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Don Ciotti : “Non c’è solidarietà senza diritti”

Condivisione, continuità e corresponsabilità : le nuove forme di resistenza etica, civile e culturale

Foto dal sito: www.festivaldeldiritto.it

La sera del penultimo giorno del Festival del Diritto in un Palazzo Gotico gremito di studenti e giovani alle 20.00 si è svolto un incontro, intitolato : “ Solidarietà. Mai però senza diritti, uguaglianza e giustizia sociale”, con una delle personalità  più attive nella lotta contro la mafia, “un protagonista del nostro tempo” – come l’ha definito il direttore del quotidiano piacentino Libertà, Gaetano Rizzuto, che ha introdotto l’evento –  fondatore prima del Gruppo Abele, Onlus che lavora per “dar voce a chi non ha voce”, e dal 25 marzo del 1995 di Libera, organizzazione dedita a “sollecitare e coordinare la società civile contro tutte le mafie e a favorire la creazione e lo sviluppo di una comunità alternativa alle mafie stesse”.

Il relatore che ha contraddistinto questa serata è Don Luigi Ciotti che nella sua lunga e appassionata disamina ha infiammato i cuori della platea trattando i più profondi e drammatici problemi che affliggono la cosiddetta società civile, ricordando che “Oggi il problema più grave del nostro paese non è solo chi fa del male ma quanti guardano e lasciano fare e che la drammatica povertà che stiamo vivendo in questo periodo è la rassegnazione, la delega, l’indifferenza e il pensare che tocca sempre agli altri fare le cose”. 

Il padre/fondatore di Libera puntualizza che “la solidarietà è sì una parola nobile che deriva dal latino solidus,  purtroppo divenuta nel tempo molto ambigua e abusata perché svuotata del suo contenuto a causa del continuo furto delle parole che stiamo vivendo, e che solidale è quella realtà retta da relazioni robuste capace di costruire comunità, ma è anche una parola che c’invita a fare bene il bene perché dietro la solidarietà purtroppo possono nascondersi superficialità, facilonerie e soprattutto operazioni eticamente ambigue”.
Una solidarietà che decide di operare nel vuoto di diritti finisce per giustificare quel vuoto e dobbiamo combattere perché sono diritti di tutti”.  Insistendo sul centrale concetto che “non c’è solidarietà senza diritti”, Ciotti ricorda che “la nostra costituzione inserisce il concetto di solidarietà sempre in un contesto più ampio, parla di solidarietà solo dopo aver parlato di diritti e richiama l’impegno dello stato e dell’istituzioni a riconoscerli e poi a garantirli come è espressamente previsto nell’art 2 ”.

Foto dal sito: www.festivaldeldiritto.it

Dopo aver trattato di alcuni problemi cardine della nostra società come il problema del rispetto della dignità umana, lo sfruttamento, la privazione della libertà, la delegazione dei problemi che affliggono l’altro, le diseguaglianze sociali e dopo aver raccontato, anche, il tentativo d’infangare la figura di Don Peppino Diana, “un uomo che si è speso per saldare la terra con il cielo” come l’ha definito Don Ciotti, si giunge ad un argomento di drammatica attualità : la corruzione.

Un tema centrale nel dibattito politico-sociale contemporaneo, un fenomeno che minaccia il prestigio e la credibilità delle istituzioni, inquina e distorce gravemente l’ambiente e l’economia, sottrae risorse al bene della comunità, corrode il senso civico e la cultura democratica. Una nuova mafia in poche parole.
Nell’introdurre questo tema il coordinatore dell’evento ha citato un dossier che l’associazione Libera ha presentato : “Corruzione: le cifre della tassa occulta che impoverisce e inquina il nostro paese”. (qui un link di approfondimento )

Foto dal sito: www.festivaldeldiritto.it

Per Don Luigi Ciotti la corruzione è “la società che ruba a sé stessa, ed è inaccettabile non basta indignarsi, ciò suscita disgusto, che è l’ultima riserva dell’intelligenza umana”. “La corruzione, insieme a molti altri fenomeni d’illegalità come il riciclaggio, l’evasione pubblica, forme di lavoro nero, le contraffazioni di cui se ne parla poco, sottraggono 560 miliardi di euro al bene comune”.
E il nodo cruciale per il fondatore di Libera è che “troppe persone seguono una legalità malleabile e che se conviene rispettano le regole sennò me ne frego”; a questa “deriva culturale”, a questo “pensiero sbrigativo”, a questo “individualismo” e a  questi “egoismi” Ciotti contrappone la cultura come “unica soluzione che dà la sveglia alle coscienze, che dà maggiori strumenti alle persone per essere più libere e che ci consegna lo stato di salute della democrazia del nostro paese”.

Nel concludere il suo discorso Don Luigi Ciotti ritiene che per superare questa situazione difficile, per combattere efficacemente la Mafia, c’è bisogno di Continuità, affermando che “le scintille non bastano c’è bisogno del fuoco”, di Condivisione,  ” mediante il riappropriarci del Noi“, e della Corresponsabilità di tutti.
In fine auspica con forza una “nuova forma di resistenza etica, civile e culturale diffusa che nasce dal sentimento d’ingiustizia, dal toccare le povertà, le illegalità, da quel bisogno di dignità umana per riempire il presente di qualcosa di più grande che ci spinga oltre l’oggi. E, soprattutto, la lotta alla Mafia non contini ad essere il semplice svuotare un lago con un secchiello senza tener conto del fiume carsico che l’alimenta”.

Un incontro che valeva davvero la pena d’andare ad assistere, caratterizzato da un discorso coinvolgente, tuonante sulle molteplici problematiche che ci portiamo dietro da troppi anni, che ha lasciato, soprattutto, un forte senso di speranza e di responsabilità verso il futuro.

About Roberto Federico Proto

Sono nato ad Ostuni, comunemente conosciuta come la città bianca, nel 1990 di un martedì 17, numero che mi ha sempre portato molta fortuna. Conclusi gli anni scolastici obbligatori ho deciso, inconsapevolmente, d'iscrivermi alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Piacenza). Grazie agli studi universitari ho iniziato ad appassionarmi di Diritti Sociali, con un occhio sempre attento e vigile a tutte le vicende e i mutamenti del Diritto del Lavoro. Dal febbraio del 2012 faccio parte della redazione del webmagazine Diritti d'Europa ( ex Generazionezeroitalia.org), dove commentiamo e divulghiamo le pronunce della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

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