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Spagna: un sospetto può giustificare un arresto ?

Violazione procedurale del Divieto di Tortura : Sentenza Otamendi Eguiguren c. Espagne, 16 Ottobre 2012

A volte i pregiudizi ci fanno percepire i fatti non come sono ma come gli interpretiamo liberamente. Questo è capitato al direttore di un giornale basco su cui sono piombate pesanti accuse di presunte affiliazioni ad un gruppo terrorista.

IL CASO Martxelo Otamendi Eguiguren è un giornalista di origini basche, direttore del famoso quotidiano in lingua basca Euskaldunon Egunkaria (unico giornale che per trent’anni è stato pubblicato interamente in euskera ).

Il 20 febbraio 2003 è stato arrestato dagli agenti della Guardia Civile, in relazione ad un indagine su presunti crimini di appartenenza ed affiliazione ad un organizzazione terrorista ETA (Euskadi Ta Askatasuna, in spagnolo País Vasco y Libertad, letteralmente “paese basco e libertà”), organizzazione armata terroristica basco-nazionalista separatista d’ispirazione marxista-leninista, il cui scopo è l’indipendenza del popolo basco.

Da qui iniziano le disavventure del ricorrente.  Dopo l’arresto il giornalista basco viene collocato in isolamento, misura cautelare confermata successivamente dal giudice, e privato della facoltà di parlare con un avvocato, in forza dell’art 527 del Codice Penale.

Durante l’applicazione della misura, il detenuto è stato più volte visitato (quattro per la precisione ndr) da un medico forense, che nei vari referti attesta di non aver riscontrato alcun segno di violenza o d’abuso psico-fisico; ma negli ultimi si evince, in particolare, il rifiuto del ricorrente ad essere visitato e le accuse di molestie e maltrattamenti che lamentava il giornalista nel periodo d’isolamento.

In seguito Martxelo Otamendi Egiguren, dopo aver pagato la cauzione di 30.000 euro ed essere tornato in libertà, deposita un ricorso presso il Tribunale di Polizia di Madrid, nel quale denuncia i maltrattamenti che avrebbe subito nello stato di isolamento. Ma detto ricorso viene respinto e medesima sorte spetta anche al tentativo, del giornalista, di far valere le sue ragioni in appello.

Il 25 marzo 2003 il ricorrente ha presentato una denuncia presso il decano dei giudici di Madrid, sostenendo di essere stato maltrattato durante la sua detenzione in isolamento. Il n.5 del Giudice di Madrid, a cui è stato assegnato il caso, ordina l’apertura di un’inchiesta. Ma dopo aver interrogato gli agenti e aver esaminato la documentazione decide di archiviarlo.

Come ultima strada (interna) percorribile il ricorrente sceglie di adire la Corte Costituzionale sulla base degli articoli 24 (diritto di correttezza procedurale e d’uso di elementi di prova pertinenti) e 15 (diritto all’integrità fisica e morale) della Costituzione spagnola.
La Corte Costituzionale spagnola, con la decisione del 10 marzo 2008, ha ritenuto il ricorso irricevibile a causa dell’assenza di elementi che giustificassero un giudizio di merito.

Successivamente, nella sentenza del 12 aprile 2010, dopo che si è tenuta un’audizione pubblica sul merito della causa, la prima sezione della Camera Penale della Audiencia Nacional ha assolto Martxelo Otamendi Eguiguren e altri quattro dal reato di appartenenza ad un gruppo terroristico di cui erano stati accusati e conclude che “le prove addotte dall’accusa non dimostravano alcuna relazione con ETA.

LA CORTE EDU – Il sig. M. O. Egiguren, il 9  settembre 2008, deposita un ricorso presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro il Regno di Spagna lamentando la violazione dell’art 3 CEDU (Divieto della tortura), in particolare afferma che il suo ricorso ” si basa solo ed esclusivamente sulla violazione degli aspetti procedurali dell’articolo 3 della Convenzione, ossia la mancanza di un effettivo accertamento da parte delle autorità nazionali dopo una denuncia di tortura e altri maltrattamenti “.

La Corte di Strasburgo dopo aver ritenuto ricevibile il ricorso ed aver analizzato il caso, riscontrando che le indagini nel caso di specie non erano sufficientemente complete ed efficace per soddisfare i requisiti dell’articolo 3 della Convenzione, condanna la Spagna a versare al ricorrente la somma di 20.000 euro a titolo di danno non patrimoniale e 4.000 euro a titolo di rimborso per spese processuali.

In particolare la Corte, analizzando il contenuto dell’art 3,  ritiene che “quando una persona solleva una cesura, asserendo di aver subito per mano della polizia o di altri agenti dello Stato un abuso dei propri diritti, il dispositivo dell’ articolo 3 combinato con l’obbligo generale di rispettare i diritti dell’uomo da parte dello Stato previsto all’articolo 1 della Convenzione, richiede implicitamente che ci sia un’indagine ufficiale efficace. Questa indagine, come quella risultante dall’art 2, deve portare all’identificazione e alla punizione dei responsabili ”.

Un caso paradossale se teniamo conto che il reato addebitato al ricorrente neanche persisteva, ma tengo a precisare che il ricorso non è stato mosso per denunciare abusi fisici ma l’assenza da parte degli organi competenti  di un’indagine ufficiale ed efficace (aspetto procedurale del’art 3 CEDU) che avrebbe potuto fare chiarezza, molto prima, sul caso specifico.

La sentenza è reperibile qui : AFFAIRE OTAMENDI EGIGUREN c. ESPAGNE del 16 ottobre 2012.

About Roberto Federico Proto

Sono nato ad Ostuni, comunemente conosciuta come la città bianca, nel 1990 di un martedì 17, numero che mi ha sempre portato molta fortuna. Conclusi gli anni scolastici obbligatori ho deciso, inconsapevolmente, d'iscrivermi alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Piacenza). Grazie agli studi universitari ho iniziato ad appassionarmi di Diritti Sociali, con un occhio sempre attento e vigile a tutte le vicende e i mutamenti del Diritto del Lavoro. Dal febbraio del 2012 faccio parte della redazione del webmagazine Diritti d'Europa ( ex Generazionezeroitalia.org), dove commentiamo e divulghiamo le pronunce della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

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