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E se fosse vostro figlio a lavorare in queste condizioni?

Festival del diritto: “El trabajo de crescer: lavoro e dignità dei bambini lavoratori”

Il tema del lavoro e della dignità dei bambini lavoratori fa certamente parte di un ambito di discussione piuttosto delicato sotto molti aspetti.

Giampietro Schibotto, Ivana Borsotto (foto da www.festivaldeldiritto.it)

Con l’ incontro avvenuto questo 28 settembre all’ Auditorium Santa Maria della Pace intitolato “El TRABAJO DE CRECER”, in occasione dell’annuale Festival del diritto nella città di Piacenza, abbiamo avuto modo di conoscere e di meglio comprendere questa realtà tristemente diffusa e soventemente ignorata.

La tavola rotonda è  stata curata da ProgettoMondo Mlal – Sezione Piacenza, organizzazione non-governativa (ONG) nata a Verona nel 1966 che si occupa di cooperazione internazionale e che promuove Programmi di Sviluppo con l’invio di cooperanti in America latina e Africa. A questa intervengono Ivana Borsotto, vicepresidente ProgettoMondo Mlal, Giampiero Schibotto, responsabile ITALIANATs per l’america latina, docente investigatore coordinatore del Gruppo di ricerca su Infanzia e lavoro, Università dell’externado di Bogotà e un’interessantissima testimonianza di Olga Rivera Romàn, coordinatrice Movimento Bambini e Adolescenti lavoratori (Manthoc) e i bambini lavoratori di Lima e delle organizzazoni di questi in Perù, Bolivia e Colombia.

La testimonianza

Il dibattito prende inizio con un collegamento via Skype con la signora Romàn che ci racconta la situazione nella periferia sud di Bogotà, capitale della Colombia, nella quale dall’inizio del 2011 ad oggi sono stati uccisi  più di 100 bambini nonché, citando fonti locali, sono stati riscontrati 1.510 casi di abusi e 5.354 casi di maltrattamenti. Contro l’allarmante aumento della violenza nei confronti dei minori, spesso coinvolti nelle reti della microcriminalità, del narcotraffico o dello sfruttamento sessuale, si celebra venerdì 9 dicembre la Giornata Mondiale della Dignità del Bambino Lavoratore.

In occasione della  passata edizione, le bambine e i bambini lavoratori della Bolivia hanno presentato una loro proposta di legge per migliorare le loro condizioni di lavoro: nel manifesto si chiede alle autorità nazionali, distrettuali e locali di porre in atto azioni per garantire giustizia: “Chiediamo di poter sfruttare la città e tutti i luoghi, le strade, i parchi, i collegi, i giardini, le nostre case, senza paura di essere aggrediti o maltrattati”.

Mentre da decenni l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) pretende di sradicare il lavoro minorile in tutto il mondo, i bambini e le bambine che hanno redatto la proposta di legge esigono il riconoscimento del loro lavoro e il miglioramento delle loro condizioni lavorative. Vari deputati del Governo Boliviano  hanno già manifestato il loro appoggio e alcuni Sindaci e Governatori hanno ugualmente mostrato una reazione positiva di fronte all’iniziativa.

Un’ interessante riferimento è stato fatto a monsignor Dominique Mamberti, segretario della Santa Sede per i rapporti con gli Stati, il quale ha indicato che le attività economiche e commerciali orientate allo sviluppo “dovrebbero essere capaci di far diminuire efficacemente la povertà e di alleviare le sofferenze dei più indifesi”. Ha inoltre ribadito “l’importanza di una nuova e profonda riflessione sul senso dell’economia e i suoi obiettivi, così come di una revisione lungimirante dell’architettura finanziaria e commerciale globale per correggere i problemi di funzionamento e le distorsioni. Questa revisione delle regole economiche internazionali deve integrarsi nel contesto dell’elaborazione di un nuovo modello globale di sviluppo”.

A cosa è servito quindi l’occasione del Festival piacentino?

L’incontro ha portato all’attenzione del pubblico il fenomeno del lavoro minorile nella visione però degli stessi protagonisti, ed è assai raro e rilevante avere delle testimonianze dirette, sia per comprendere in maniera migliore la situazione sia per provare le emozioni suscitate dai diretti testimoni.

Oggi giorno mass media e organismi internazionali trattano spesso di questo fenomeno, ma solo nella sua accezione negativa di “sfruttamento/schiavitù”. Con l’intervento al Festival invece abbiamo potuto apprezzare l’esperienza dell’ ONG Progettomondo Mlal, la quale ci insegna che, paradossalmente, l’abolizionismo e altre misure coattive favoriscono o possono favorire il deterioramento delle condizioni e delle prospettive di vita dei bambini anziché garantirne la tutela.

Oltretutto da molti anni l’organizzazione sostiene il protagonismo e la cittadinanza dei NATs (Ninos y adolescentes trabajadores) che in Africa, Asia e America latina hanno costituito veri e propri movimenti e associazioni per tutelare il diritto ad un lavoro dignitoso: di questo ce ne ha parlato Giampiero Schibotto, responsabile ITALIANATs per l’america latina, docente investigatore coordinatore del Gruppo di ricerca su Infanzia e lavoro, Università dell’externado di Bogotà, che ci ha spiegato che la loro ultra-trentennale storia testimonia che il lavoro in condizioni dignitose ha anche una valenza sociale nel favorire lo sviluppo integrale della persona, nello stimolare i rapporti inter-personali e nel creare identità, cittadinanza e diventa strumento di un cambiamento in quelle realtà di ingiustizia sociale che lo generano.

L’esperienza latino-americana ci ha rimandato alla parola chiave “protagonismo”: per i NATs affermare il protagonismo dell’infanzia significa concretamente esercitare il proprio diritto di cittadinanza.

 

 

 

 

 

 

 

About Amedeo Marchelli

Law Student. Love foreign languages. Searching the cure of mankind.

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