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Crimini internazionali in Congo, condanna pesante.

Pesante sentenza che vede protagonista uno dei maggiori esponenti del conflitto congolese.

 

Martedì 10 luglio scorso la Corte Penale Internazionale ha condannato il Comandante della milizia congolese Thomas Lubanga Dyilo a quattordici anni di carcere per gravi crimini internazionali, tra cui la coscrizione e l’arruolamento dei bambini soldato. Lubanga detiente anche un record particolare, cioè quello di essere stato il primo prigioniero della Corte nel marzo 2006, quando fu trasferito dalla custodia delle autorità congolesi a L‘Aia.

Mr Lubanga Dyilo è stato giudicato colpevole, il 14 marzo 2012, del reclutamento e arruolamento di bambini di età inferiore ai 15 e al loro utilizzo per  la partecipazione alle ostilità nella regione di Ituri e nella Repubblica Democratica del Congo dal 1 ° settembre 2002 al 13 agosto 2003; la “Chamber I” che ha emanato la sentenza era composta dal giudice Adrian Fulford, giudice Elizabeth Odio Benito e dal giudice René Blattmann,

Il Presidente Adrian Fulford ha presentato nel giorno seguente una sintesi della decisione della Camera di primo grado durante un’audizione pubblica: ha spiegato che la Camera ha esaminato la gravità dei reati nelle circostanze del caso di specie, con riguardo, tra l’altro, l’entità del danno causato, e in particolare “il danno causato alle vittime e alle loro famiglie, la natura del comportamenti illeciti ed i mezzi impiegati per l’esecuzione del reato; il grado di partecipazione della persona condannata, il grado di intenti, le circostanze di modo, tempo e luogo, e l’età, l’istruzione, condizione sociale ed economica del condannato “.

Senza dubbio i reati compiuti sono di una gravità tale da aver riscosso la comunità internazionale. Il Presidente del Tribunale ha aggiunto anche che la “vulnerabilità dei bambini significa che hanno bisogno di una protezione particolare che non si applica alla popolazione generale, come riconosciuto da diversi trattati internazionali“.

Giudice Fulford ha indicato che la Camera, tuttavia, riflette alcuni altri fattori che coinvolgono il signor Lubanga, vale a dire la sua collaborazione importante con la Corte e il suo atteggiamento rispettoso durante l’intero procedimento (cosa interessante e non inusuale, rilevante per un procedimento penale).

Il giudice Elizabeth Odio Benito invece ha scritto un parere separato e dissenzienti su una particolare questione: non è d’accordo con la decisione della maggioranza nella misura in cui, a suo avviso, non tiene conto dei danni causati alle vittime e alle loro famiglie, soprattutto a causa delle dure punizioni e violenze sessuali subiti dalle vittime di questi crimini.

 

Sentenza particolarmente dura per la Corte penale internazionale, una delle più “retributive” possiamo dire.

 

Link per approfondire la sentenza:

http://www.bbc.co.uk/news/world-africa-18779726

http://www.nytimes.com/2012/07/11/world/europe/international-criminal-court-issues-first-sentence.html

 

About Amedeo Marchelli

Law Student. Love foreign languages. Searching the cure of mankind.

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