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Germania e difesa in giudizio: l’incuranza di un diritto essenziale in uno stato di diritto

Diritto di Difesa : Sentenza Neziraj vs Germany, 8 novembre 2012

Davvero il basilare diritto di difesa nel processo è un caposaldo dello stato di diritto di qualunque nazione? Cosa succede se questo diritto  viene violato? Il caso di un cittadino serbo ci fa capire quanta importanza ha il giusto processo nei sistemi giuridici democratici.

IL CASO:  Il ricorrente è il signor Nerim Neziraj, cittadino serbo, che attualmente è detenuto nel carcere di Remscheid Ora.

Il 3 febbraio del 2003 presso il Tribunale distrettuale di Colonia si è tenuta un’udienza, in cui erano presenti il richiedente e il suo avvocato, dove il signor Nerim Neziraj è stato condannato per lesioni personali e a pagare una multa pari a 100 pagamenti al giorno di 15 euro a titolo di risarcimento danni.

In seguito, il 11 giugno 2003 la Corte ha tenuto un’audizione nella quale era presente solo l’avvocato del ricorrente poiché il ricorrente non aveva potuto partecipare di persona. Il suo rappresentante legale aveva spiegato che, in base all’articolo 6 §3 della Convenzione, l’imputato aveva il diritto ad essere rappresentato da un avvocato in sede di impugnazione. Con la sentenza dello stesso giorno, la Corte Regionale, accogliendo la richiesta da parte dell’ufficio del pubblico ministero, decise di respingere il ricorso di Neziraj poiché non aveva partecipato all’udienza davanti alla Corte Regionale senza addurre una giustificazione adeguata. Per tanto il suo appello doveva essere respinto ai sensi dell’articolo 329 comma 1 del codice di procedura penale. Il 26 settembre 2003 il Tribunale d’appello di Colonia  ha respinto il ricorso della ricorrente su questioni di diritto, in quanto infondato, poiché non aveva rilevato, il ricorrente, un errore di diritto  nella sentenza del Tribunale Regionale.

Il 22 ottobre 2003 il ricorrente ha presentato un ricorso presso la Corte costituzionale federale, sostenendo che il suo diritto ad essere ascoltato e ad essere difeso tramite un avvocato a sua scelta era stato violato. Egli affermava, inoltre, che la Corte d’appello aveva respinto il suo ricorso senza esaminarlo in merito, perché non era presente all’udienza, anche se il suo avvocato era presente ed era pronto a difenderlo.

Ma la Corte Costituzionale Federale ha affermato che il ricorso era infondato e che il diritto del ricorrente ad una difesa efficace, non è stato violato.

LA CORTE EDU – Il sig. Nerim Neziraj decide di depositare un ricorso contro la Germania presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, denunciando la violazione dell’art 6 CEDU paragrafo 3 e richiedendo 1500 euro a titolo di danno patrimoniale e 2000 euro per danno non patrimoniale.

IL GOVERNO –  riteneva, invece, che l’articolo 6 §3 era stato rispettato, sottolineando che le disposizioni applicabili del codice di procedura penale non avrebbero consentito al ricorrente di essere rappresentato da un avvocato nel procedimento d’imputazione davanti alla Corte Regionale di Colonia. Inoltre, il ricorrente era stato avvertito che il suo ricorso sarebbe stato respinto senza averlo discusso prima, se egli non si fosse presentato all’udienza senza una giustificazione sufficiente.  Pertanto la presenza del ricorrente all’udienza non è solo un diritto, ma anche un dovere.  Quindi la Corte d’appello non ha potuto svolgere il suo compito di stabilire la verità, essendo stata privata della possibilità di ascoltare la posizione personale del richiedente. 

La Corte dei diritti umani, con la sentenza del 8 novembre 2012, ha dichiarato il ricorso ricevibile e ha accertato la violazione dell’art 6 CEDU Paragrafo 1 in combinato disposto con l’art 6 Paragrafo 3 della Convenzione e ha predisposto il pagamento da parte dello Stato convenuto di :

  • 1.000 euro in materia di danno non patrimoniale;
  • 3.500 euro a titolo di spese.

Con questa sentenza la Corte ha dato ragione al sig. Nerim Neziraj ed egli ha avuto il risarcimento del danno, anche se non tutti i giudici della Corte erano d’accordo con questa decisione. Alcuni giudici, infatti, ritengono che la presenza dell’imputato durante il processo, in cui vengono discusse tutte le questioni di fatto e di diritto, è molto importante e che se egli non si presenta allora il processo perde il suo scopo principale. Ogni Stato deve rispettare i diritti dell’imputato, ma anche l’imputato ha dei obblighi nei confronti della vittima, del giudice e dei  testimoni, quindi la presenza dell’imputato al processo non è solo un gesto formale.

La sentenza è reperibile qui: Sentenza Neziraj vs Germania del 8 novembre 2012.

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