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NYU, impegno e responsabilità dei futuri giuristi

Consulente legale delle Nazioni Unite chiede ai nuovi laureati in giurisprudenza di impegnarsi  per la giustizia.

L’avvocato top delle Nazioni Unite Patricia O’Brien  ha spronato oggi i nuovi laureati in Giurisprudenza di New York University (NYU) per inaugurare una nuova era di responsabilità a livello mondiale, senza che il cinismo eroda il loro impegno per la causa della giustizia: più precisamente ha detto “spero che, come gli avvocati, vi accorgerete che i vostri contributi al campo giuridico non possono dare risultati immediati, ma questo non rendere il vostro sforzo giornaliero meno importante”.

Cercherò qui di riassumere brevemente i momenti più interessanti del Convegno:

Nel corso del dibattito si è avuto modo di sottolineare che nei decenni successivi ai Tribunali di Norimberga nel periodo immediatamente successivo a quello della Shoah,  la giustizia penale internazionale sembrava irraggiungibile, avendo riguardo alle divisioni create dalla guerra fredda; tuttavia, negli ultimi anni, molti di quelli responsabili di atrocità e crimini di guerra nella ex Jugoslavia, in Ruanda e Cambogia sono stati assicurati alla giustizia: è “cambiato il panorama globale della caccia ai criminali e la loro soggezione a processo, dove si riuniscono nelle mani della giustizia e gli occhi delle loro vittime”, ha detto l’avvocato O’Brien ai laureati newyorkesi.

Successivamente li ha esortati a emulare alcuni illustri membri della ex allievi NYU, tra cui Carol Bellamy ,classe 1968, che ha continuato a servire come esecutore diretto del Fondo Onu per l’infanzia (UNICEF) per 10 anni dopo l’esemplare servizio pubblico nello Stato di New York, oppure Mohammed ElBaradei direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (IAEA) ,i cui sforzi per impedire che l’energia nucleare venisse usata per scopi militari gli hanno conferito il Nobel per la Pace nel 2005.

In conclusione l’avvocato ha lasciato i ragazzi con un augurio: “fate le vostre scelte con la consapevolezza della posizione incredibilmente privilegiata che vi trovate in virtù del possesso di un diploma di questa stimata scuola di legge. Facendo parte di questa eredità, si dovranno aprire porte che non sono aperti agli altri, avrete accesso a persone e opportunità che altri non immaginano di avere per se stessi”.

A questo punto conclusivo mi sono chiesto, perché essere un giurista?

Io trovo che il diritto sia una sorta di ponte che unisce etica e le discipline economiche, volte a soddisfare i bisogni umani. Per studiare in questa facoltà occorre certamente l’impegno personale, ma anche e soprattutto tanta passione. Bisogna essere in grado di mettere del proprio in ciò che si apprende, poiché il diritto non è cieca memorizzazione di codici polverosi, ma capacità di pensiero logico e organizzazione dei contenuti.
Ideali di giustizia, non solo terrena, e di diritti, nonchè di doveri, devono essere insiti nell’uomo.
I recenti avvenimenti nel nostro paese sono simbolo di ciò per cui non vogliamo essere ricordati, e questi si scontrano con idee messe in campo da uomini che hanno dato la vita perché queste rimanessero e fossero seguite. Non dimentichiamoci troppo presto.

 

Link approfondimento per NYU:

http://nyumun.wordpress.com/

Per O’Brien:

http://en.wikipedia.org/wiki/Patricia_O’Brien

 

About Amedeo Marchelli

Law Student. Love foreign languages. Searching the cure of mankind.

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