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Fantasy Island: Columbian pictures vs International Pictures

Proprietà intellettuale – Sentenza Columbian pictures vs International Pictures, 19 febbraio 2012

Una sentenza particolarmente attesa è stata quella pronunciata in data 19 febbraio 2012.

Cinema pellicola

Dal 1978 al 1984 la Columbian Pictures Industries ha prodotto, oltre ad essere detentore del diritto di “Copyright”, “Fantasy Island”, l’isola fantastica, serie televisiva di una misteriosa isola dove la fantasia delle persone prende realtà. La serie originale è stata trasmessa negli U.S.A. e in altri numerosi paesi del mondo sin dal suo debutto nel 1978.

La società che ha presentato ricorso è la stessa Columbian, la quale è costantemente impegnata nello sviluppo e nella fornitura di vari prodotti di intrattenimento e servizi relativi a “Fantasy Island”, oltre ad essere in possesso di ogni diritto, titolo e interesse, per e in tutti i relativi marchi, siano essi di servizio, registrazioni (collettivamente denominati “Fantasy Island Mark”). Nello specifico la registrazione del brevetto è “US Service Mark Registration No. 1.166.825” e il numero di serie internazionale è 77.847.237).

Dal momento che almeno dal 1978 la Columbian ha speso e continua a spendere una notevole quantità di risorse, denaro, tempo e fatica per promuoveree fare marketing pubblicitario, riconosce il fatto di aver avviato “Fantasy Island-brand”, ma alla fine del 2009 scopre che il nome “a dominio” – ovvero un sistema utilizzato per la risoluzione di nomi dei nodi della rete (in inglese host) in indirizzi IP e viceversa – gli viene contestato.

Dopo una successiva indagine la Ricorrente ha rivelato che l’International Pictures, compagnia anch’essa produttrice cinematografica fondata da James H. Nicholson, stava usando i marchi che erano a suo nome e gli utenti di Internet fruivano dei servizi resi dal sito della International come se fossero stati della Columbus. Difatti il sito della società convenuta è un portale commerciale di ricerca e visualizzazione di collegamenti a diversi siti web di terzi, compresi i siti che pretendono di offrire servizi televisivi, cinematografici, oltre ad alberghi e resort, e molti dei numerosi link a siti di terzi vendono e offrono prodotti e servizi che competono direttamente con la Ricorrente. I titoli con collegamenti ipertestuali e le categorie sul sito web della società convenuta imitano o riproducono i nomi di programmi televisivi, film, personaggi di spettacoli televisivi e film, e altre proprietà e / o prodotti che ci si aspetterebbe di vedere su un sito web gestito dalla Columbus Industries.

La Ricorrente sostiene che da più di 30 anni il pubblico in generale sia negli Stati Uniti che in molti paesi di tutto il mondo si è associato esclusivamente ad “Isola Fantasy” con la serie televisiva prodotta da essa stessa. Sostiene inoltre che la società Convenuta non ha diritti sul marchio applicabili nel “FANTASY ISLAND Mark” , che è estremamente prezioso e famoso in tutto il mondo e che comprende un servizio d’immatricolazione statunitense, nonché i diritti esclusivi di common law; dopo ciò afferma che la International Pictures ha intenzionalmente e illecitamente scelto di registrare il nome a dominio contestato, sapendo che le sue azioni avrebbero ingannato e deviato un gran numero di consumatori che cercano beni e servizi della Ricorrente.

L’autorizzazione o una licenza per utilizzare il marchio non ha avuto luogo; la società Convenuta non ha risposto al contenzioso, non che ne sia obbligato, ma così facendo conferma che i fatti contestati non siano irragionevoli.

In sostanza la sentenza dell’organo titolare del potere Giudiziale che fa capo alla WIPO e a sua volta all’ONU, si basa sulla violazione della Carta della Policy Brevettale, paragrafo 4(b)(iii) and (iv).

Al paragrafo 4(b) stabilisce quattro criteri, di carattere non esclusivo, esclusivi attraverso i quali la Ricorrente può dimostrare le registrazione in malafede e l’uso dei nomi a dominio nell’ambito della politica, paragrafo 4 (a) (iii). I paragrafi 4 (b) (iii) e (iv), citati dal Ricorrente sono riportate qui di seguito:

  • (ii) [Convenuto] ha registrato il nome a dominio contestato principalmente al fine di ostacolare l’attività di un concorrente;
  • iv) utilizzando il nome a dominio contestato, ha [il Convenuto] intenzionalmente tentato di attrarre, a scopo di lucro, gli utenti di Internet verso il sito web o altro spazio online, creando un rischio di confusione con il marchio Ricorrente come alla fonte, sponsorizzazione, affiliazione o l’approvazione del sito web o luogo o di un prodotto in proprietà del Ricorrente.

La Columbian Industries accetta le accuse avendo la convenuta intenzionalmente e illecitamente scelto di registrare il nome a dominio contestato.

Il gruppo di esperti del WIPO ritiene che il Ricorrente ha gli elementi di prova in base alla Carta della Policy Brevettale, paragrafo 4 (b) (iv). Pertanto ritiene che la Resistente ha registrato e utilizzato il nome a dominio contestato in malafede ai sensi della politica, paragrafo 4 (a) (iii) e che questa debba necessariamente restituire i diritti provenienti da “fantasyisland.com”.

Peccato che il regista Louis Letterier ha girato “Scontro tra Titani” nel 2010, solo due anni di pazienza e poteva ottenere maggior gloria traendo spunto da questa sentenza.

About Amedeo Marchelli

Law Student. Love foreign languages. Searching the cure of mankind.

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