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Frode Commerciale, inchiesta del Trading Standards Institute marchiato UK

Come possiamo proteggere le vittime di pratiche commerciali sleali?

 

Fattispecie nell’ordinamento inglese

 

Il Trading Standards Institute,  ente di consulenza per i cittadini del regno unito di Gran Bretagna, sta incoraggiando i consumatori a rivelare se sono stati vittime di truffa e di frode. Inoltre aiutano i consumatori a riconoscere una truffa. Ma cosa succede quando si cade vittima di una pratica di vendita ingannevole o aggressive? Le Commissioni legislative inglesi e scozzesi hanno recentemente pubblicato un rapporto che si occupa di questi temi.

In Gran Bretagna la tutela dei consumatori  è prevista dai regolamenti in ambito commerciale del 2008 (SI 2008/1277) nei quali si vietano le pratiche commerciali sleali tra cui: azioni ingannevoli, omissioni ingannevoli e le pratiche aggressive, nonché una lista nera di 31 pratiche commerciali sleali di efficacia automatica.

Tuttavia non vi è alcun diritto di ricorso diretto per i consumatori che sono stati indotti in errore o sono stati sottoposti ad una pratica aggressiva di vendita. Ciò significa che una vittima di una pratica commerciale sleale deve prendere in considerazione percorsi più tradizionali di ricorso.

Le Commissioni  legislative hanno pubblicato un documento di consultazione dove si è sostenuto che la legge in queste aree è frammentata, complessa e poco chiara. Non solo queste complessità hanno ripercussioni sui consumatori, ma hanno creato difficoltà  anche per le imprese che non potevano essere certe della legge di fronte ad una denuncia dei consumatori. Di conseguenza, le Commissioni  hanno formalizzato proposta di legge per fornire ai consumatori un chiaro diritto di ricorso che si basi su fonti internazionali.

Le Commissioni legge ha ricevuto 71 risposte al documento di consultazione. C’è stato un forte consenso poichè la legge in materia di false dichiarazioni era troppo complessa e perchè, per le pratiche aggressive, c’era una lacuna che doveva essere riempita.

 

Le pratiche sleali

Le Commissioni hanno fornito molti esempi di pratiche commerciali sleali:

 

  • Alcuni consumatori erano stati sottoposti a ore di vendita aggressiva. Avevano minacciato che non potevano lasciare i locali o, nel caso di vendita a domicilio, che il venditore non avrebbe lasciato l’edificio fino a quando non avesse acquistato l’oggetto.
  • I venditori si sono spacciati per rappresentanti del Consiglio delle “Chambers” inglesi, nonchè  di membri delle compagnie di assicurazioni SSN .
  • L’esercizio del diritto di recesso era stato ignorato.
  • I consumatori hanno ricevuto telefonate  di minaccia da parte delle imprese che richiedono pagamenti. Chiamate sono state  fatte ulteriormente ai vicini o ai familiari in modo da umiliare il consumatore.

 

La Relazione finale delle ”Commission Law ” è stato pubblicato nel marzo di quest’anno. Essi raccomandano una limitata riforma mirata alle cause più gravi di pregiudizio del consumatore. Il rapporto raccomanda che gli operatori economici dovrebbero essere responsabili qualora la presentazione di un prodotto o di un servizio sarebbe tale da indurre in errore il consumatore medio.

Il risarcimento è consigliato anche per le pratiche aggressive. Per ottenere un risarcimento il consumatore avrebbe bisogno di dimostrare che nella pratica ingannevole o aggressiva è stato un fattore significativo nella sfera decisionale di concludere il contratto o di effettuare il pagamento.

Il rapporto raccomanda anche un approccio a due livelli ai rimedi. Il rimedio principale è quello del “rilassarsi”, o meglio giuridicamente parlando, di mettere il consumatore nella posizione in cui si trovava prima che avesse stipulato il contratto e prima che avesse effettuato il pagamento (questo sarebbe durato per 90 giorni).

Nella maggior parte dei casi non vi sarà alcuna indennità per l’uso, a condizione che il consumatore eserciti il ​​diritto di “relax” in tre mesi. Vi è una limitata eccezione, tuttavia, quando il contratto è per la fornitura continua e regolare di beni o servizi, e il consumatore ha consumato i beni o servizi per più di un mese. In questi casi il giudice avrebbe la facoltà di assegnare un’indennità per l’uso.

I consumatori che superano il limite di 90 giorni avrebbero diritto di ricevere uno sconto sul prezzo. Danni per perdita e dolore e disagi sarebbero anche disponibili.

La relazione raccomanda inoltre che la nuova legge dovrebbe riguardare  anche richieste ingannevoli o aggressive per il pagamento. Ciò include le richieste di pagamento a seguito di reati di parcheggio, presunte violazioni del copyright e il recupero civile.

 

Conclusioni

Le Commissioni sperano che verranno inclusi nel progetto di legge proposto dei diritti dei consumatori. Se è così, i consumatori e le imprese avranno un sistema molto più chiaro di fronte a pratiche commerciali ingannevoli e aggressive.

 

 

 

Link per approfondire:

http://lawcommission.justice.gov.uk/

http://www.hg.org/consume.html

About Amedeo Marchelli

Law Student. Love foreign languages. Searching the cure of mankind.

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