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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 18/12/2012

Martedì 18 Dicembre 2012

Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 18 Dicembre 2012, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level ;
  • Descrizione  : una breve esposizione dei fatti del caso, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Petitum  : le richieste dei ricorrenti, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo, come risultante dalla sentenza pubblicata dalla Corte.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte EDU: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_EN e  http://hudoc.echr.coe.int .

 

Case of –

N.ricorso

I.L.

Descrizione

Petitum

Dispositivo

Meirelles
v. Bulgaria

no. 66203/10

3

Ivana Meirelles, cittadina brasiliana, vive in Bulgaria col compagno, cittadino bulgaro, e insieme hanno un figlio. Nel 2009
un provvedimento giudiziale la allontana dalla casa familiare, per accuse di violenze domestiche. Lei, al contrario, afferma di averle subite, e non perpetrate, quelle violenze, da parte del marito e della sua famiglia. Oggi lamenta la lentezza della giustizia bulgara – soprattutto nell’esaminare la
sua domanda di incontrare il figlio – e l’inefficacia del provvedimento che le consentiva di visitarlo, non rispettato dal padre che le impediva qualunque visita.

Articolo 8 (Diritto al rispetto della vita privata e familiare)

Violazione dell’Articolo 8 – Diritto al rispetto della vita privata e familiare (Articolo
8
– obblighi positivi; Articolo 8-1 – Il rispetto della vita
familiare)

Kudra
v. Croatia

no. 13904/07

3

I ricorrenti, Stjepan, Ruža, Josip e Ivana Kudra, tutti cittadini croati, sono i genitori e il fratello di Ivan Kundra. Ivan ha subito un trauma cranico mentre giocava presso un cantiere ed è morto
in ospedale. I ricorrenti  lamentano l’incapacità delle autorità nazionali di accertare le responsabilità della morte di Ivan – parlano di negligenza medica nell’ospedale – e di svolgere in tempi ragionevoli il processo civile contro la società di costruzioni.

Articolo 2
(diritto alla vita)

Articolo 6 §
1 (diritto ad un equo processo entro un termine ragionevole)

Articolo 8

(Diritto al rispetto della vita privata e
familiare)

Articolo 13 (diritto
ad un ricorso effettivo)

Violazione dell’Articolo 2 – Diritto alla vita (Articolo 2 – obblighi
positivi) (aspetto procedurale)

Baisuev
and Anzorov v. Georgia

no. 39804/04

3

Adam Baisuev e Rustam Anzorov, cittadini russi
di origine cecena, risiedevano in Georgia come rifugiati. In quanto ceceni, durante una vasta operazione di polizia, sono detenuti per 3 ore, senza
nessuna comunicazione circa i motivi. Lamentano una detenzione illegittima e
l’assenza di uno strumento interno per contestare la legittimità di quella detenzione,

Articolo 5 §
§ 1, 2 e 4 (diritto alla libertà e alla sicurezza)

Articolo 6 §
1 (diritto ad un equo

prova)

Articolo 13
(diritto ad un ricorso effettivo)

Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 – La
privazione della libertà)

Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-2 –
Informazioni a pagamento)

Dvalishvili
v. Georgia

no. 19634/07

3

Revaz Dvalishvili, cittadino georgiano, è condannato per violazione dell’ordine pubblico. Lamenta l’estorsione di una confessione – l’aggressione ad un tassista – da parte di tre
poliziotti, presso la stazione di polizia, l’inefficacia delle indagini
dell’autorità sull’episodio e un procedimento penale iniquo.

Articolo 3
(divieto di tortura e di

trattamenti inumani o degradanti)

Articolo 6 §
1 (diritto ad un processo equo)

Articolo 13
(diritto ad un ricorso effettivo)

Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – trattamento degradante

Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)

Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – L’effettivo
accertamento) (aspetto procedurale)

Jeladze
v. Georgia

no. 1871/08

3

Genadi Jeladze, cittadino georgiano, è condannato per omicidio e detenuto presso la prigione n.6 di Rustavi. Qui è
infettato da Epatite C. Lamenta una responsabilità dell’autorità
nell’infezione, cure mediche inadeguate, oltre a violazioni connesse al procedimento penale – illegittimità della detenzione cautelare e irregolarità formali del processo.

Articolo 3
(divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti)

Articolo 5
​​§ § 1 e 3 (diritto alla libertà e alla sicurezza)

Articolo 6 §
1 (diritto ad un equo processo)

 

Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – trattamento degradante; Trattamenti
inumani)

Preziosi
v. Italy

no. 67125/01

3

Con sentenza del 2005, la Corte EDU aveva riconosciuto le ragioni dei ricorrenti nel denunciare una espropriazione de facto sui propri terreni, senza provvedimento legittimo né equa compensazione, ma si era riservata di pronunciarsi eventualmente, in un secondo momento, sulla soddisfazione. Oggi l’Italia, morto uno dei ricorrenti il giorno prima della pronuncia del 2005 e dato il disinteresse degli eredi alla tutela
prestata dalla CEDU, chiede la revisione della sentenza.

Articolo 1
del Protocollo n ° 1 (protezione della proprietà)

Articolo 41

(Equa soddisfazione)

Cancellato dalla lista

Čuprakovs
v. Latvia

no. 8543/04

3

Aleksejs Čuprakovs, cittadino lettone, è stato detenuto presso l’ospedale carcerario di Riga per 6 mesi, perché affetto da tubercolosi polmonare. Lamenta sovraffollamento, illuminazione inadeguata, correnti d’aria nella cella, tra l’altro poco riscaldata, e un trattamento sanitario inadeguato. Inoltre denuncia una guardia carceraria di avergli
controllato la posta, leggendo una lettera proveniente dalla CEDU.

Articolo 3
(divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti)
Articolo 8 (diritto
al

rispetto della vita privata e familiare e della
casa)

Articolo 34
(diritto di petizione)

 

Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – trattamento degradante

Trattamenti inumani)

Violazione dell’Articolo 34 – Ricorsi individuali (Articolo 34 – ostacolare
l’esercizio del diritto di petizione)

G.B.
and R.B. v. the Republic of Moldova

no. 16761/09

3

G.B. e R.B., marito e moglie, cittadini moldavi, hanno un figlio nel 2000. L’ostetrico rimuove, senza il consenso della sign.R.B., le ovaie e le tube di Falloppio dal suo corpo: ciò le provocherà una menopausa precoce – all’età di 31 anni – depressione e osteoporosi. Agiscono contro l’ostetrico ma, se da un lato i tribunali nazionali riconoscono la negligenza medica, dall’altro nel processo penale assolvano l’ostetrico e in quello civile fissano 600 euro di risarcimento.
Oggi lamentano una sterilizzazione illegittima e una compensazione inadeguata.

Articolo 8
(diritto al rispetto della vita privata e familiare)

Violazione dell’Articolo 8 – Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art.
8-1 – Il rispetto della vita privata)

Gasanov
v. the Republic of Moldova

no. 39441/09

3

Zeinal Gasanov, cittadino georgiano, è condannato per frode e Violazione dell’proprietà privata. Lamenta di essere stato sottoposto, durante le indagini, a violenze da parte della
polizia – e fra queste di aver perso conoscenza dopo un colpo in testa, con un oggetto contundente – al fine di estorcergli una confessione; nonché a
indagini interne sull’episodio inefficaci.

Articolo 3
(divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti)

Articolo 13 (diritto ad un ricorso
effettivo)

 

Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – trattamento degradante

Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)

Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – L’effettivo
accertamento) (aspetto procedurale)

Aslakhanova
and Others v. Russia

nos. 2944/06, 8300/07, 50184/07, 332/08, 42509/10

2

I 16 ricorrenti sono tutti cittadini russi di origine cecena. Tra il 2002 e il 2004, nel distretto di Grozny  sono stati rapiti 8 loro parenti, tutti uomini: questi, con modalità simili ad operazioni militari, sono stati prelevati nelle proprie case o per strada da uomini mascherati e armati. Ad oggi qualunque indagine sulla loro scomparsa è
stata inutile, confermando – affermano i ricorrenti – una sistematica violazione del diritto CEDU all’atto delle indagini dell’autorità russe.

Articolo 2
(diritto alla vita)

Articolo 3
(divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti)

Articolo 5
(diritto alla libertà e alla sicurezza)

Articolo 46
(forza vincolante delle sentenze della Corte)

Violazione dell’Articolo 2 – Diritto alla vita (art. 2-1 – Vita) (aspetto
sostanziale)

Violazione dell’Articolo 2 – Diritto alla vita (art. 2-1 – L’effettivo accertamento)
(aspetto procedurale)

Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – trattamento degradante

Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)

Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – trattamento degradante

Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)

Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – L’effettivo
accertamento) (aspetto procedurale)

Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 –
Sicurezza della persona)

Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 –
Sicurezza della persona)

Violazione dell’Articolo 13 – Diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 – ricorso
effettivo)

Sopin
v. Russia

no. 57319/10

Aleksandr Sopin, cittadino russo, è accusato di truffa aggravata e sottoposto a custodia cautelare dal 2010 al 2011, con continue proroghe. Lamenta un lunghezza eccessiva della detenzione cautelare, insieme all’assenza di ragioni che legittimassero la sua proroga.

Articolo 5 §
3 (diritto alla libertà e

sicurezza)

Nessuna Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-3 –
Lunghezza della custodia cautelare)

B.Z.
v. Sweden

no. 74352/11

3

B.Z., cittadino etiope, raggiunge la Svezia nel 2006 e chiede asilo: in patria infatti era stato detenuto e sottoposto a violenti interrogatori per fornire informazioni circa i suoi figli, disertori dal servizio militare. Tuttavia nel 2011 la sua domanda è respinta e lui espulso in Etiopia.

Articolo 2,

(Diritto alla vita)

Articolo 3
(divieto di tortura e di inumani o degradanti

trattamento)

Cancellato dalla lista (Articolo 37-1-c
– Continua zione dell’esame non giustificata)

F.N.
and Others v. Sweden

no. 28774/09

3

I ricorrenti sono una famiglia uzbeka, il sign. F.N., sua moglie e i loro due figli minorenni. Giungono in Svezia nel 2005 e vi chiedono asilo: in particolare, il sign. F.N. sarebbe stato torturato in
patria per aver partecipato ad una manifestazione. Nel 2009 l’autorità per l’immigrazione svedese rigetta la loro domanda. Oggi lamentano che, una eventuale espulsione, li esporrebbe tutti a persecuzioni, violenze e torture in Uzbekistan e comprometterebbe le condizioni di salute, già precarie, di uno dei loro figli.

Articolo 3
(divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti)

Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – trattamento degradante

Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
(Condizionale)

P.Z.
and Others v. Sweden

no. 68194/10

3

P.Z. e I suoi due figli, tutti cittadini
afgani, fanno richiesta di asilo in Svezia, per ricongiungersi con gli altri componenti della famiglia già emigrati: dichiarano infatti che i Afganistan sarebbero sottoposti a rappresaglie da parte dei Talebani. Tuttavia la loro richiesta viene rigettata e oggi rischiano l’espulsione.

Articolo 3
(divieto di tortura e di

di trattamenti inumani o degradanti)

Cancellato dalla lista (Articolo 37-1-c –
Continuazione dell’esame non giustificata)

Ahmet
Yıldırım v. Turkey

no. 3111/10

2

Ahmet Yıldırım, cittadino turco,
pubblica sul suo blog le proprie opinioni e il proprio lavoro accademico. Sul suo server è ospitato un altro sito, contro il quale è promossa azione penale per vilipendio alla figura di Atatürk. Come misura preventiva è bloccato il solo sito esterno, ma successivamente è impedito l’accesso a tutti i siti del servere, – e quindi anche al sito di Yıldırım – perché unico modo per impedire l’accesso al sito incriminato. Oggi Yıldırım lamenta l’impossibilità di accedere al suo sito pur non essendo coinvolto, ad alcun titolo, nel procedimento penale contro il sito estero.

Articolo 10
(libertà di espressione)

Violazione dell’Articolo 10 – Libertà di espressione – {Generale} (Articolo 10-1
-Libertà di espressione; Libertà di comunicare informazioni; La libertà di
ricevere informazioni)

Danno non patrimoniale – aggiudicato

Taşarsu
v. Turkey

no. 14958/07

3

Hacer Taşarsu, cittadina turca, partecipa ad una manifestazione: al momento di fare una dichiarazione alla stampa, vietata dalla polizia, davanti alla sede locale del partito pro-curdo DTP, è arrestata. Lamenta maltrattamenti ed indagini inefficaci sui medesimi.

Articolo 3
(divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti)

Articolo 13
(diritto

ad un ricorso effettivo)

Nessuna Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – trattamento degradante; Trattamenti
inumani) (aspetto sostanziale)

Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – L’effettivo
accertamento) (aspetto procedurale)

Ripetitive cases

Andreyeva
v. Azerbaijan

no. 19276/08

3

I ricorrenti dei tre ricorsi sono tutti
proprietari o possessori di immobili siti nelle regioni occupate
dall’esercito armeno e utilizzati abusivamente dagli sfollati. Lamentano la mancata esecuzione dei provvedimenti giudiziari che stabilivano lo sgombero
dei locali.

Articolo 6 §
1 (diritto ad un equa

udienza entro un termine ragionevole)

Articolo 1
del Protocollo n ° 1 (protezione della proprietà) [No per
Gurbanova v. Azerbaijan]

Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – procedimenti di
esecuzione

Articolo 6-1
– Termine ragionevole)

Violazione dell’Articolo 1 del Protocollo n ° 1 – La protezione della proprietà (Articolo
1
, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Pacifico godimento dei beni)

Gurbanova
v. Azerbaijan

no. 18005/08

3

Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile

Articolo 6-1
– Termine ragionevole)

Yusifova
v. Azerbaijan

no. 25315/08

3

Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo
6
-1 – l’accesso alla giustizia)

Violazione dell’Articolo 1 del Protocollo n ° 1 – La protezione della proprietà (Articolo
1
, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Pacifico godimento dei beni)

Heydarova
v. Azerbaijan

no. 59005/08

3

Il ricorrente, proprietario di un terreno, lamenta la mancata esecuzione di un provvedimento che definiva i confini del
suo terreno.

Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo
6
-1 – l’accesso alla giustizia)

Violazione dell’Articolo 1 del Protocollo n ° 1 – La protezione della proprietà (Articolo
1
, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Pacifico godimento dei beni)

Vuldzhev
v. Bulgaria

no. 6113/08

3

Il ricorrente, detenuto, lamenta il controllo della corrispondenza coi suoi avvocati ad opera delle autorità carcerarie.

Articolo 8
(diritto al rispetto della

vita privata e familiare)

 

Violazione dell’Articolo 8 – Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art.
8-1 – Rispetto per la corrispondenza)

Chillemi
v. Italy

no. 70800/01

3

I ricorrenti dei 5 ricorsi, proprietari di terreni espropriati dall’autorità amministrativa, lamentano espropriazioni illegittime, procedimenti civili irragionevolmente lunghi e un risarcimento, ex Legge Pinto, per tali ritardi inferiore rispetto a quello dovuto secondo la Giurisprudenza CEDU.

Articolo 6 §
1 (diritto ad un equo processo entro un termine ragionevole)

Articolo 1
del Protocollo n ° 1 (protezione della proprietà)

Violazione dell’Articolo 1 del Protocollo n ° 1 – La protezione della proprietà (Articolo
1
, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Pacifico godimento dei beni)

Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo
6
-1 – Termine ragionevole)

de
Gregorio v. Italy

no. 24294/03

3

Violazione dell’Articolo 1 del Protocollo n ° 1 – La protezione della proprietà (Articolo
1
, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Pacifico godimento dei beni)

Maselli
v. Italy

no. 24887/03

3

Violazione dell’Articolo 1 del Protocollo n ° 1 – La protezione della proprietà (Articolo
1
, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Pacifico godimento dei beni)

Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo
6
-1 – Termine ragionevole)

Scala
v. Italy

no. 70818/01

3

Violazione dell’Articolo 1 del Protocollo n ° 1 – La protezione della proprietà (Articolo
1
, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Pacifico godimento dei beni)

Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo
6
-1 – Termine ragionevole)

Uguccioni
v. Italy

no. 62984/00

3

Violazione dell’Articolo 1 del Protocollo n ° 1 – La protezione della proprietà (Articolo
1
, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Pacifico godimento dei beni)

Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo
6
-1 – Termine ragionevole)

Collarile
and Thirteen Other Applications v. Italy

nos. 10652/02, 21532/05,

37211/05, 6723/06, 12373/06, 13553/06, 23446/06, 28978/06,
29698/06, 29699/06,

29704/06, 23003/06, 25473/06, 29693/06

 

I ricorrenti, sottoposti a procedura
fallimentare, lamentano come illegittimo l’inserimento dei loro nominativi all’interno nel registro dei falliti senza poter accedere alla riabilitazione trascorsi cinque anni dalla dichiarazione del fallimento

Articolo 6 §
1 (diritto ad un equo processo)

Articolo 8
(diritto al rispetto della

vita privata e familiare)

Articolo 13
(diritto ad un ricorso effettivo)

 

Violazione dell’Articolo 8 – Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art.
8-1 – Il rispetto della vita privata)

Violazione dell’Articolo 8 – Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art.
8-1 – Rispetto per la corrispondenza)

Violazione dell’Articolo 1 del Protocollo n ° 1 – La protezione della proprietà (Articolo
1
, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Pacifico godimento dei beni)

Violazione dell’Articolo 2 del Protocollo n ° 4 – Libertà di movimento { generale }; Articolo
2
, paragrafo 1 del Protocollo n ° 4 -. Libertà di movimento)

Violazione dell’Articolo 13 – Diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 – ricorso
effettivo)

Violazione dell’Articolo 3 del Protocollo n ° 1 – Diritto alle elezioni-{ generale } (Articolo
3
del Protocollo n ° 1 – Stand per l’elezione; Voto)

Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo
6
-1 – Termine ragionevole)

Coppola
and Others v. Italy

nos. 5179/05, 14611/05, 29701/06, 9041/05, 8239/05

3

Violazione dell’Articolo 8 – Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art.
8-1 – Il rispetto della vita privata)

Violazione dell’ Articolo 13 – Diritto ad un ricorso effettivo (art.
13 – ricorso effettivo)

Alpatov
and others v. Ukraine

no. 7321/05 e altri 107 ricorsi

3

I ricorrenti lamentano l’inefficacia di alcuni provvedimenti in loro favore per difetti strutturali del sistema giurisdizionale
ucraino.

Articolo 6 §
1 (diritto ad un equo processo entro un termine ragionevole)

Articolo 13
(diritto a un ricorso effettivo)

Articolo 1
del Protocollo n ° 1 (protezione della proprietà)

 

Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo
6
-1 – Termine ragionevole)

Violazione dell’Articolo 1 del Protocollo n ° 1 – La protezione della proprietà (Articolo
1
, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Pacifico godimento dei beni)

Violazione dell’Articolo 13 – Diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 – ricorso
effettivo)

Casi di eccessiva
durata di procedimenti non penali

Bećirović
v. Croatia

no. 45379/10

3

 

 

Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo
6
-1 – Termine ragionevole)

Lončar
v. Croatia

no. 42969/09

3

 

 

Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo
6
-1 – Termine ragionevole)

Violazione dell’Articolo 13 – Diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 – ricorso
effettivo)

Marelja
v. Croatia

no. 4255/10

3

 

 

Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo
6
-1 – Termine ragionevole)

Lengyel
v. Hungary

no. 34567/08

3

 

 

Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo
6
-1 – Termine ragionevole)

Purpian
sp. z o.o. v. Poland

no. 2311/10

3

 

 

Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo
6
-1 – Termine ragionevole)

Çelikalp
v. Turkey

no. 51259/07

3

 

 

Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo
6
-1 – Termine ragionevole)

Tumlukolçu
v. Turkey

no. 33621/09

3

 

 

Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo
6
-1 – Termine ragionevole)

 

 

 

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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