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Alla ricerca della dignità nel lavoro: tra passato e futuro

Festival del Diritto: “Dal lavoro dignitoso alla dignità del lavoro”: salute, sicurezza e solidarietà

Il tema della solidarietà ha garantito agli speciali interlocutori un largo margine di riflessione: cos’è la solidarietà sul lavoro? Di definizioni teoriche ne troveremo sempre molte, come di aggettivi e metafore. Partiamo da un presupposto ineliminabile: solidarietà non è un sentimento particolarmente virtuoso, tipico dei martiri; la solidarietà appartiene all’uomo in quanto animale sociale, in quanto soggetto di una comunità. Non solo, questa può essere la chiave per garantire un modello di sviluppo sostenibile, sia all’interno del mercato del lavoro italiano che in quello mondiale, dove i paesi c.d. occidentalizzati possono giocare un ruolo fondamentale per la tutela dei diritti dell’uomo-lavoratore.

(foto da www.festivaldeldiritto.it)

Alle ore 15 di Venerdì 28 Settembre la rappresentante dell’Associazione Ambiente e Lavoro, Nanda Montanari e il rispettivo segretario nazionale, Rino Pavanello si siedono al tavolo della discussione, assieme al procuratore della Repubblica di Torino Raffaele Guariniello, la professoressa dell’istituto professionale Itis di Piacenza Germana Iannelli, il professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Paolo Rizzi ed a sostituire il responsabile alla progettazione Centri educazione ambientale e alla sostenibilità della regione Emilia-Romagna Paolo Tamburini, il dottor Pugliese.

Il convegno è stato aperto dalla proiezione di un video, risultato finale di un progetto delle scuole superiori di Piacenza, intitolato ‘Educazione all’impresa sostenibile’: gli alunni, seguiti e coordinati dalla professoressa Iannelli sono stati ospiti di virtuose aziende, dotate di sistemi innovativi di gestione ambientale e di sicurezza e salute del lavoro.

L’obbiettivo fondamentale di tale progetto non si riduceva alla consueta sensibilizzazione degli studenti –promessa spesso labile e sfuggente- ma si prefissava di fornire loro delle informazioni tecniche capaci di sviluppare la qualità del lavoro a 360 gradi: miglioramenti per i dipendenti, per coloro che hanno rapporti con le aziende (c.d. terzi), per gli stessi dirigenti e in ultimo, soprattutto, per tutti quei soggetti che, seppur non avendo un rapporto diretto di interesse con l’attività dell’azienda, ne possono subire effetti. (vedi soprattutto i casi delle imprese di amianto, quanto ancora siano causa di effetti nocivi anche per persone che non sono mai venute a contatto con queste).

Ma ecco che arriva il primo significato di solidarietà: a conclusione di questo progetto  coloro che avranno ricevuto un arricchimento saranno responsabili di rimetterlo in circolazione, di concederlo a chi non lo ha avuto direttamente. Gli stessi studenti diventeranno maestri di quei sistemi ambientali e di sicurezza e di tutela della salute sul lavoro e li estenderanno proprio nei loro locali, nelle loro scuole. In poche parole: da che eravamo in 20 adesso siamo già 100. Diffusione capillare di idee, espansione di confini: non è forse questo globalizzazione?

(foto da www.festivaldeldiritto.it)

Ad approfondire la riflessione sulla solidarietà va riconosciuto un enorme merito ( ho ancora i brividi a pensare alle sue parole) all’eminente procuratore della Repubblica di Torino, Guariniello. Posto che la nostra Costituzione, diamante prezioso dell’Italia, tuteli una molteplicità di valori, come si può garantire il riconoscimento concreto al valore ineliminabile e fondamentale alla crescita dell’uomo della dignità?

Il primo punto di partenza è sicuramente riconoscerci dignitosi, meritevoli di dignità, non in base a quello che ci viene detto, ma per quello che siamo. I primi soggetti ad assicurare concretizzazione alle premesse costituzionali siamo esattamente noi stessi. Scopo univoco delle nuove legislazione sulla sicurezza e salute sul lavoro e sull’ambiente deve essere quello della responsabilizzazione del lavoratore; attraverso ad esempio servizi di formazione continua e credibile. Attenzione, qui non si intende che il lavoratore potrà incorrere in guai ancor più grossi, perché sottoposto a maggior carico di lavoro; al contrario: consapevole dei propri rischi e delle soluzioni a questi sarà maggiormente libero di esercitare la propria professione. Citando testualmente Guariniello ‘ il lavoratore da oggetto di prevenzione, diventa soggetto di prevenzione. Certo i problemi sono ancora molti e profondi nel mondo del lavoro italiano. La costante disapplicazione delle norme già presenti in materia, riconosciute da tutti efficaci, ha avuto l’effetto di diffondere all’interno delle imprese una sostanziale idea di impunità.

foto di Valerio Pirrera

Officine Casaralta, Bologna; foto di Valerio Pirrera

Disapplicazione, ferita profonda del sistema giuridico italiano,causata essenzialmente da due fattori:

  • in primo luogo l’inadeguatezza dei controlli: gli organici dovrebbero essere maggiormente professionalizzati – in più quelle condotte particolarmente capaci di scoprire comportamenti antigiuridici delle imprese, dovrebbero essere oggetto di riconoscimenti positivi e non causa di trattamenti sfavorevoli come spesso succede;
  • in secondo luogo l’inefficienza della magistratura: è stato dimostrato come in alcune zone dell’Italia vi siano stati nel corso degli anni pochissimi casi penali di infortuni sul lavoro; questo non per particolare virtù dell’impresa ma semmai per paura dei medici, che spesso preferiscono la propria incolumità fisica piuttosto che mantenere fede al giuramento di Ippocrate.

Qui solidarietà ha avuto un altro viso ancora: recuperare un passato forse ingenuo, sicuramente inesperto:  ‘il fantasma dell’amianto, alla ricerca dei tumori perduti’. Fenomeno che sicuramente non è ascrivibile alla sola realtà aziendale, l’amianto non sempre è stato riconosciuto come causa di morte. L’obbiettivo è stato quello di rivelare la verità e far sì che queste morti non rimangano semplici iscrizioni nei registri comunali. Inoltre  presso la Procura della Repubblica di Torino è stato istituito un Osservatorio sui Tumori Sintomatici con l’obbiettivo fondamentale di prevenzione.  I cittadini consapevoli della realtà dell’amianto, non solo, ma capaci di riconoscere in concreto la sua presenza –con conoscenze tecniche – potranno inviare delle segnalazioni (ci sono stati già casi, in luoghi anche molto famosi, che sono stati prontamente sanati).

Tra passato e presente, per un più pulito futuro.

Ma oltre queste situazione interne, il professor Rizzi ha analizzato, sinteticamente, alcuni aspetti esterni di particolare rilievo. Solidarietà 3: i paesi cd occidentali che stanno affrontando il problema della flessibilità, causata anche dalla globalizzazione, hanno lo specifico obbligo di diffondere modelli di tutele anche e soprattutto in quei paesi dove non esistono. Questo per far sì che la qualità del lavoro, le lunghe lotte dei proletari e le faticose conquiste dei parlamenti non diventino storia di un mondo arrabbiato, ma presente di un sistema evoluto.

 

About Teresa Vozza

''Everything has been figured out, exept how to live''- la frase è di Jean-Paul Sartre, cosa ne pensate? Per qualsiasi risposta mi troverete a Piacenza all'università Cattolica del Sacro Cuore, nella facoltà di giurisprudenza.

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