è entrata nel mirino della comunità internazionale: in migliaia gridano ad alta voce da molti alla mancanza di giustizia e alla violazione palese di diritti umani da parte del Governo in carica. Ad oggi però le cose non sembrano muoversi verso una prospettiva migliore.

 

Come da ultime notizie infatti, si evince che non c’è nessuna vergogna da parte del Governo a utilizzare le corti e i tribunali come mezzo di oppressione popolare, soprattutto nei confronti di quei soggetti che si oppongono in maniera pacifica al Regime in carica.

Sembra molto strano a dirsi, ma i fatti molte volte dicono più di tante parole.

I “fatti”:

In due processi penali avvenuti nella giurisdizione della città di Phnom Penh si dimostra che il Governo ha utilizzato in maniera abusiva il sistema giudiziario per minare certi diritti e sopprimere il dissenso popolare: più precisamente le organizzazioni internazionali si riferiscono al caso di Born Samnang e Sok Sam Oeun, entrambi condannati a 20 anni di reclusione in un tumultuoso processo per aver ucciso il leader del “Partito dei lavoratoriChea Vichea; nonché nel caso dell’attivista politico Orm Bopha che sta scontando una condanna a tre anni coi propri familiari per le loro motivazioni politiche e per aver organizzato delle campagne, pacifiche si intende, per la riduzione e modificazione del loro territorio.
Nel processo Samnang e Oeun spicca manifesta ingiustizia: al momento in cui furono arrestati dalla polizia locale nel 2004 per l’omicidio, il popolo ha subito percepito che entrambi sono stati usati come esche, come se non fossero stati loro i veri assassini.

Tutto ciò emerge chiaramente, come riporta Human Rights Watch, dal fatto che il giudice di primo grado Hing Thirith ha dato un ordine di scarcerazione a favore di questi due soggetti, poiché non sussistevano prove a loro sfavore; tre giorni dopo la Corte Suprema di Cassazione, massimo organo giudiziario della Cambogia, ha rimosso il giudice Thirith dal suo incarico.

“Focus” Un processo ingiusto:

Ci interessa ora vedere più da vicino gli sviluppi dei due processi.

 

Per quanto riguarda l’ omicidio del leader Chea Vichea.

Nell’ Agosto del 2005 avviene la condanna a 20 anni di reclusione a discapito del disappunto della comunità internazionale. Inutili i tentativi successivi col ricorso alla Corte d’ Appello per provare la loro innocenza: ciò a discapito tra l’altro di numerose testimonianze che provano l’esclusione dal caso degli imputati, nonché delle deduzioni del procuratore a sostegno dei loro “alibi”.

Rilevante riportare le gravi sanzioni che la comunità internazionale ha inflitto alla Cambogia, sia pecuniarie che interdittive.

Il governo però non ha fatto una piega come si suol dire.
Nel pronunciarsi sulla sentenza della Corte d’ Appello, la Corte Suprema nel 2008 ha rilasciato Samnang e Oeun, anche se la Corte d’ Appello ha provato a riprendere il caso con un ‘ audizione di 3 ore in cui sosteneva la loro colpevolezza per la testimonianza volontaria fatta durante il processo da Samnang.

Per ultimo, il fratello di Chea Vichea ha rilasciato una dichiarazione fuori dalle aule dei tribunali dicendo che non crede nel sistema giudiziario del suo paese, soprattutto per il tentativo della Corte d’ Appello di trovare la verità e fare giustizia sulla morte di suo fratello.
Per quanto riguarda il caso della reclusione della famiglia Yorm.

La signora Bohpa viene arrestata nel Settembre di quest’anno assieme al marito: entrambi sono stati accusati di aver assalito un uomo durante una pacifica manifestazione organizzata da loro; interessante è la velocità della pronuncia del tribunale e la condanna in prima udienza a tre anni di reclusione.

Non contenti di ciò, successivamente vengono presi e assorbiti nella causa anche i fratelli della signora Yorm Bohpa e presto condannati anche loro. Sfortunatamente per la corte, questi riescono a lasciare il paese in tempo e scampare alla condanna.

Conclusioni:

Oltre a questi particolari e “freschi” casi giudiziari, la Cambogia presenta una situazione alquanto originale: il Governo e di conseguenza il Primo Ministro sono in carica da ben 27 anni, buona parte dei magistrati e giudici delle svariate corti fanno parte delle alte schiere del partito di maggioranza, nonché il Presidente della Corte Suprema di Cassazione è uno di quelli che contano nel partito.

Anche uno stolto si renderebbe conto che qualcosa non va all’interno del sistema.

Per lasciarci ad un’ultima prelibatezza, la Human Rights Watch ha fatto un “report” sostanzioso nel mese scorso, in cui ha dismostrato l’impunità giudiziale di ben 300 imputati tutti legati, chi più chi meno, al partito di maggioranza.

Altrettanto provata l’impunità degli omicidi di leader di svariati movimenti di opposizione che si sono susseguiti negli ultimi 20 anni, come nel caso di Chut Wutty per esempio.

Perciò italiani, non lamentatevi di gamba (mezza) sana: c’è sempre chi sta peggio!

 

Link per approfondire:

http://www.cchrcambodia.org/

http://www.amnesty.org/en/region/cambodia

 

About Amedeo Marchelli

Law Student. Love foreign languages. Searching the cure of mankind.

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