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Io c’ero io no : La protesta “culturale” di un comune cittadino

Nel secondo giorno del Festival del diritto, durante la classica routine di incontri giornalieri, dinanzi all’ex chiesa S. Vincenzo dove verso le 12 si stava per svolgere l’incontro intitolato : “Come governare i conflitti internazionali?”, ci siamo imbattuti in una singolare protesta di un cittadino piacentino. Noi di Gzitalia.org abbiamo voluto saperne di più intervistando il cittadino dissenziente riguardo alle sue ragioni.

(foto da www.festivaldeldiritto.it)

Perché sta protestando contro il Festival del Diritto?

Io non contesto il Festival del diritto in sé, la mia vuole essere una protesta più generica, più ampia. Io contesto la “moda” che, ormai da molti anni a questa parte, si sta diffondendo in tutta Italia : “Il Fenomeno del Festival”.”

Di preciso cosa contesta di questi eventi?

“Io rifiuto l’uso mercificatorio e consumistico  della cultura. Il Festival è un evento inefficace, infruttuoso, improduttivo. Colui che partecipa a questi eventi viene bombardato da mille argomenti, per giunta in solo tre giorni, quindi non può nemmeno assimilarli: non gli rimane niente in concreto.  Nel Festival c’è troppa forma e poca sostanza.”

I Festival in generale, e ritengo il Festival del Diritto in particolare, sono comunque un’occasione importante per una comunità proprio perché  produce vitalità, dà visibilità a livello nazionale, attirare gente, favorisce i guadagni dei commercianti. Lei che ne pensa?

“Io contesto con forza questo aspetto. L’uso della cultura assoggettato ad un interesse economico o che diviene fonte di guadagno. Per carità il Festival ha portato molti autorevolissimi ospiti ma sono stati solo un mezzo per riempire sale. Per esempio non ritengo che sia la stessa cosa andare a vedere il sociologo Bauman e leggere un suo libro. Per me questa non è cultura.”

Ma quindi cos’è per lei cultura o meglio fare cultura?

“Per me la cultura deve essere “cultura popolare”, opposta alla cultura consumistica. Per me fare cultura è qualcosa di quotidiano, di partecipato, di concreto che non si basa sulla sola forma o sulla sua spettacolarizzazione. La cultura deve avere un legame con la realtà, deve partire dal basso , deve essere una forma di conoscenza della realtà mossa per migliorarla.”

Ci parli della sua opera (una piramide di pannelli di cartone che ricorda la classica piramide di carte ndr)?

“Io con questa simbolica piramide non protesto ma faccio meta-comunicazione: una comunicazione artistica. Voglio dimostrare che si può fare cultura anche non spendendo cifre esorbitanti  per organizzare un Festival: io ho speso meno di 5 euro. Su di esso si può leggere il mio slogan : IO C’ERO IO NO. Proprio ad indicare l’improduttività di questo evento dove lo spettatore riceve ma non dà nulla.”

In fine, ci proponga valide alternative culturali al Festival?

“Qualunque partecipazione diretta e attiva del cittadino, di lungo periodo, che faccia progredire culturalmente la comunità e i singoli cittadini.”

Tra le tante voci entusiastiche e a favore di questa kermesse siamo riusciti a trovarne una fuori dal coro e a darle un piccolo spazio. Si può può condividere o meno i contenuti della sua protesta, si può non apprezzare l’organizzazione degli incontri del Festival o la loro modalità di svolgimento ma ritengo che eventi di tal portata, nel bene o nel male, siano uno stimolo, un arricchimento, un momento utile, anche di visibilità, per una comunità troppo statica ed inerte che in questi 4 giorni vive di un radioso fermento culturale. Mi auguro che non ci si fermi solo a quest’occasione.

About Roberto Federico Proto

Sono nato ad Ostuni, comunemente conosciuta come la città bianca, nel 1990 di un martedì 17, numero che mi ha sempre portato molta fortuna. Conclusi gli anni scolastici obbligatori ho deciso, inconsapevolmente, d'iscrivermi alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Piacenza). Grazie agli studi universitari ho iniziato ad appassionarmi di Diritti Sociali, con un occhio sempre attento e vigile a tutte le vicende e i mutamenti del Diritto del Lavoro. Dal febbraio del 2012 faccio parte della redazione del webmagazine Diritti d'Europa ( ex Generazionezeroitalia.org), dove commentiamo e divulghiamo le pronunce della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

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