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Guatemala: soldati sparano ai manifestanti. Presidente: Governo fuori dalla causa

Guatemala: soldati sparano ai manifestanti. Presidente: Governo fuori dalla causa

L’inchiesta dell’ ufficio del procuratore nell’ambito delle uccisioni a una recente protesta in Totonicapán è un passo importante verso la stabilità del Guatemala.

 

Alla conferenza stampa del 11 ottobre 2012, il procuratore generale Claudia Paz y Paz ha lanciato accuse contro un colonnello dell’esercito e otto soldati per la morte di 6 manifestanti in data 4 ottobre. Paz ha comunicato che sono stati emessi mandati di arresto a seguito di un’inchiesta condotta da 125 agenti dal suo ufficio che hanno raccolto le testimonianze di oltre 150 testimoni e ampie prove forensi dalla scena del crimine tra bossoli, gas lacrimogeni e campioni di sangue, e accuratamente studiati fotografie pertinenti e video.

“Il procuratore generale ha inviato un chiaro messaggio, cioè che i crimini come l’uccisione dei manifestanti Totonicapán saranno studiati prontamente e con decisione dal suo ufficio,” ha dichiarato José Miguel Vivanco, direttore Americhe di Human Rights Watch (organizzazione tra le leader per i diritti umani). “Questo è uno dei modi più efficaci affichè reati gravi come questi  non vengano ripetuti in futuro.”

 

Focus:

Gli omicidi si sono verificati quando i manifestanti hanno bloccato una strada principale in Totonicapán, circa 100 km a ovest di capitale del Guatemala, per protestare contro una serie di cambiamenti promossi dal Governo in carica, come l’aumento dei costi di energia elettrica e prescrizioni più onerose per ottenere una licenza di insegnamento. Oltre alle sei persone uccise, più di trenta persone sono rimaste ferite.

Il Procuratore Paz ha detto che le prove indicano che il colonnello coinvolto nel caso (il nome non è stato indicato) non abbia seguito il protocollo per coordinare le azioni con le forze di polizia nazionali e ha dispiegato soldati sotto il suo comando nella zona senza stabilire una via di fuga.

L’inchiesta ha stabilito che otto soldati hanno sparato a braccia e gambe di alcuni manifestanti.

In una conferenza stampa del 5 ottobre, il presidente Otto Pérez Molina aveva detto che i primi colpi alla protesta era stati sparati dalle guardie di sicurezza private, non  da soldati, e che sette soldati avevano sparato in aria ” perché temevano per la loro sicurezza.”

Dopo l’incontro con i diplomatici stranieri il 9 ottobre, il ministro degli Esteri Harold Caballeros ha detto in una conferenza stampa: “Anche se suona molto male a dire che … ogni giorno abbiamo il numero di otto morti, non è un grande affare”.

Ma allora fino a che punto uno Stato può “aggredire” ed passarla liscia?

Sarebbe giusto che la potestà coercitiva sia utilizzata in maniera sbadata e violenta da un Governo, magari di un paese dove fame e disperazione fanno da balia ad un popolo stanco di rivoltarsi, oppure ci dovrebbe essere una via di mezzo, una terza entità “superpartes” che dovrebbe in una certa maniera operare una risoluzione ad eventi come questo?

Personalmente non trovo particolarmente facile la risposta a questo interrogativo: se da una parte c’è chi sostiene che l’eliminazione di potestà coercitiva, e quindi conseguentemente l’abolizione di corpi di polizia, sia la via giusto alla democraticità e alla giustizia, rispondo che ciò sarebbe utopico e finirebbe nello “squadrismo”, allorché intervenissero altri, magari conoscenti, per reprimere certi illeciti; d’altra parte inserire maggiore controllo, maggiore repressione e maggiore violenza tipica di uno Stato dittatoriale, gonfierebbe sempre più la bolla “ingiustizia e innocenza” di disgusto popolare e porterebbe al versamento di altro sangue sulla “piazza della giustizia”.

Di esempi oggigiorno se ne trovano di continuo. Anche nella nostra penisola.

About Amedeo Marchelli

Law Student. Love foreign languages. Searching the cure of mankind.

One comment

  1. Ing. Tullia Boggero

    Concordo con l’opinione dell’utopico pensiero circa l’abolizione di corpi di sorveglianza e di podestà in genere. Ritengo però che, soprattutto nel nostro Paese, andrebbero formati ed istruiti in modo più adeguato e professionale, equipaggiati degli strumenti necessari a salvaguardare se stessi e la comunità che proteggono. Certe aberrazioni tipiche che si registrano in un Paese sottosviluppato, andrebbero del tutto eliminate nel nostro.

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