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Olanda: Per espellere un clandestino si devono rispettare le leggi!

Ingiusta detenzione – Sentenza Emin v. the Netherlands, 29 maggio 2012

Essere arrestati e scontare la propria detenzione in carcere, secondo le normali norme del diritto nazionale è la regola comune per tutti coloro che vengono condannati per aver commesso un reato e sono messi in condizione di pagare per aver commesso il fatto. Le cose si complicano quando il soggetto che commette un reato è un clandestino, il quale diventa destinatario anche dell’ordine di espulsione da qual paese in cui ha commesso il reato.

IL CASO – Il ricorrente è il sig Galib Myumyum Emin, un cittadino bulgaro nato nel 1977 e residente in Bulgaria. È arrivato in Olanda nel novembre 2004 e da quel momento non ha mai ottenuto il riconoscimento legale per la sua residenza in quello stato. Il 21 luglio 2006 il Ministero per l’Immigrazione e l’Integrazione (Ministro Vreemdelingenzaken en voor Integratie) ha imposto nei suoi confronti un ordine di espulsione conforme alle disposizioni contenute nella legge vigente nei Paesi Bassi sull’ espulsione degli immigrati; il motivo di ciò era dovuto alla condanna di tre anni di reclusione che il sig Emin aveva ricevuto in seguito al compimento di un grave reato.

Emin viene rilasciato dal carcere il 5 aprile 2007, ma lo stesso giorno il vice Ministro della Giustizia gli notifica un nuovo mandato di arresto in vista della sua espulsione dai Paesi Bassi.

Emin ha subito presentato ricorso contro questo provvedimento e lo ha fatto rivolgendosi al Tribunale regionale de L’Aia. Giorno 11 aprile 2007 riceve la positiva risposta al suo ricorso, che viene appunto accolto e quindi Emin viene rilasciato dal carcere; tuttavia i problemi non sono ancora finiti, poiché è proprio adesso che si presenta un’altra questione, non di secondaria importanza. La Corte regionale che ha accolto il suo ricorso, riceve un ulteriore sollecitazione relativa alla richiesta di risarcimento per questo periodo (breve ma comunque ottemperato) trascorso in carcere; a sostegno del suo ricorso, il sig. Emin ha sostenuto che la decisione relativa alla sua espulsione dal territorio dei Paesi Bassi, era stata decisa su motivi e condizioni errate, visto che nel frattempo il suo paese d’origine (la Bulgaria) era entrato a far parte dell’ Unione Europea e quindi da quel momento valevano criteri di espulsione differenti e più rigorosi per l’espulsione di cittadini dell’Unione.

Il 23 aprile 2007 il Tribunale Regionale accoglie il ricorso del ricorrente  dichiarando tra le motivazioni che il Vice Ministro, autore del provvedimento, non aveva avviato il procedimento di espulsione del sig Emin durante la sua detenzione e che comunque non erano stati valutati i criteri della fattispecie sulla materia degli stranieri in vigore in quello stato. Per questi motivi la Corte Regionale ha ritenuto che la detenzione del ricorrente “era stata illecita fin dall’inizio“. Il Tribunale regionale però ha rifiutato di concedere al ricorrente un risarcimento.

CORTE EDU – Presentando un ulteriore ricorso (presso la giurisdizione amministrativa del Consiglio di Stato) contro la decisione della Corte Regionale di non assegnare un indennizzo nonostante quella detenzione fosse stata considerata illegittima fin dall’inizio, il sig Emin si è rivolto anche alla Corte di Strasburgo, lamentando appunto il fatto che gli era stato negato il diritto ad una equo risarcimento dopo un periodo di detenzione riconosciuta dal tribunale competente nazionale come illegittima. Per questo motivo ha invocato l’ART 5 CEDU.

Il Governo olandese, chiamato in causa, ha contestato queste accuse sostenendo nella sua difesa che il sig Emin aveva goduto del diritto ad un equo risarcimento, in base all’art 106 della legge “sugli stranieri” del 2000 in vigore nei Paesi Bassi. Inoltre, il Governo ha ricordato che il ricorrente aveva già avuto la possibilità di proporre un’azione per illecito civile ai sensi delle norme della legislazione nazionale, ma poichè i tribunali interni avevano un certo margine di discrezionalità in materia di decisione dell’importo da assegnare, questi avevano deciso di non assegnare alcun rimborso, considerando il fatto che era un soggetto condannato per gravi reati e non aveva lasciato il paese pur avendo ricevuto quest’ordine ed essendo quindi a tutti gli effetti senza documentazione valida per risiedere in Olanda.

La Corte, esaminati i documenti, sentite le difese del governo e valutati i casi simili a questo, si è trovata di fronte al fatto che il tribunale amministrativo nazionale, pur avendo riconosciuto l’illegittimità della detenzione del ricorrente e l’esistenza in linea di principio di un diritto al risarcimento, aveva rifiutato di dare qualsiasi tipo di indennizzo, e per questo motivo ha deciso con sentenza che c’è stata l’effettiva violazione dell’Art 5 CEDU, così come invocato dal ricorrente. A questo proposito, ha sostenuto che l’effettivo godimento del diritto al risarcimento previsto dall’ART 5  CEDU deve essere garantito con un sufficiente grado di certezza.

Tuttavia, considerato che il ricorrente non ha presentato in allegato al suo ricorso una quantificazione economica dettagliata di risarcimento, la Corte ha ritenuto di non essere in grado di poter quantificare in modo arbitrario la cifra del risarcimento, ma ha però indirizzato il sig. Emin a chiedere risarcimento seguendo l’iter della legislazione nazionale, e ha ordinato al governo olandese (parte convenuta) di rispettare questa sentenza e quindi risarcire il ricorrente secondo le norme del diritto interno.

La sentenza tocca un tema delicato, quello della circolazione delle persone all’interno degli stati: se Emin non fosse stato clandestino forse tutta questa vicenda non si sarebbe neanche verificata, e se la Bulgaria non fosse entrata a far parte dell’Unione Europea forse sarebbe andata a finire addirittura peggio. La cosa che lascia un pò perplessi in questa vicenda è a mio parere il provvedimento di nuova carcerazione emesso dal governo olandese. Sembra quasi che sia stato preso in maniera frettolosa e forse spinto dal fatto che il soggetto in questione fosse un clandestino e doveva essere espulso. Le norme di diritto europeo ci sono, sono firmate dagli stati e non credo sia così difficile non applicarle o forse “fare finta” di non conoscerle!

 

La sentenza in originale è reperibile qui:  Sentenza Emin v. Olanda  del 29 maggio 2012

 

 

About Luca Gulino

Nato a Ragusa, dopo il Liceo Scientifico ho deciso di lasciare la mia città iscrivendomi al corso di Giurisprudenza presso la sede di Piacenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Qui, grazie alle nozioni apprese e a quelle amicizie che poi si sono trasformate in gruppo di lavoro, è nata la mia collaborazione e l'ingresso nella Redazione di GZero.

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