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L’assetto a “guscio” di Pyongyang: Onu vuole risposte su Diritti Umani ed Esercito

Un esperto indipendente delle Nazioni Unite ha chiesto alla nuova leadership della Repubblica democratica popolare di Corea (RPDC) di affrontare gli urgenti problemi di diritti dell’uomo e risolvere i relativi problemi in sospeso, tra cui il rapimento di cittadini stranieri giapponesi.

 

“L‘impegno della Corea del Nord con la comunità internazionale sarebbe stato accolto positivamente da tutte le parti, come è stato il caso con il Myanmar, dove è stata accolta con favore l’adozione di processi di riforma in generale,” ha detto Marzuki Darusman, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Corea del Nord, alla fine di una visita di cinque giorni dovuta alla chiamata dello Stato del Giappone: di fatti si è reputato necessario affrontare il discorso con la nuova “leadership” coreana di tutte le domande e le preoccupazioni in materia di diritti umani, nonché risolvere le questioni  attinenti e urgenti in sospeso, come il rapimento di cittadini stranieri giapponesi.

Inoltre Darusman ha espresso la sua speranza che i nuovi leader della RPDC  usino la successione come un’opportunità per entrare in contatto con la comunità internazionale e assicurarsi una certa fiducia globale, aggiungendo che la comunità stessa si aspetta che saranno prese il prima possibile misure al fine di migliorare la situazione sociale del paese: più precisamente, nel mentre di una conferenza stampa nella capitale giapponese Tokyo, il procuratore speciale ha detto “Mi appello alla nuova leadership per affrontare tutte le domande e le preoccupazioni in materia di diritti umani, e risolvere le questioni in sospeso, come il rapimento di cittadini stranieri giapponesi e di altri senza ulteriori ritardi”.

Durante la sua missione in Giappone si sono svolti diversi incontri con i funzionari governativi, nazionali e internazionali, organizzazioni non governative (ONG), così come gli individui, tra cui le famiglie dei giapponesi rapiti (circa 12 casi accertati).

Mr. Darusman ha riportato le informazioni raccolte ai colloqui, dove spicca anzitutto la situazione umanitaria terribile, con gravi carenze di cibo in molte zone fuori Pyongyang, la capitale, nonché lo stallo che riguarda i richiedenti asilo della Repubblica: questi sarebbero infatti vittime di controlli al limite del legale e un rafforzamento delle frontiere che rende la fuga molto difficoltosa, se non addirittura impossibile.

Sin dalla sua nomina nel mese di agosto 2010, Mr. Darusman ha fatto diverse richieste di visita in Corea del Nord, ma non sono state accolte.

In assenza di collaborazione da parte di quest’ultima, è stato in visita in altri paesi della regione: in Giappone, nella Repubblica di Corea  del Sud e in Thailandia.

 

“Focus” la Corea e le armi:

Darusman nel corso dell’ultima Assemble Generale dell’ ONU  ha espresso ulteriore preoccupazione per la situazione nella Corea del Nord e ha esortato il governo a non porre la sua attenzione sulla spesa militare a discapito delle risorse per migliorare le condizioni di vita della sua gente. Ancora, ha detto che è molto preoccupante che circa 16 milioni di persone che vivono attualmente in Corea del Nord – su di una popolazione totale di 25 milioni – continuino a soffrire di insicurezza alimentare cronica e la malnutrizione. Oltretutto è sconcertante anche il fatto che il leader del Paese, Kim Jong Un, ha dichiarato che le sue prime priorità siano quelle di rafforzare l’esercito.

Una crescita economica unita con ciò che è noto come una politica militare sarà ovviamente dannoso per il benessere del popolo della Corea del Nord.

L’esperto ha esortato inoltre il governo a ripensare il suo approccio al ‘militare prima della politica’ e a ri-allocare le risorse sufficienti per migliorare gli standard di vita della popolazione. Allo stesso tempo, ha sottolineato la necessità che la comunità internazionale continui a fornire aiuti umanitari alla popolazione della Corea del Nord senza il contingente supporto su eventuali condizioni politiche.

Nella sua relazione all’Assemblea, si è concentrato sulla libertà di opinione e di espressione, sulle disposizioni del codice di procedura penale che non sono in linea con gli standard internazionali, il caso del signor Oh Kil-nam e la sua famiglia, la situazione dei richiedenti asilo e il traffico di persone, e la situazione economica del popolo della Corea del Nord e il suo impatto sui diritti economici, sociali e culturali.

Tra le sue raccomandazioni spicca la richiesta di cooperazione con l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR ).

 

Conclusioni:

L’esperto indipendente ha inoltre sottolineato che le “abnormi” violazioni dei diritti umani in Corea del Nord sono state ampiamente documentate da vari attori, inclusi gli enti delle Nazioni Unite, per decenni e l’esortare la comunità internazionale alla lettura del vario materiale sembra essere inutile in luce di una sterile politica internazionale.

Interessante riportare che gli esperti indipendenti, o dei relatori speciali come il signor Darusman, sono nominati dalla sede a Ginevra per i diritti umani delle Nazioni Uniteper esaminare e riferire sulla situazione di un paese o di uno specifico tema dei diritti umani.

Le posizioni sono onorarie e gli esperti non fanno parte del personale delle Nazioni Unite, né sono pagati per il loro lavoro.

 

 

Link per approfondire:

http://www.historylearningsite.co.uk/united_nations_korean_war.htm

http://www.repubblica.it/esteri/2012/10/09/news/corea_nord_missili-44151150/

About Amedeo Marchelli

Law Student. Love foreign languages. Searching the cure of mankind.

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